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Accademia Platonica


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La Via Francigena


Submansio XII: Sce Quiric


(12) San Quirico d'Orcia





La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta

San Quirico d'Orcia: la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta



San Quirico d'Orcia


Proseguendo lungo l'itinerario dell'antica Via Francigena, attraverso la Val d'Orcia, si giunge a San Quirico d'Orcia, luogo che Sigerico annota come dodicesima tappa (submansio) con il nome di Sce Quiric. Qui, nel XIII sec., sorse lo Spedale di Santa Maria della Scala, filiale dell'omonima struttura senese che aveva sede in pieno centro storico, di fronte al Duomo. Ad accrescere la notorietà del luogo contribuì il suo ruolo come luogo d'incontro per i tutti i mercanti che si recavano a Siena e Firenze, provenendo dall'Umbria a e dalle Marche.



Il portale della Collegiata con le colonne annodate

L'architrave con i coccodrilli

Particolari del portale d'ingresso della Collegiata di San Quirico

A sinistra: le Colonne Annodate; a destra: i coccodrilli sull'architrave



L'edificio di culto più importante è certamente la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, nota anche più semplicemente come Collegiata di San Quirico, edificata nel XII sec. al posto di un'antica pieve dell'VIII sec. La stupenda facciata, a cui lavorarono probabilmente dei Maestri Comacini, presenta ai lati del portale maggiore due coppie di colonne annodate nel punto centrale, poggianti su leoni stilofori. Sull'architrave, invece, si possono ammirare due coccodrilli rivolti uno di fronte all'altro.



La Chiesa di Santa Maria Assunta

La Chiesa di Santa Maria Assunta



Altri edifici molto rilevanti dal punto di vista storico-culturale sono la Chiesa romanica di San Biagio e la Chiesa di San Giovanni Battista, entrambe nella frazione di Bagno Vignoni, la Chiesa e la Cappella della Madonna di Vitaleta, località rurale alla periferia del paese, in cui si conserva la famosa statua mariana opera di Andrea della Robbia, e la Chiesa di Santa Maria Assunta, chiamata anche Santa Maria ad Hortos, in quanto circondata da quei giardini che dal XVI sec. verranno chiamati Horti Leonini.



Gli Horti Leonini



Veduta degli Horti Leonini

Una veduta degli Horti Leonini sul retro della Chiesa dell'Assunta



Gli Horti Leonini sono un giardino rinascimentale sorto per volere di Diomede Leoni, da cui il nome, su un terreno che era stato donato da Francesco I de' Medici e che egli ereditò dal padre. Una figura spesso trascurata dagli storici, quella di Diomede: figlio illegittimo di un notaio, seppe conquistare il favore della potente famiglia dei Medici dai quali ottenne una ricompensa a seguito della realizzazione degli Horti (1580). Costruiti per proprio diletto e ad uso dei viandanti e dei viaggiatori sulla Francigena, gli Horti Leonini sono modellati secondo il classico giardino all'italiana di stile tardo-rinascimentale (come il più celebre Giardino di Boboli, a Firenze, e i giardini di Villa d'Este, a Tivoli). La composizione, tuttavia, e le sue decorazioni seguono un intento simbolico che poteva essere chiaro solo a determinati visitatori. Il giardino, ad esempio, è divisibile in due zone distinte, una più elegante, costituita da siepi ordinate e modellate ad arte, ed una più selvaggia, di natura boschiva. Essa rappresenta con un perfetto dualismo la distinzione tra due mondi distinti, quello degli dei, perfetti, e quello degli uomini, imperfetti in quanto incapaci di dominare i propri istinti più bassi. A divisione delle due zone è posta la statua di Giano, il dio bifronte posto a guardia delle Porte Solstiziali. Dal 1975 gli Orti sono diventati proprietà dell'Amministrazione Comunale, che provvede alla loro manutenzione, e sono liberamente aperti al pubblico tutti i giorni.



La statua di Giano al centro del Giardino

La statua di Giano al centro del Giardino





L'itinerario di Sigerico



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