
La città di Siena ha da sempre rivestito un ruolo importante per i Cavalieri Templari. Le città toscana, infatti, si trovava a ridosso della Via Francigena, l'antica strada che guidava i pellegrini in uno dei luoghi più santi della cristianità: il sepolcro dell'apostolo Pietro, a Roma. Oggi l'antico tracciato di questa importante via di traffico si snoda dalla Porta di Camollia ed attraversa il centro del paese attraverso le strade oggi denominate Via dei Montanini e Via Banchi di Sopra. In prossimità del confine, poco entro le mura di cinta, sorgeva la Mansione Templare senese, comprendente la Chiesa di San Pietro, ancora oggi aperta e visitabile. Ma numerose altre testimonianze rivelano a Siena la presenza templare, nonché quella dei Cavalieri di Malta che ereditarono i beni dell'Ordine dopo il suo scioglimento nel 1312. Vediamone alcuni.
Lo stemma cittadino, che compare spesso ad ornamenti dei principali palazzi pubblici della città (nella foto sotto, lo vediamo sulle pareti dell'antico Spedale di Santa Maria della Scala, prospiciente l'imponente Duomo), è uno scudo diviso in due parti, l'inferiore nera e la superiore bianca. Questo emblema è detto la "balzana", perché in araldica uno scudo con tale disposizione si dice spaccato, troncato o, per l'appunto, balzano. Ebbene, ciò caratterizza la città come sapienziale, o iniziatica, per il dualismo espresso dal nero e dal bianco fin dai tempi più antichi: si pensi, ad esempio, all'antichissimo simbolo cinese dello Yin e Yang. Lo stemma templare, il cosiddetto Beauceant, aveva una forma simile, e non manca chi ha sottolineato l'assonanza linguistica tra le due parole.

Il Duomo di Santa Maria Assunta (XIII sec.)
Chiesa templare di San Pietro alla Magione (XIII sec.)