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Il Pentagramma



Il Pentagramma



Il simbolo del Pentagramma è chiamato anche Pentagono regolare stellato o Stella a 5 punte; se è presente anche il cerchio esterno, viene detto Pentacolo. Dal punto di vista grafico, esso può anche essere visto come l'unione di cinque lettere "A" alle loro basi: per tale motivo, questo simbolo viene spesso designato anche come Pentalfa, cioè: "Cinque Alfa" (dove l'Alfa è la prima lettera dell'alfabeto greco e corrisponde, anche graficamente, alla nostra "A" maiuscola).


Sin dall'antichità, è stato associato al pianeta Venere. Questo pianeta, infatti, è l'unico del nostro sistema che può essere identificato con una semplice struttura grafica e senza equivoci, derivata dal tracciamento dei suoi movimenti astronomici attraverso lo Zodiaco. Infatti, se si segnano le posizioni planetarie di Venere lungo i 360° del cerchio zodiacale, la figura che si forma è proprio un pentagramma perfetto. Lungo questo percorso il pianeta passa da momenti di invisibilità a momenti di estrema luminosità; quando poi l'astro si trova in prossimità del Sole si manifesta secondo una duplice natura, ed è conosciuto come Stella del Mattino, Phosphoros, o Lucifero ("portatore di luce"), e come Stella della Sera, Hespheros o Afrodite (dea della bellezza, della sessualità e della pace).


I popoli antichi l'hanno spesso associato alle loro maggiori divinità femminili, le cosiddette Grandi Madri: i Sumeri ad Inanna, la dea dei Cieli, i Babilonesi ad Astarthe, gli Accadiani a Ishtar, i Greci ad Afrodite, i Romani a Venere, e così via. Per gli Egiziani il simbolo raffigurava Horus, il figlio di Iside ed Osiride, il Sole. Rappresentava la materia prima alchemica, sorgente inesauribile di vita, fuoco sacro, germe universale di tutti gli esseri. Presso i mistici Ebrei medievali, questo simbolo era noto come Sigillo o Scudo di Salomone, termine che poi, nei secoli successivi, è andato ad indicare, impropriamente, la Stella a sei punte, o Esagramma.



Bafometto (pentacolo satanista)

Il "Bafometto", ovvero il Pentacolo dei satanisti



Durante il Medioevo il simbolo cominciò ad essere associato alla magia ed al Male, i popoli Nordici lo tracciavano sulle porte e sui muri delle loro abitazioni come talismano contro i malefici ed i Troll. Quando la stella viene tracciata con la punta verso il basso diventa la massima espressione del Male; spesso vi si trova la figura di un capro tracciata all'interno, e come tale è ancora oggi usata all'interno di gruppi o sette sataniche. Spesso in questa forma il simbolo viene chiamato Bafometto (o Baphomet), in riferimento alla presunta testa barbuta che i Templari dichiararono di adorare durante il processo che li portò all'estinzione. Nella corona circolare sono iscritte alcune lettere ebraiche: partendo dal basso e procedendo in senso antiorario, si ha lamed-wav-yod-tav-nun, LViThN, ossia "Leviathan", il nome biblico del demonio. Esistono versioni alternative in cui le cinque lettere formano la parola AZAZEL, un altro nome infernale.



Il Pentagramma di Agrippa

Il Pentagramma di Agrippa

H. C. Agrippa, "De Occulta Philosophia" (1530)



In Magia bianca la stella ha la punta rivolta verso l'alto, spesso vi è inscritta una figura umana con braccia e gambe divaricate. In tal guisa, ad esempio, è conosciuto anche come Pentagramma di Agrippa, dal nome del filosofo Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim che così lo raffigurò nel "De Occulta Philosophia" (Amberes, 1530).


La Massoneria conferisce al Pentalfa il significato particolare detto "numero d'oro", oppure "proporzione aurea": è la proporzione ermetica per la quale la parte minore sta in rapporto alla maggiore come la maggiore sta al Tutto. É ciò che la geometria indica come divisione di una retta in media ed estrema ragione. Il valore numerico del numero d'oro è 1,618, e nella figura della stella a 5 punte, ciascuno dei lati della stella è diviso da quello adiacente nella sua sezione aurea. Le proporzioni del numero d'oro si ritrovano in tutto ciò che nell'uomo crea una sensazione di armonia e di bellezza, ed il loro impiego è di grande aiuto nell'architettura. Per la Libera Muratoria la Stella Fiammeggiante simboleggia esotericamente il genio umano, inteso come raggio di Luce divina. Quindi essa costituisce sempre una promessa della Luce che deve venire. Essa rappresenta il Fuoco filosofico degli Alchimisti, che il Testi definisce la scintilla vitale comunicata dal Creatore alla materia, alchemicamente ottenuta non con la comune combustione, ma con l'acciarino o la lente ustoria. All'interno della Stella, partecipe della sua luce, si trova spesso la lettera "G", nella grafia latina oppure greca (Gamma), alla quale sono attribuiti remote significanze, quali: Grande Architetto dell'Universo, (o G.A.D.U.), God (Dio), Gloria, Grandezza, Gravitazione, Gnosi, Geometria, Genio e Generazione.



Il Pentalfa e le istituzioni italiane


Stellette militari Lisce per la truppa e per i sottufficiali, zigrinate per gli ufficiali: sono le stellette, che simbolizzano lo status militare per qualunque appartenente alle Forze Armate italiane. Il motivo per cui venne scelto proprio questo simbolo ha a che fare, ancora una volta, con la Massoneria ed il suo simbolismo. Le stellette furono istituite per la prima volta dal Ministro della Guerra Gen. Cesare Ricotti Magnani, con Regio Decreto del 13 Dicembre 1871. L'art. 1 di detto decreto, senza far richiamo ad alcuna precedente regolamentazione, stabilisce:


"Tutte le persone soggette alla giurisdizione militare […] porteranno, come segno caratteristico della divisa militare, comune all'Esercito ed all'Armata, le stellette a cinque punte sul bavero dell'abito della rispettiva divisa".


Il termine "Armata" indicava allora la Marina Militare, essendo l'Aeronautica ancora inesistente. Ebbene, secondo quanto riporta Rosario Francesco Esposito, della Pia Società di San Paolo, in "La Massoneria e l'Italia dal 1800 ai giorni nostri" (Roma, Edizioni Paoline, 1969), sappiamo che il Ricotti Magnani era un Massone. Egli, infatti, aveva soppresso i Cappellani Militari e la messa festiva, ed aveva sostituito la croce dei Savoia con la stella massonica sulle uniformi dell'Esercito. Maria Rygier scrive nel suo volume "La Massoneria Italiana di fronte alla guerra e di fronte al fascismo" (Paris, Gloton, 1930) che la Massoneria «ha dato all'Italia il suo tesoro più prezioso: il pentagramma sacro, ed ha voluto che la stella fiammeggiante fosse messa in mostra sull'uniforme dei soldati, indubbiamente perché la virtù magica del sangue, versato per la Patria, vitalizzasse l'augusto pentacolo».


Oltre che sulle uniformi dei soldati, il Pentalfa compare su un altro ben noto simbolo istituzionale, lo stemma della Repubblica Italiana, sovrapposto ad una corona dentata e circondato da rami d'alloro e di quercia.



Lo stemma della Repubblica Italiana

Lo stemma della Repubblica Italiana





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