Il Nodo dell'Apocalisse




Il Nodo dell'Apocalisse




Il simbolo sopra raffigurato è presente in un largo insieme di contesti e di epoche differenti. Nella galleria annessa, possiamo vedere il suo utilizzo come motivo decorativo, ripetuto in forma di trama, come nell’Abbazia di Fontenay, oppure come presenza solitaria sulla facciata di una chiesa, come nel caso di S. Erasmo a Veroli (FR), dove il Nodo si presenta nell'insolita variante con un doppio anello di contorno, o ancora come simbolo posto un particolare elemento architettonico della chiesa, come quello raffigurato sulla soglia della finestra della Chiesa templare di Ognissanti, a Trani (BA).



Il Nodo sulla facciata della chiesa di S. Erasmo, a Veroli

Il Nodo sulla facciata della Chiesa di S. Erasmo, a Veroli (FR)



Per definirlo attraverso le pagine del sito, abbiamo adottato (nel 2004) la denominazione di "Fiore dell’Apocalisse", in relazione alla sua forma quadrilobata, che ricorda, appunto, quella di un fiore a quattro petali, e in richiamo ad un disegno simile presente nell’opera di Gioacchino da Fiore, noto per aver predicato nel XII secolo l’avvento dell’Era dello Spirito Santo preceduta da una serie di catastrofi apocalittiche.


Tuttavia, nuovi studi e nuove ricerche nel campo del simbolismo hanno portato alla conclusione che questo emblema è più correttamente ascrivibile alla categoria dei "nodi", e pertanto adotteremo d’ora in avanti la denominazione di "Nodo dell’Apocalisse". A conferma di tale scelta, si pone la similarità con alcune figure ben note ed utilizzate in ambito araldico che sono designate con questo nome, come il "nodo Bowen" o il "nodo Lacy". Di fatto, potremmo descrivere questo simbolo come un Nodo di San Giovanni (l’equivalente simbolico del nodo Bowen) con i cappi di forma ogivale anziché circolare, come i petali di un fiore, circondato da una coppia di anelli concentrici (o anche uno solo, a seconda dei casi).



Il Nodo Lacy

Il nodo Lacy, emblema araldico di un'antica famiglia
di origini normanne, presenta una forma molto simile al
simbolo in oggetto, allacciata alla figura di un nodo Bowen



I quattro "petali", che si generano dall’interazione tra quattro porzioni di cerchio, rappresentano i quattro elementi (Fuoco, Acqua, Terra, Aria) perfettamente armonizzati tra loro, che in questo modo "rifioriscono" per generare l’Armonia. Essi sono anche rappresentanti del Tetramorfo, ossia la rappresentazione simbolica dei quattro esseri descritti nell’Apocalisse di San Giovanni (L’Uomo, il Leone, il Toro e l’Aquila) ed identificati con i quattro evangelisti (rispettivamente, Matteo, Marco, Luca e Giovanni).


In una delle incisioni del "Liber Figurarum" di Gioacchino da Fiore, esiste una raffigurazione paragonabile al simbolo in esame, in cui il saggio filosofo calabrese pone i quattro cerchi, i quattro evangelisti o i quattro elementi, sui due anelli che rappresentano la perfezione nel dominio dei due mondi, cielo e terra, acque superiori e acque inferiori. Insomma uno geometria armonica di perfezione della Creazione e dell'Uomo Divino.



Tavola VIII del "Liber Figurarum" di Gioacchino da Fiore



Rudoph Koch, nella sua disamina del simbolismo cristiano, designa questo simbolo come un potente talismano contro le forze del Male. In questa interpretazione, dunque, torna la similitudine con il Nodo di San Giovanni che, almeno nei suoi utilizzi più antichi, veniva impiegato come simbolo apotropaico.





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