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La Temple Bar



La Temple Bar



La Temple Bar era la porta che regolava l’accesso all’area della City di Londra nella zona più ad ovest, laddove lo Strand diventa Fleet Street. Essa dunque separava nettamente l’area di influenza politica e religiosa (centrata a Westminster, ad ovest dello Strand) da quella finanziaria e amministrativa (ad est dello Strand), dominata dal Quartiere del Tempio. Dai Cavalieri Templari, infatti, che possedevano nella zona un vasto dominio, e dalla non troppo distante Temple Church, che ancora oggi rimane ed è visitabile, prende il nome questa porta che venne innalzata durante il Medioevo, quando la autorità che governavano la City decisero di regolare il traffico a tutte le vie di accesso della città.


Furono realizzate in tutto otto porte di accesso, che separavano la City dal resto di Londra, ma la Temple Bar è l’unica oggi di cui si ha ancora traccia; gli altri sette accessi rimangono solo come suffisso nei toponimi, essendo stati tutti demoliti attorno al 1800 (essi sono: Ludgate, Newgate, Aldersgate, Cripplegate, Moorgate, Bishopsgate e Aldgate). La Temple Bar ha sempre avuto un ruolo predominante e speciale, e tradizione vuole che persino il re, quando da Westminster si recava in visita ufficiale nella City, dovesse sostare davanti la Temple Bar in attesa di essere ricevuto dal Lord Mayor, il Sindaco della City, che gli avrebbe consegnato lo stemma e le chiavi della città.



La costruzione


La Temple Bar originale era una complessa struttura in legno, sormontata da una prigione. Scampata miracolosamente al Grande Incendio del 1666, che la danneggiò solo parzialmente, venne comunque demolita per far posto alla costruzione attuale, un arco in pietra bianca di Portland, riccamente scolpito e decorato, realizzato su progetto di Sir Cristopher Wren. Oggi, tuttavia, la Temple Bar non è più collocata nella sua posizione originaria, perché nel frattempo la struttura subì diverse altre vicissitudini.


La sua costruzione avvenne tra il 1669 e il 1672, ma già soltanto sei anni dopo la sua ultimazione, la porta dovette essere rimossa, per permettere alle autorità l’ampliamento della strada (Fleet Street), interessata da un traffico sempre più intenso. Nel 1878, dunque, la Temple Bar venne smantellata, tuttavia le autorità cittadine, desiderose di non perdere un così imponente monumento, immagazzinarono accuratamente le pietre in un magazzino, in attesa di decisioni in merito.


Nel 1880 un facoltoso fabbricante di birra, Sir Henry Meux, su istigazione della moglie acquistò le pietre e fece rierigere la porta all’ingresso di una sua villa privata, situata presso Theobalds Park, tra Enfield e Cheshunt, nella contea di Hertfordshire.


La porta giacque lì, nello spiazzo ricavato all’interno di un bosco, e per molti anni rimase nell’incuria, subendo numerosi danneggiamenti e atti di vandalismo. Nel 2003, nel clamore dell’opinione pubblica suscitato dal sapere un così imponente monumento come la Temple Bar alla rovina, il Temple Bar Trust, un comitato appositamente fondato da Sir Hugh Wontner nel 1976, con l’intenzione di riportare il monumento nella City, acquistò nuovamente la porta dal Meux Trust per il prezzo simbolico di una sterlina. Nel 2001 la Court of Common Council della Corporazione di Londra accettò la Temple Bar come donazione dal Trust e sostenne tutti i costi del nuovo smantellamento, del trasporto delle pietre e della sua ricollocazione all’interno della City.


Dopo un’attenta analisi dell’urbanistica, si decise di piazzare la Temple Bar all’ingresso di Paternoster Square, giusto a Nord della Cattedrale di St. Paul, dove ancora oggi si trova. La porta venne finemente restaurata e restituita allo splendore originale, e fu nuovamente aperta al pubblico alla fine del 2004.



Simbolismo


Il Monumento al Dragone Alato nella City Dovrebbe essere già chiaro al lettore che un tale attaccamento alla Temple Bar non riguarda soltanto la porta come monumento in sé per sé, per quanto mirabile opera di architettura possa essere. L’arco in pietra, infatti, costituisce un simbolo tangibile, un marcatore delle energie del luogo (omphalos) come ve ne sono tanti altri sparsi nella City (come lo sono, ad es., la London Stone e il Monument).


Il sito della sua collocazione originaria è oggi marcato all’inizio di Fleet Street da un monumento che riproduce il simbolo araldico del Dragone Alato, posto di fronte al maestoso palazzo della Royal Courts of Justice, e di cui abbiamo già parlato nella pagina dedicata alla Londra Occulta. Il monumento, opera dello scultore Charles Bell Birch (1832 - 1893), presenta nel basamento le statue della Regina Vittoria e del Principe di Galles, realizzate da Sir Joseph Boehm. Entrambe le statue sono costruite in bronzo scuro. Dunque il simbolismo è chiaro: le energie della Madre Terra, rappresentate dalla Regina Nera, la Dea Madre delle profondità della Terra (lo stesso simbolismo che si cela nelle tante figure di Madonne Nere), devono essere ricongiunte con quelle provenienti dal Cielo, energie cosmiche, nel rispetto del primo principio dell’ermetismo sancito nella Tabula Smaragdina (o Tavola di Smeraldo) attribuita ad Ermete Trismegisto: "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per la meraviglia di una cosa unica". Per questo il dragone (che al pari del serpente in Occidente ha da sempre, in Oriente, simboleggiato le energie della Terra, e il principio del C’hi) è munito di ali, e il monumento si sviluppa in altezza.


Il sito dell'incontro della Grande Loggia Il nuovo sito in cui la porta è stata collocata, non è certo da meno. Una classica lapide di colore blu (il colore delle Logge massoniche che operano solo i tre gradi fondamentali, le cosiddette "Logge Azzurre") con lo stemma della City Corporation, apposta giusto al fianco della Temple Bar, ricorda che nei pressi di quel luogo si tenne la prima assemblea dalla Grande Loggia Unita d’Inghilterra, istituita con l’atto del 1717, che fuse la Massoneria "operativa" con quella "speculativa" e pose le basi della moderna Massoneria. Sir Christopher Wren, il suo costruttore, apparteneva alle logge operative dal 1691, secondo la testimonianza dell’antiquario John Aubrey, e la sua opera è fortemente infusa di simbolismo e di allegorie. Il suo capolavoro, la St. Paul’s Cathedral, giace a pochi metri di distanza dalla Temple Bar.


Il simbolismo delle energie della terra e della loro ricongiunzione a quelle del cielo è presente anche nei pressi dell'attuale posizione della Temple Bar: la troviamo nell’antistante piazza di Paternoster Square, alla quale la Temple Bar dà accesso.





Paternoster Square



Paternoster Square



L’architettura di Paternoster Square è chiaramente ispirata ai culti del dio Sole, primo fra tutti il Culto di Mitra (si pensi già solamente al fatto che ‘Pater’ è l'appellativo del massimo grado iniziatico degli adepti mitraici). La piazza, pavimentata di mattoni di colore giallo-ocra, è attraversata da numerose decorazioni in forma di ‘raggi’. Contiamoli: sono in numero di 24, come le ore in un giorno. Al centro della piazza si erge un monumento, una colonna corinzia in pietra di Portland sormontata da una fiamma dorata. I Londinesi chiamano questa fiamma, scherzosamente, "ananas", per la rassomiglianza con l'omonimo frutto, ma forse sarebbe più appropriato assimilarla ad una pigna, simbolo della conoscenza esoterica e del Terzo Occhio.


La Paternoster Square Column La Paternoster Square Column, questa la denominazione ufficiale, è alta 23 m ed è stata progettata dagli architetti della Whitfield Partners. La colonna sormontata da una fiamma è, al pari di un obelisco che ha simbolicamente lo stesso significato, un importante emblema esoterico ampiamente sfruttato, ad es., nella ricca simbologia massonica. La colonna serve anche funzionalmente da condotto di ventilazione per una galleria di servizio che corre sotto la piazza. Il sito della piazza corrisponde più o meno alla cima della collina sacra di Ludgate, la Ludgate Hill, dove un tempo si trovava un circolo di pietre (che, secondo alcune tradizioni, sarebbe stato inglobato sotto le fondamenta della Cattedrale di St. Paul) e un tempio pagano dedicato a Diana, dea della caccia e dei boschi, una delle tante personificazioni dell’antica Dea Madre.





Londra: la Capitale occulta

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