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Chiesa di San Giovanni Battista




St. John the Baptist's Church



La Chiesa di San Giovanni Battista (Church of St. John the Baptist) di Glastonbury è originaria del XV sec. ed è attualmente inserita nella lista dei monumenti inglesi di grado I (la lista, cioè, di tutti i monumenti considerati di interesse eccezionale).


L’edificio, con pianta a forma di croce latina, presenta un’unica navata con sette arcate ed un lucernario sulla cima. La torre campanaria è stata costruita più tardi rispetto alla chiesa, che originariamente era invece provvista di una torre centrale, poi crollata. Si dice sia stata edificata dall’abate Selwood nel 1475, e risulta molto più decorata del resto dell’edificio.


La vetrata di Giuseppe di ArimateaL’interno della chiesa presenta alcuni sarcofagi originali del XV sec. ed una serie di splendide vetrate colorate. Nel transetto nord sono presenti quattro vetrate realizzate nel 1936 da A. J. Davies, che rappresentano alcuni miti e leggende locali.


Tra queste spicca la vetrata dedicata a Giuseppe di Arimatea, soggetto abbastanza raro nelle chiese (sebbene appaia in tutti e quattro i Vangeli Canonici, come l’uomo che andò a chiedere a Pilato il corpo di Gesù dopo la morte, per inumarlo in un sepolcro di sua proprietà, la storia di Giuseppe di Arimatea è più dettagliatamente sviluppata in alcuni Vangeli Apocrifi, in particolare il Vangelo di Nicodemo, noto anche come Atti di Pilato), che qui è rappresentato con un’ampia tunica di colore viola, che sorregge una staffa. In mano tiene due ampolline che secondo la tradizione contengono una il sangue e l’altra il sudore di Gesù. Ai suoi fianchi troviamo evidenziati un ramo di Santa Spina, a sinistra, ed una rappresentazione del Sacro Calice, a destra. Ai suoi piedi possiamo vedere una rappresentazione del Sacro Calice. Le connessioni tra Giuseppe di Arimatea e il Santo Graal appartengono alle leggende di stampo medievale. In particolare, fu Robert de Boron, il primo che introdusse elementi di Cristianità nel mito del Graal, ad inventare nei suoi romanzi, (principalmente "Le Roman de l'Estoire du Graal" e "Joseph d’Arimathe") il mito del calice, derivandolo dalle storie lette negli "Atti di Pilato".

L'albero di Spina Santa

La Santa Spina


All’esterno, nel cortile, sorge un robusto albero di Santa Spina, che si dice trapiantato da quello originario miracolosamente nato dal bastone di Giuseppe di Arimatea infilato nel terreno. Da questo albero ogni anno sotto Natale viene tagliato un ramoscello che viene inviato simbolicamente alla Regina. La cerimonia ha un sapore particolare: tutti gli anni gli studenti della St John’s Infants School di Glastonbury si riuniscono intorno all’albero per cantare le più note canzoni di Natale insieme ad una inedita, scritta appositamente per l’occasione. Lo studente più anziano ha poi il privilegio di tagliare il ramo che poi il Sindaco invierà a Londra, a Buckingham Palace, come dono per la Regina.



Il labirinto


Schema del labirintoAccanto al cancello di ingresso si trova una rappresentazione del labirinto, nella sua forma ancestrale, più classica, a sette spire, detta "caerdroia". La stessa forma che avrebbe formato il sentiero originario per l’ascesa al Tor, ricavato dal colle dopo una sapiente operazione di terrazzamento, e che è andata col tempo soggetta ad usura, ma ancora visibile in fotografie effettuate dall’alto, ad esempio dal satellite.


Il labirinto è stato realizzato nell’ottobre del 2007 per celebrare il trecentennale della ricostituzione della città, suggellata dalla consegna del "Town Charter", una specie di atto reale di garanzia, da parte della regina Anna (in realtà, tale consegna avvenne nel 1705, perciò l’anniversario fu celebrato con due anni di ritardo). Dopo la Dissoluzione dei Monasteri di Enrico VIII, che a Glastonbury si abbatté con particolare violenza causando, nel 1549, la distruzione dell’abbazia di Glastonbury e la barbara esecuzione dell’abate Whiting sulla collina del Tor, la città cadde in una profonda depressione spirituale, economica e sociale, dalla quale seppe uscire solo un secolo e mezzo dopo, nell’opera di recupero che si concluse, appunto, con l’atto ufficiale della Corona.



Il caerdroia di Glastonbury

Il "caerdroia" di Glastonbury



Anche la genesi costruttiva del labirinto non è stata semplice. Un grosso problema è stato la scelta del posto, tra pastoie burocratiche e problematiche sollevate dai negozianti locali. Non si conosce la natura di tali problematiche, ma considerando che la realizzazione dell’opera è stata in parte finanziata anche con il loro contributo, è logico supporre che ciascuno abbia cercato una posizione il più vicino possibile al proprio negozio. Alla fine, il problema è stato risolto dal reverendo locale della parrocchia di San Giovanni Battista, che ha ottenuto l’autorizzazione dal vicariato a patto di rispettare alcuni vincoli, che contemplavano la presenza di un archeologo ed un architetto per stenderne i piani!


Il labirinto è stato fisicamente realizzato dai ragazzi della scuola di St. Dunstan coadiuvati dalla comunità locale. Interessante notare che alla coordinazione e alla supervisione di tutto il progetto sia stato posto Sig Lonegren, studioso locale ed esperto di geomanzia...


Grazie a questo sforzo collettivo, il labirinto venne completato e inaugurato con una semplice ma efficace cerimonia religiosa. Adesso il labirinto spicca nel giardino della chiesa in una posizione prominente lungo la High Street, la strada principale che attraversa la città è che è costellata di librerie e negozi legati all’esoterismo e alla magia.





Glastonbury - All'ombra della Santa Spina...

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