Cronistoria


Cerca nel sito…



In libreria


I luoghi delle Triplici Cinte in Italia


Accademia Platonica


Accademia Platonica

PARIGI


La Chiesa di Saint-Germain-des-Prés



La Chiesa di Saint-Germain-des-Pres



Cenni storici


L'attuale Chiesa di Saint-Germain-des-Prés, che prospetta sulla piazza omonima all'angolo tra Boulevard Saint-Germain e Rue Bonaparte, a breve distanza dalla stazione della metropolitana Saint-Germain-des-Prés (linea 4), è ciò che rimane dell'originario complesso abbaziale. È uno dei più antichi edifici di culto di Parigi, essendo stato fatto edificare dal re merovingio Childeberto I a partire dall'anno 542. La chiesa venne costruita per custodirvi le reliquie di San Vincenzo di Saragozza, che Childeberto ricevette in dono dal vescovo della città spagnola in segno di gratitudine per aver interrotto l'assedio dopo aver saputo che la gente del posto aveva invocato la protezione del Santo. Nel 558 il vescovo Germano, che tre anni prima Childeberto aveva posto a capo della diocesi di Parigi, consacrò ufficialmente la chiesa a San Vincenzo nella data del 23 Dicembre. In quello stesso giorno, il re Childeberto morì. Per celebrare tutti questi eventi, si decise di annettere alla chiesa anche un monastero, che mantenne la sua giurisdizione su tutta l'area circostante.


La chiesa venne poi saccheggiata a più riprese, e quindi data alle fiamme durante l'invasione dei Normanni nel IX sec.; successivamente venne ricostruita nel 1014 e consacrata nel 1163. Alla cerimonia presiedette il papa Alessandro III, che la volle dedicare a San Germano di Parigi (Saint-Germain de Paris, da cui deriva il nome della chiesa e dell'area circostante), lo stesso che l'aveva precedentemente consacrata a San Vincenzo e che nel frattempo era salito agli onori della santità.


Nel XVII sec. St-Germain era diventata un'importante abbazia benedettina, che dal 1618 ospitò l'appena costituita Congregazione di San Mauro, che continuò a promuovere attività legate alla cultura fino alla data della sua soppressione (1792).


Durante la Rivoluzione Francese la chiesa venne gravemente danneggiata da un incendio (1794) ed in seguito fu chiusa. Venne riaperta al culto soltanto undici anni dopo, nel 1803. Dal 1821 e per circa 33 anni la chiesa fu fatta oggetto di una lunga serie di restauri conservativi che le hanno dato lo stato attuale, ad eccezione del presbiterio che è un rifacimento recente (2012).



Connessione con i Merovingi


Come avviene per la Chiesa di Saint-Sulpice, di cui abbiamo parlato nel precedente articolo di questo dossier, anche St-Germain-des-Prés viene ampiamente citata nel libello esoterico del "Serpente Rosso", principalmente a causa delle tombe di alcuni re merovingi che sarebbero state trovate nei suoi sotterranei. In virtù di ciò, le due chiese, insieme a quella di St-Severin, chiudono la terna delle chiese più "esoteriche" di Parigi.


La chiesa viene coinvolta nel controverso libello già dal titolo, che per esteso è "Il Serpente Rosso - Note su Saint-Germain-des-Pres e Saint-Sulpice di Parigi". Dopo il poemetto in tredici strofe che contiene riferimenti ai misteri di Rennes-le-Château e di St-Sulpice, compare inframmezzato alla riproduzione di diversi ritagli un articolo a firma di uno dei tre presunto autori, Pierre Feugère, nel quale si illustra la storia di St-Germain. L'autore ribadisce per ben due volte che l'edificio sorge sul luogo dove anticamente era collocato un tempio dedicato alla dea Iside (elemento che, se confermato, già pone la chiesa in una luce diversa [1] ). Più avanti sono mostrati gli schizzi di alcune tombe merovinge, che si suppone siano state ritrovate all'interno della chiesa: le due, poste fianco a fianco, relative a Childeberto e Chilperle II, ed una relativa alla regina Fredegonda. Più in basso troviamo la raffigurazione di un altro sepolcro, anonimo, che l'autore afferma essere stato ritrovato nel 1793. Nel testo l'autore prosegue dicendo che il vescovo Germano, dopo la sua morte avvenuta, venne seppellito nella parte orientale della basilica, dietro l'altare di Santa Croce. Qui si trovavano già altre sepolture di eminenti personaggi appartenenti alla stirpe dei Merovingi: Childeberto ed Ultregothe, Cadiperle e Fredegonda, Clotario II e Bertrude, Childerio II e Bilihilde, ecc.


Oggi, ovviamente, di queste tombe non v'è traccia. Secondo alcune indiscrezioni raccolte attraverso il web, il visitatore che si fosse recato a visitare la chiesa nella speranza di vedere queste tombe non solo non le avrebbe trovate, ma si sarebbe sentito dire che le uniche tombe merovinge a Parigi sono quelle custodite nel cimitero interno della chiesa di Saint-Denis e quelle ritrovate a St-Severin [2] . In realtà le cose non stanno proprio così. Nell'estate del 2015 la stampa parigina ha dato ampio risalto ad una scoperta sensazionale: l'equipe di archeologi guidata da Martial Braconnier, ingegnere responsabile del Patrimonio e della Storia presso il Comune di Parigi, ha riportato alla luce una necropoli di origine merovingia. Le pale degli studiosi hanno dissotterrato una serie di scheletri (undici, per l'esattezza), frammenti di ceramica ed altri oggetti di vita quotidiana, oltre a diversi sarcofagi in gesso, tutti risalenti all'epoca merovingia. Gli scheletri appartengono tutti a degli uomini, per cui si è ipotizzato trattarsi di un antico cimitero di monaci. Le ricerche proseguono e gli archeologi non celano la speranza di riuscire a ritrovare le fondamenta della chiesa primitiva, quella fondata nel VI sec. da Childeberto I, completando così l'opera dell'eminente archeologo francese Teodoro Vacquier, che già nel XIX secolo aveva scavato parte del sito.



Il Meridiano Zero


All'interno del "Serpente Rosso" troviamo ancora alcune immagini della chiesa. Un disegno a pagina 7, a firma di Gaston de Kocher, presenta una mappa della chiesa e dei suoi giardini in una veduta a "volo d'uccello", mentre nell'ultima pagina compare la riproduzione di una pianta realizzata nel 1615 da Mathieu Mèrlan. Entrambe riportano, aggiunta a mano, la direzione del meridiano di Parigi, che attraversa in pieno la chiesa. Una vista dall'alto, come si può verificare nell'immagine satellitare sottostante, ricavata grazie all'ausilio del programma gratuito Google Earth, mostra l'allineamento di St. Germain con St. Sulpice in relazione al meridiano di Parigi.


Anche in questo caso, la corrispondenza non è millimetrica: le due chiese sono leggermente disallineate tra loro, così come il passaggio esatto del meridiano è leggermente spostato verso est di circa 100 metri. Non si badi, comunque, troppo alla precisione metrica: ricordiamo che le due chiese sono state edificate nel Medioevo e che persino il moderno GPS, allo stato attuale, ha una precisione di circa 10 m.



Le chiesa di Parigi e il Meridiano

Le chiese di St-Germain-des-Prés e di St-Sulpice in relazione al Meridiano di Parigi (© Google Earth)



S.P. = Priorato di Sion?


La Cappella dei Santi Pietro e Paolo Tra le altre curiosità simboliche trovate all'interno della chiesa, ne segnaliamo una "intrigante". Parlando di Saint-Sulpice, avevamo detto che una delle vetrate del transetto riporta le iniziali "S.P.", ufficialmente indicate come quelle di uno dei due santi titolari, San Pietro. L'altro titolare, San Sulpicio, sarebbe invece citato nella vetrata corrispondente sul lato opposto, che reca le lettere "S.S.". Tuttavia, gli autori del "Serpente Rosso", richiamandovi l'attenzione, insinuerebbero che esse indicherebbero in modo occulto il "Priorato di Sion", come iniziali del nome latinizzato "Sionis Prioratus".


Una delle cappelle laterali in Saint-Germain-des-Prés, la seconda da sinistra nell'area del coro, è dedicata ai Santi Pietro e Paolo, le colonne portanti della Chiesa di Roma. Sopra i dipinti ispirati ai due personaggi, compaiono due tondi nei quali sono poste in rilievo le stesse lettere, "SP". Ancora una volta, non ci sarebbe nulla di anomalo, tanto più che tondi simili compaiono in altre cappelle con le iniziali del santo a cui sono dedicate. Il fatto curioso è che anche nella terza chiesa legata in qualche modo alle tematiche inerenti il Priorato di Sion, quella di St. Severin, troviamo i due tondi, in questo caso sul portale d'ingresso, sopra i bassorilievi dei due santi. Si tratta di una sigla abbastanza frequente, oppure la sua presenza in queste tre chiese costituisce effettivamente un richiamo velato alla società segreta? Ad ogni modo, se l'esistenza il Priorato di Sion è tutto una montatura operata da Plantard e soci, dobbiamo supporre che la presenza delle suddette inziali sia soltanto una coincidenza.



Le iniziali S.P.

Le iniziali S.P.

Le iniziali S.P. (lato sinistro)

Le iniziali S.P. (lato destro)






Contenuti del dossier


Parigi: il Vascello di Iside

I luoghi Templari

Il Pont-Neuf

La Cattedrale di Nôtre-Dame

La casa di Nicolas Flamel

La Chiesa di Saint-Jacques-du-Haut-Pas

La Chiesa di Saint-Sulpice

La Chiesa di Saint-Germain-des-Prés

La Chiesa di Saint-Séverin


Di prossima pubblicazione:

L'Axe Historique






Misteri d'Oltralpe