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Le Puy-en-Velay



Un luogo d'energia sulla "Via Podense"



Vista panoramica di Le Puy

Una vista panoramica di Le Puy con in risalto il Rocher d'Aiguilhe



Sul Cammino di Santiago


Nel IX secolo d.C. viene ritrovato, nella regione spagnola di Galizia, il luogo di sepoltura dell'apostolo Giacomo, il Maggiore, al quale era stato affidato il compito dell'evangelizzazione della penisola iberica. Tuttavia, è verso la fine del secolo successivo che, in seguito anche alla riconquista di quei territori dei musulmani, quel luogo ribattezzato "Campus Stellae", cioè il "Campo della Stella", poi divenuto Santiago di Compostela, divenne meta incessante di pellegrinaggi da tutta l'Europa, con una venerazione tale da diventare il più importante luogo di culto cristiano di tutto il mondo, insieme, ovviamente, a Roma e a Gerusalemme. Dalla Francia, in particolare, erano quattro i cammini che convergevano verso il confine spagnolo; di questi il più antico e noto partiva dalla città di Le Puy, e veniva chiamato la "Via Podense". Il merito di tanta popolarità viene attribuita soprattutto all'allora vescovo della città, Gotescalco, che nell'anno 951 guidò il primo pellegrinaggio francese verso Santiago.


Il viaggio deve averlo "illuminato" parecchio perché al suo ritorno non solo fece edificare nella città un santuario circolare dedicato a San Michele Arcangelo, ma cominciò a promuovere attivamente il culto della Madonna Nera, la Vergine di Le Puy, custodita nella Cattedrale e di cui ancora oggi si ammira una copia. Le Puy, quindi, è diventato importante centro strategico, meta esso stesso di pellegrinaggi e tappa fondamentale del Cammino, e tutto ciò è sostenuto dalle importanti presenze simboliche che, oltre quelle già menzionate, annoverano una "pietra" dalle proprietà taumaturgiche, un presidio dei Cavalieri Templari, un Quadrato Magico del SATOR, e confermano la particolare aura sacra del luogo che, anche prima del Cristianesimo, era stato interessato da culti assidui della Grande Madre.



La Cattedrale di Nôtre-Dame de Puy


Le Puy-en-Velay si trova nella regione francese dell'Alta Loira, nel dipartimento dell'Alvernia. Il suo monumento principale è la Cattedrale, dedicata a "Nostra Signora" (in francese, "Nôtre-Dame") come le grandi cattedrali gotiche dei Cistercensi; dal 1998 è annoverata nei beni del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. Le sue origini sono antichissime ed è significativo che sia stata edificata sulla cima del "Monte Anis", sin dai tempi più remoti dedicato al culto della dea Anas. "Anas", o "Anua", è una delle tante forme cultuali dedicate alla Grande Madre, e non a caso la madre della Vergine Maria si chiama Anna: non sono rare le sue rappresentazioni iconografiche in cui la sua figura, enorme, sembra incombere su quella di Maria, una "grande madre", appunto. La figura di questa santa, la nonna di Gesù, accompagna spesso le "Madonne Nere", e la Cattedrale di Le Puy non fa eccezioni: una grande statua della Santa è presente all'interno, insieme ad altre significative, come quella di San Giacomo il Maggiore, Santa Giovanna D'Arco e San Luigi dei Francesi.



Statua di S. Giacomo Maggiore
Statua di S. Giovanna d'Arco
Statua di S. Luigi dei Francesi
Statua di S. Anna
Statua di S. Giacomo il Maggiore
Statua di S. Giovanna d'Arco
Statua di S. Luigi dei Francesi
Statua di S. Anna


Le origini della cattedrale sono leggendarie, e precisamente si rifanno alle miracolose apparizioni della Vergine sulla cima del Rocher Corneille, uno dei due rilievi rocciosi che sovrastano la città, iniziato nel 46 d.C.. Vi era su quella cima un antico dolmen: una grossa lastra di pietra nera che lo sormontava divenne preziosa quando una vedova del posto, sdraiatavisi sopra secondo i consigli che la stessa Madonna le aveva dato in una delle sue apparizioni, guarì miracolosamente da una febbre maligna che l'affliggeva da tempo. Un vescovo riconobbe il miracolo, e subito un cervo, fuggendo dal bosco, tracciò nella neve fresca, anche essa caduta per miracolo in una calda giornata di luglio, la pianta di una chiesa che venne costruita senza più indugi. La "Pietra delle Febbri", come era stata nominata dopo il miracolo, ne divende la mensa d'altare. Accanto ad essa si trovava un albero di biancospino e una sorgente di acqua che aveva potere di guarigione.


La successiva basilica romanica, dell'XI-XII sec., inglobò ed ampliò il precedente edificio, probabilmente in seguito all'impeto religioso promulgato dal vescovo Gotelscalco dopo il suo ritorno da Santiago. La chiesa romanica venne successivamente distrutta da un incendio nel 1794, ma venne fedelmente ricostruita dall'architetto Philippe Kaeppelin in sulla base di documenti originari del XIII sec.



La Madonna Nera di Le Puy

La statua della Madonna Nera di Le Puy



L'originale statua della Vergine Maria ivi conservata fu donata, secondo la tradizione, da San Luigi, anche se è noto da un altro documento che essa era già lì presente da prima, quando il Conte di Tolosa ordinò che una lampada perenne fosse accesa al suo cospetto. Si dice che Luigi la ebbe a sua volta in dono dal Gran Sultano di Babilonia, come pezzo facente parte del suo tesoro: l'autore era un certo Geremia, forse un monaco copto, e potrebbe essere stata fatta a immagine di Iside o di qualche altra dea orientale. L'odierna statua della Madonna Nera, posta sull'altare, è una copia del XII sec. che fu prelevata dall'antica cappella di San Maurizio del Rifugio nel 1844. Dodici anni dopo, esattamente l'8 Giugno 1856 (curiosamente, giorno di Santa Melania, nome che in greco significa: "la nera") venne incoronato dal vescovo di Le Puy il nome di papa Pio IX.


La "Pietra delle Febbri" non occupa più il suo posto originario sull'altare principale, ma si trova oggi di fronte alla Porta d'Oro dell'entrata principale. Il chiostro attiguo alla chiesa, originario del XII sec., è a detta di molti uno dei più belli di tutta la Francia. Le numerose arcate semicircolari che lo incorniciano sono decorate con motivi a mosaico formati da losanghe di colore bianco, nero e rosso. Un vero spettacolo sono i fregi dei capitelli e gli altri motivi a bassorilievo che corrono lungo i cornicioni: vi si possono osservare foglie d'acanto e altri motivi simbolici, nonché figure fantastiche ispirate agli antichi bestiari medievali. Tra essi, spiccano, ad esempio, questa sirena e l'immagine di un Green Man. Notevole anche, all'interno della Sala Capitolare, un affresco della Crocifissione in stile bizantino, del XIII sec.



Sirena nel chiostro
Un Green-Man nel chiostro

Elementi decorativi nel chiostro

Una sirena sinuosa

Elementi decorativi nel chiostro

Un Green-Man


Compendio, dunque, e scrigno di tesori inestimabili dal punto di vista materiale ma, e soprattutto, spirituale, la Cattedrale di Nôtre-Dame può al merito considerarsi un degno Centro Sacro della regione, ma esistono altre realtà, nello stesso territorio, meno note ma non meno importanti dal punto di vista simbolico, che andremo nel seguito a descrivere.



Il Rocher Corneille


Lasciata la Cattedrale, una buona camminata attraverso il centro storico permette di raggiungere l'altro importante edificio religioso della città, la chiesa di San Michele, edificato sulla cima di uno dei due picchi rocciosi (rocher) che dominano la città, il Rocher d'Aiguilhe. Ma a circa metà strada, tra i due edifici, si impone l'altro picco, il Rocher Corneille, che, come abbiamo visto, sin dall'antichità era già investito di un'aura di sacralità. Qui, infatti, sorgeva il dolmen in pietra vulcanica nera la cui lastra di copertura è divenuta la "Pietra delle Apparizioni", o "delle Febbri" dai poteri di guarigione, e qui, in epoca cristiana, avvenivano le apparizioni della Vergine.


Oggi, sulla sua sommità, si erge la monumentale statua di Nôtre-Dame de France, edificata, nel 1860, con il metallo di 213 cannoni sequestrati ai Russi nella battaglia di Sebastopoli, durante la Guerra di Crimea, e offerti dall'imperatore Napoleone III. La monumentale statua, alta 22,70 metri e pesante 835 tonnellate, è opera dello scultore francese J. M. Bonassieux, ed è cava. Una ripida scala a chiocciola permette, al suo interno, di ascendere verso la cima dove si può godere di una splendida vista panoramica a 360° di tutta la città. Dalla sua posizione dominante si apprezza la sapienziale disposizione sul tessuto urbano dei due monumenti "tellurici" e complementari: quello della Madonna Nera, nella Cattedrale, e quello di San Michele, sul Rocher d'Aiguilhe.



La Chapelle St. Clair e il SATOR


Prima di giungere alla base del Rocher, comunque, si incontra sulla strada un altro importante edificio, dai forti connotati simbolici, la Chapelle St. Clair, o "Cappella di Santa Chiara", posta in un'amena piazzetta allietata da un'antica fontana. È importante notare che sul luogo, anticamente, sorgeva un tempio dedicato alla dea Diana, e Diana/Artemide è stata, nel mondo classico, una delle eredi dei culti della Grande Madre più antichi.


Edificata in forma ottagonale, su imitazione della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, si dice fosse stata appartenuta ai Cavalieri Templari, sebbene un avviso, affisso all'interno della stessa, smentisca categoricamente questa affermazione. Eppure, a ben vedere, è improbabile che i Cavalieri non avessero, a Le Puy, una loro mansione, data l'importanza strategica del luogo come meta obbligata del cammino di Santiago e oggetto del flusso continuo di pellegrini. D'altronde, altre prove circostanziali farebbero puntare il dito sull'ordine dei monaci guerrieri fondato in Terrasanta sotto il regno di Goffredo il Buglione. Oltre alla già citata forma ottagonale, è da notare anche il motivo decorativo del portale d'ingresso, realizzato a fasce alternate di marmo bianco e nero, che richiamerebbe, in un certo senso, il Beauceant, il vessillo bicolore dei Cavalieri.

 


Particolare del bassorilievo con i simboli di Sole e Luna

Particolare del bassorilievo con i simboli di Sole e Luna



Degno di nota è anche un piccolo fregio, posto di sopra del portale d'accesso, che rappresenterebbe le frasi dei due astri principali, il Sole e la Luna, rappresentati con i rispettivi simboli alchemici. Nelle immediate vicinanze della cappella, all'interno del cortile di un'abitazione privata, si trova un'importante presenza simbolica che molto spesso è stata collegata, direttamente o indirettamente, ai Cavalieri del Tempio: il Quadrato Magico del SATOR, e questo è uno dei più noti in terra francese. Iscritto nella pavimentazione a scacchi bianchi e neri, il quadrato sembra avere dimensioni notevoli. Purtroppo, all'epoca della nostra visita, il suddetto cortile era chiuso, e non c'è stato permesso di documentarne personalmente la presenza. Interessante sarebbe, comunque, capire a quando risale la sua realizzazione e per mano di chi fu realizzato.



Il Quadrato Magico del SATOR

Il Quadrato Magico del SATOR

[© Gérard Colombat, 2008] (*)

(su gentile concessione / courtesly concessed)



St. Michel d'Aiguilhe


Lasciata la cappella alle proprie spalle, un'ultima camminata permette di raggiungere il Rocher d'Aiguilhe, un picco di roccia vulcanica che si erge fino a 82 metri di altezza al di sopra della città. Come già anticipato in precedenza, fu il vescovo Gotelscalco, al ritorno suo pellegrinaggio a Compostela, a volere la fondazione di un oratorio su questo picco. Nel 952 d.C., due anni dopo la posa della prima pietra, l'oratorio era completato e si procedette alla sua dedicazione a San Michele Arcangelo. Meta anch'esso di numerose visite dei pellegrini in sosta a Le Puy, nel XII sec. venne ingrandito, causa il sempre maggiore afflusso dei visitatori, fino ad occupare tutto lo spazio disponibile sulla sommità della roccia.


L'accesso è garantito dopo l'ascesa di una ripida scalinata di 268 gradini, un segno di espiazione, ad una prima e più facile lettura, ma anche simbolo delle difficoltà e degli ostacoli che l'iniziato deve affrontare prima di giungere alla meta ultima del proprio cammino di illuminazione. L'interno del santuario, di forma circolare come tanti altri dedicati all'angelo guerriero, è impreziosito da numerosi affreschi del XII sec.


Alcuni pannelli esplicativi posti in una sala da basso, alla base del picco, mettono in relazione questo santuario ad altri famosi luoghi di culto dedicati a San Michele, e simili per realizzazione o caratteristiche geografiche, dal primo e più importante di essi, che è quello posto sul Gargano, in Italia, al Mont St-Michel, sempre in terra francese. Sono tutti luoghi che, come sappiamo, giacciono su una linea immaginaria, una ley line che è nota come "Linea di San Michele". In realtà il santuario di Le Puy, che è posto sulle coordinate 45° 3' N e 3° 52' 57'' E, si discosta lievemente dalla linearità, che è comunque superfluo voler pretendere a tutti i costi. Infatti, allineamenti a parte, il santuario di St. Michel d'Aiguilhe va senza dubbio annoverato tra quei posti "magici", ovvero dotati di peculiare sacralità tellurica, dedicati a San Michele, soprattutto in considerazione delle altre caratteristiche della zona che, tra culti delle dea e Madonne Nere, pietre e sorgenti dei magici poteri curatori, circoscrivono il luogo e lo caricano di un innegabile valenza simbolica e iniziatica.



Nota:


(*) Gérard Colombat, che ci ha gentilmente concesso la riproduzione dell'immagine del SATOR, è un ricercatore indipendente francese che gestisce il sito "Bible et Nombres", a carattere escatologico/esoterico, occupandosi, tra l'altro, di simbologia e numerologia. Insieme ad altri collaboratori, è autore del saggio "Sator Net", Ed. Opera, Ottobre 1998.




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