Il Quadrato Magico del SATOR

 

Parte 5 - Altri quadrati palindromi

 

 

Il Quadrato Magico degli Inca

 

 

MICUC ISUTU CUYUC UTUSI CUCIM

 

 

È stato scoperto che un quadrato magico analogo a quello del SATOR era noto in Perù agli antichi Inca. Si tratta ancora di un quadrato 5 x 5, recanti parole in lingua Quechua: MICUC ISUTU CUYUC UTUSI CUCIM. Anche questo schema veniva impiegato presso gli Inca con fini magico-sapienziali. Quello che sorprende è innanzitutto il fatto che, come nel caso del SATOR, la traduzione letterale è resa difficoltosa dalla presenza di una parola misteriosa, che non ha corrispondente nella lingua in cui è scritto, in questo caso UTUSI. La traduzione più soddisfacente di questo quadrato è: «Un pedicello che mangia l'UTUSI che si dimena è felicità». La seconda caratteristica straordinaria è che la lingua Quechua era rigorosamente orale, non esisteva niente di scritto. Il quadrato, perciò, è stato composto a memoria, tramandato a voce e veniva compreso a mente. Tutto ciò ha una portata straordinaria.

 


 

Il nome arcano di Roma

 

 

ROMA OLIM MILO AMOR

 

 

Durante gli scavi archeologici di Pompei, venne alla luce anche un altro quadrato palindromo (sulla parete di una casa nel Vicolo Meridionale della Regio I, che divide l'insula VI, dove si trovano la Casa del Criptoportico e la Casa di Lucio Celio Secondo, dall'insula X, dove si trova la Casa del Menandro), di ordine più piccolo rispetto al SATOR, il cui schema è riportato nella figura in alto. Le caratteristiche di lettura secondo quattro direzioni vale anche per questo quadrato. Nel 1947 Pietro De Angelis, in un piccolo saggio, scrisse che questa «Roma Quadrata» esprime l'esoterico "nome arcano" dell'antica città: «Amor», attributo di Venere, divinità che è in relazione con il culto primordiale della Grande Madre creatrice. Un altro quadrato simile è stato scoperto presso gli scavi di Ostia Antica, nella Caserma dei Vigili, dietro le Terme di Nettuno, ed è databile all'età di Adriano.

 


 

Il quadrato NIGER REGIN

 

 

NIGER INARE GALAG ERANI REGIN

 

 

I ricercatori italiani Mario Farneti e Bruno Bartoletti, in un articolo apparso sul n° 43 della rivista "Hera", Settembre 2005, ed intitolato "Gubbio: la Rennes-le-Château italiana", hanno descritto la loro scoperta, in una grotta sul Monte Ingino, vicino Gubbio, di un curioso quadrato magico palindromo:

 

N I G E R

I N A R E

G A L A G

E R A N I

R E G I N

 

Questo quadrato colpisce innanzi tutto per l'anomala conformazione delle lettere "G", che appaiono come rovesciate, caratteristica, questa, comune anche ad altri quadrati magici. Il graffito misura pochi centimetri e, secondo le ipotesi degli scopritori, potrebbe essere stato realizzato in un periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo da un gruppo di iniziati che avevano ritrovato le tracce di un antico culto della Dea Madre, cui sembrano alludere le parole Niger Regin (ovvero la "Regina Nera": vedi, a tale proposito, la sezione dedicata alle Madonne Nere) che aprono e chiudono la misteriosa iscrizione. Su questa vicenda e sugli altri misteri che la circondano, è consigliabile leggere l'articolo che i due autori hanno riportato anche in un sito Internet, accessibile cliccando su questo link.

 


 

Parte 1 - Breve storia del Quadrato Magico

 

Parte 2 - Le ipotesi interpretative

 

3 - La connessione con i Templari

 

Parte 4 - Il SATOR e il mistero di Rennes-le-Château

 

Parte 6 - Un approccio matematico

 

Enigmistica: il Crucipuzzle

 


 

 

I luoghi del SATOR - Un censimento italiano

 


 

Contenuti

 

 

 

E-mail:

 

 


In libreria:

 

I luoghi delle triplici cinte in Italia