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West Wycombe


Le Hellfire Caves



Ingresso delle Hellfire Caves



Le Grotte di West Wycombe, più comunemente note come Hellfire Caves, sono una serie di gallerie artificiali scavate nella roccia di selce e gesso che si trovano presso il villaggio di West Wycombe, ai piedi della Chiltern Hills, in Buckinghamshire, nel sud-est dell’Inghilterra. Esse furono scavate tra il 1748 e il 1752 da un personaggio stravagante e dalla dubbia fama: Sir Francis Dashwood, 15° Barone Le Despencer e Membro del Parlamento. Dashwood aveva ideato e fatto realizzare questo sistema di gallerie per utilizzarlo come luogo d’incontro per il suo Hellfire Club, un circolo esclusivo frequentato da uomini politici e altre influenti personalità del suo tempo (come nobili, poeti e scrittori), le cui supposte pratiche blasfeme e licenziose crearono scandalo nell’Inghilterra per-Vittoriana.



Sir Francis Dashwood (1708-1781)



Sir Francis DashwoodFrancis Dashwood, 15° Barone Le Despencer (2° Baronetto) era nato a Londra ed era stato educato all’Eton College. All’età di 16 anni rimase orfano di entrambi i genitrori, a 18 anni intraprese un Gran Tour dell’Europa che lo portò a viaggiare fino in Russia e nei paesi dell’Impero Ottomano.


Nel 1732 aveva fondato con altri membri la "Società dei Dilettanti", un’associazione di nobili e studiosi che si proponeva lo studio delle arti classiche dei Greci e dei Romani e la loro reintroduzione nella cultura e nell’architettura del tempo. Tra gli altri membri fondatori di questa società, si ricorda Thomas Anson (1695-1783), architetto e Membro del Parlamento, che più o meno nello stesso periodo in cui Dashwood realizzava le cave a West Wycombe ristrutturò il parco annesso alla tenuta di famiglia, presso Shugborough, dove si trova l’enigmatico monumento dei "Pastori di Arcadia" ispirato al celebre dipinto di Nicolas Poussin.


Dopo aver intrapreso la carriera politica, fu eletto Membro del Parlamento nel 1741. Dieci anni dopo, probabilmente influenzato dall’Hellfire Club originale fondato dal Duca di Wharton nel 1719, fondò a West Wycombe un club simile, che chiamò inizialmente Confraternita di San Francis di Wycombe oppure Ordine dei Cavalieri di West Wycombe, e che poi assunse la connotazione di un vero e proprio Hellfire Club.



Gli Hellfire Clubs


Philip, Duca di Wharton Gli Hellfire Clubs erano delle società esclusive che raccoglievano tutti quegli uomini eminenti, stimati e obbligati dalla loro posizione sociale ad avere una solida facciata di "rispettabilità", che volevano prendere parte di nascosto ad atti immorali e licenziosi. Gli incontri dei suoi membri, tra cui figuravano molti uomini politici e rappresentanti del Parlamento, erano condotti sotto l’egida del motto "Fais ce que tu voudras" (Fai ciò che vuoi), una filosofia di vita associata alla finta Abbazia di Thélèma descritta nell’opera di François Rabelais, e in futuro ripresa da Aleister Crowley. Sebbene queste pratiche consistevano per lo più in una condotta immorale e blasfema, con scimmiottamenti di messe cristiane, abbondanti libagioni in cibo e alcol, nonché orge con diverse donne (ragazze di buona società compiacenti, o prostitute assoldate in bordelli di lusso), la loro condotta destò notevole scandalo e furono accusati anche di satanismo, complice il nome del club ("Hellfire" significa, letteralmente, "Fuoco dell’Inferno" e i loro membri si chiamavano spesso, tra loro, demoni, con Satana a capo del club). Il primo Club venne fondato nel 1719 da Philip, Duca di Wharton, e venne fatto chiudere dai suoi avversari politici con accuse di immoralità e nefandezze nel 1721. Il Club di West Wycombe comprendeva un nucleo iniziale di 12 persone, tra cui figuravano William Hogarth, John Wilkes, Thomas Potter e John Montagu, 4° Conte di Sandwich. Anche se non risulta che ne sia stato membro effettivo, Benjamin Franklin era un amico stretto di Dashwood e risulta che abbia frequentato molti dei suoi incontri. Prima della realizzazione delle cave, l’Hellfire Club si riuniva presso l’Abbazia di Medmenham, a 13 km di distanza da West Wycombe, sul fiume Tamigi. Dashwood l’aveva presa in affitto da un suo amico, Francis Duffield, e l’aveva fatta restaurare e modificare dall’architetto Nicholas Revett in stile neo-gotico. Il motto del club, "Fais ce que tu voudras", campeggiava sulla vetrata del portale d’ingresso e numerosi simboli fallici e pagani decoravano il suo interno. Il declino del Club di Dashwood fu più lento ma ugualmente inesorabile; sembra che alla base di tutto ci siano stati dei dissidi interni. La tradizione racconta che durante una delle riunioni, John Wilkes abbia voluto combinare uno scherzo alla combriccola, portando nelle cave un giovane babbuino, che aveva mascherato come un diavolo. La povera bestia, spaventata dal trambusto, cominciò a saltellare freneticamente nella sala fino a che non saltò addosso a Lord Sandwich, che spaventato lo scambiò per un vero demone e confessò ad alta voce i suoi peccati, implorando pietà, prima di rendersi conto dello scherzo. Umiliato per questa beffa, sembra che usò il suo potere per fare arrestare Wilkes con l’accusa di sedizione contro il re, in seguito alla pubblicazione di un suo scritto dai contenuti satirici. Una perquisizione ordinata da Sandwich fece scoprire in una stamperia utilizzata da Wilkes un libello intitolato "An Essay On Woman", dal contenuto scurrile e blasfemo. Questo episodio gettò fango sull’organizzazione che cominciò ad essere accusata di ogni nefandezza, e il Club chiuse definitivamente i battenti nel 1766.



Le grotte



Pianta delle Hellfire Caves Steward's Cave Paul Whitehead's Chamber Franklin's Cave Children's Cave Il numero XXII Il delta rovesciato Miner's Cave Il fiume Stige Inner Temple Banqueting Hall L'anello circolare


In perfetta natura dualistica, Lord Dashwood fu considerato dai suoi compaesani un gran benefattore. A partire dal 1748, anno in cui cominciò l'escavazione delle grotte, egli impiegò per l’impresa molta manovalanza locale, pagandola uno scellino al giorno (sufficiente a quel tempo per mandare avanti una famiglia), in un periodo di grossa crisi dopo che da diversi anni i raccolti che assicuravano le rendite del paese erano andati male. Con le pietre cavate dallo scavo, Dashwood fece costruire una comoda strada che connetteva High Wycombe a West Wycombe (la stessa statale che ancora oggi collega i due centri) e un certo numero di costruzioni locali. Le cave furono costruite alla base della collina facendo in modo che l’ultima sala, la più importante e più interna (Inner Temple) cadesse sulla perpendicolare esatta della Chiesa di San Lorenzo, posta in cima alla collina, fatta costruire dallo stesso Dashwood insieme al vicino Mausoleo, contenente le tombe di famiglia. Come si vedrà nel seguito, l’impianto delle Cave e la struttura della chiesa presentano delle caratteristiche particolari legate al simbolismo ed all’esoterismo, da far pensare che al di là della condotta licenziosa e scandalosa dei membri dell’Hellfire Club ci sia stato un intento iniziatico in grado di trasmettere e di implementare praticamente le dottrine ermetiche sulla concentrazione delle "energie della terra" e la loro ricongiunzione a quelle del cielo, una tematica più volte analizzata nel sito (si veda, ad es., quanto già detto a proposito del simbolismo del Bethel e quello associato agli obelischi).


L’ingresso principale delle Cave (immagine di apertura) venne progettato come quello di una chiesa gotica, e fu realizzato in modo da risultare visibile da miglia di distanza lungo la strada che lo stesso Lord Dashwood aveva fatto costruire apposta. Esso risale a dopo il 1752, data in cui la strada venne ultimata, come ricorda l’iscrizione in latino su una stele che venne innalzata all’incrocio della stessa con Aylesbury Road.



La Steward's Cave

La Steward's Cave


Dopo un breve corridoio rettilineo, il primo ambiente che si incontra è la Steward’s Cave, la Grotta dello Steward. Un tempo riempita di strumenti da scavo, messi in mostra per i visitatori, oggi contiene il manichino di una persona seduta al suo interno, intenta a fare la guardia all’ingresso. La funzione di questa figura (lo steward) era probabilmente molto simile a quella del Guardiano posto all’ingresso del Tempio di Loggia, durante un’assemblea Massonica (il cosiddetto Copritore Esterno): impedire al profano di entrare e di assistere allo svolgimento della cerimonia al suo interno.


Da questo punto in poi, la direzione della galleria prende una brusca svolta. L’espediente costruttivo è mirato ad uno scopo pratico: impedire anche in pieno giorno che la luce dall’ingresso filtri negli ambienti delle grotte, che dovevano rimanere nel buio più completo. I membri del club si muovevano probabilmente alla luce di lampade ad olio candele di cera incastrate in piccole nicchie lungo le pareti, ma l’ambiente doveva essere il più oscuro possibile. Esotericamente, infatti, doveva rappresentare l’Opera al Nero (nigredo), la Putrefazione della Prima Materia, assimilabile concettualmente alla Morte Mistica, alla Discesa nell’Io (il "Conosci te stesso" socratico, precedentemente motto inciso all’ingresso dell’Oracolo di Delfi), al grado Corax dei culti di Mitra e a una miriade di altri riferimenti al nero ed alla morte di cui ogni culto iniziatico è pieno.



La Paul Whitehead's Chamber

La Paul Whitehead's Chamber



Procedendo oltre, s’incontra poco dopo una piccola grotta sulla destra. Si tratta della Paul Whitehead’s Chamber, la Camera di Paul Whitehead. Whitehead (ca. 1755 - 1774) era un poeta minore inglese, membro dell’Hellfire Club nel quale aveva svolto la funzione di steward per tanti anni. Alla sua morte, avvenuta nel 1774, Paul lasciò a Lord Dashwood la somma di 50 sterline per l’acquisto di un’urna nella quale egli dispose fosse conservato il suo cuore, in un posto al sicuro entro le Cave, per rimanere sempre vicino ai suoi amici. Le sue volontà vennero effettivamente esaudite, e l’urna è ancora oggi visibile all’interno della grotta. Tuttavia anni dopo alcuni ignoti profanarono l’urna e trafugarono il cuore di Whitehead, che non fu più ritrovato. Da allora si dice che il suo fantasma abbia infestato le Cave ed ancora la sua anima inquieta vaga al suo interno alla ricerca del cuore perduto.



     

I due volti all'inizio ed alla fine dell'anello, che mostrano l'evoluzione spirituale



Poco più avanti, il corridoio subisce una biforcazione; qualunque dei due cunicoli si decida di prendere, ci si rende immediatamente conto di trovarsi in un tratto accentuatamente curvo. Guardando le mappe del percorso, appese alle pareti, si comprende di trovarsi all’interno di un anello circolare. Si potrebbe pensare ad una bizzarra variante del percorso, e di fatto non esistono spiegazioni in proposito nei depliant, ma ancora una volta l’analisi simbolica può venirci in aiuto. Il cerchio rappresenta un’evoluzione ciclica e, considerando che la pendenza generale della grotta va verso l’interno, percorrere l’intero cerchio e tornare al punto di partenza corrisponde ad una discesa seguita da una risalita. È un classico esempio di elevazione spirituale; per comprendere come questa ipotesi interpretativa non sia tanto insensata, basta osservare i bassorilievi scolpiti sulle pareti. Da un lato, visibile solo da chi è appena entrato nella grotta, si trova un viso umano dall’espressione grottesca coperto da un cappello a forma di cono. È la stilizzazione dell’uomo ignorante o poco dotto, cui è stato infilato il classico cappello d’asino. Dal lato opposto, visibile solo per chi sta tornando indietro dalla grotta, o per chi ha percorso l’intero anello, un viso pulito, chiaro, luminoso, con una croce al centro della fronte (un terzo occhio?): lo stesso uomo di prima che dopo l’evoluzione ha raggiunto l’illuminazione. L’anello, posto all’inizio del percorso, diventa così una metafora dell’intera funzione iniziatica e simbolica della grotta.



Il numero XXII

Il numero XXII (22)



Dopo l’anello circolare, un lungo tratto rettilineo separa questo anello dall’ambiente successivo. A circa metà lunghezza di questo corridoio, troviamo sulla parete l’incisione del numerale romano XXII (22), il cui scopo non è stato mai chiarito. Secondo le ipotesi più comuni, esso indicherebbe la distanza (espressa in pertiche, corrispondente a circa 110 m) del punto in questione dall’ingresso, e dovevano essercene altre in giro nella grotta, che poi sono state cancellate. Altre ipotesi, invece, riguardano la presenza di un passaggio segreto che doveva portare direttamente alla Chiesa di S. Lorenzo, al livello superiore. Questo fantomatico passaggio segreto, cui accennano ben due poemi contemporanei, non è mai stato ritrovato (almeno ufficialmente: c’è qualcuno, però, che ha fatto notare che nelle vicinanze si trova un tratto di parete dalla muratura diversa, come se un passaggio fosse stato trovato e poi richiuso). Ad ogni modo, la chiesa si trova 300 piedi sopra la grotta, sulla verticale dell’Inner Temple: un passaggio diretto da quel punto alla chiesa sarebbe stato molto ripido e ben difficile ad essere percorso.



La Franklin's Cave

La Franklin's Cave



In fondo al corridoio si trova un altro reticolo di gallerie, con un corridoio ovale che circonda il tutto. L’ambiente, a volte identificato come The Catacombs (le Catacombe) è attualmente chiamato Franklin’s Cave (la Grotta di Franklin), in ovvio riferimento a Benjamin Franklin, amico personale di Lord Dashwood che fece sovente visita al Club e ne parlò estasiato in una lettera che scrisse nel 1772 ad un certo Mr. d’Acourt in Philadelphia. Alcuni sostengono che proprio la frequentazione di West Wycombe, con le sue gallerie sotterranee create per imbrigliare le correnti telluriche sotterranee e connetterle al cielo tramite la sfera dorata della chiesa superiore (di cui parleremo più avanti), abbia suggerito a Franklin il celebre esperimento sull’energia elettrostatica con l’aquilone.



Children's Cave

La Children's Cave



Da questo punto in poi la galleria prende un’altra brusca svolta, volgendosi verso una direzione opposta. Un’altra piccola grotta si apre nei paraggi, e all’interno sono posti alcuni manichini che rappresentano dei bambini. È la Children’s Cave, la Grotta dei Bambini. Si dice che per generazioni i locali hanno visitato le grotte, e tra questi anche molti bambini che hanno giocato a rincorrersi all’interno dei suoi corridoi: la denominazione è intesa a ricordare questa evenienza.



     

La Banqueting Hall (Sala dei Banchetti) e particolare del "Memento Mori"



Il corridoio procede e si addentra mano a mano nei luoghi più importanti. La Banqueting Hall, grossa sala centrale usata, come indica lo stesso nome, per i banchetti rituali (viene in mente anche qui un'analogia con i rituali massonici, in particolare l'Agape Fraterna), appariva circondata da un corridoio a corona, provvisto di ampie nicchie attraverso le quali si poteva "spiare" cosa accadeva all’interno. Il bassorilievo di un teschio (simbolo del Caput Mortuum?) appare, probabilmente come Memento Mori, su un lato della sala. Il corridoio perimetrale avvolge solo una porzione della sala, ma tracce di scavo indicherebbero che il progetto originale probabilmente prevedeva un circolo completo, ispirato ad un simbolo solare, ma la costruzione deve essere stata bloccata oppure ostacolata da una diversa conformazione del terreno. Le nicchie sono ornate da statue che propongono temi classici, come ninfe e vergini, ma anche la figura di Ercole che soggioga un leone.



Il tratto a forma di delta

Uno dei corridoi della galleria a forma di delta



Oltrepassata la Sala dei Banchetti, la galleria si divide bruscamente in due direzioni, e la pendenza cala fortemente verso il basso. In pianta, i due rami formano la base di un triangolo, o delta rovesciato, che si ricongiunge più avanti. Simbolicamente, stiamo per addentrarci nel ventre della Grande Madre (il delta rovesciato è un comune simbolo uterino), verso quelli che saranno gli ambienti più intimi e iniziatici.



     

Le due Miner's Caves (Grotte del Minatore): lato sinistro e lato destro



Proseguendo oltre, una coppia di caverne più piccole si affaccia sul corridoio da entrambi i lati. Sono state chiamate le Miner’s Caves, o Grotte del Minatore. In realtà, solo in una di esse sono posti in mostra un manichino in vesti da scavatore e diversi attrezzi usati per la realizzazione delle gallerie, a memoria dei tanti operai che Dashwood aiutò nel momento di crisi economica assoldandoli per realizzare la sua opera. Nell'altra grotta, invece, si trova il manichino di una donna in abiti da suora. Le donne che frequentavano le riunioni dell'Hellfire Club adottavano probabilmente ogni genere di travestimento, vuoi per non farsi riconoscere da eventuali testimoni, vuoi per solleticare la fantasia dei loro anfitrioni.

 

Nelle vicinanze, un cartello esplicativo racconta un'altra curiosa leggenda legata alle Hellfire Caves, la fosca storia di Sukie, la Dama Bianca, e del suo fantasma. Sukie, diminutivo di Susan, era una giovane ragazza di 16 anni che prestava servizio come cameriera nel locale pub George And Dragon Inn. Grazie alla sua avvenenza, Sukie riscuoteva ampio interesse presso la clientela del pub, ma ella aveva sempre disdegnato la loro corte, sognando un giorno di sposare un uomo aristocratico. Il suo sogno sembrava destinato ad avverarsi quando attirò l’attenzione di un nobiluomo locale, e cominciò a frequentarlo. Un giorno la ragazza ricevette un biglietto, apparentemente spedito dal suo amante, con il quale veniva invitata quella notte stessa a recarsi nelle cave, vestita con il più bell’abito bianco che possedesse, come se fosse una novella sposa. La ragazza si presentò come le era stato indicato, e speranzosa, ma anche impaurita, avanzò lentamente nelle cave alla luce della sua candela. L’invito si rivelò però una burla combinata ai suoi danni da tre ragazzi locali, che la spaventarono e cominciarono a prenderla in giro. La ragazza infuriata cominciò a tirar loro delle pietre. Uno dei ragazzi gliene tirò una indietro, ma la colpì alla testa e lei perse la coscienza. Impauriti per quello che era successo, i ragazzi presero la ragazza e la riportarono nel suo letto nella locanda, ma purtroppo ella morì durante la notte. Da allora si dice che il suo fantasma infesti le cave, e più di qualcuno tra visitatori e membri dello staff giura di aver visto la sua spettrale figura in abito bianco apparire fugacemente nei corridoi delle grotte.



     

Il fiume Stige



Dopo queste grotte, un penultimo ambiente segna il passaggio simbolico verso l’ultima sala, la più importante. Questo ambiente è chiamato fiume Stige, a ricordo di quello che, nella mitologia greca, attraversava l’Oltretomba dividendo il mondo dei Vivi da quello dei Morti, e dove l’infernale traghettatore Caronte trasportava le anime dei defunti. Attraverso una passerella si attraversa il fiume fittizio, ricreato come una cavità che si addentra lateralmente (con curvatura tale da dare l’impressione prospettica di essere molto più profonda di quello che è), riempita d’acqua e ornata con finte stalattiti e stalagmiti. Tale riserva d’acqua accumulata in quella zona ha, a nostro avviso, una funzione "energetica" e simbolica molto più profonda, che diventerà più chiara quando si parlerà della chiesa di San Lorenzo, 300 piedi più su sulla stessa verticale.



L'Inner Temple

L'Inner Temple, il punto pił sacro del complesso



L’Inner Temple, l'ultima sala del complesso, ovvero quella posta più in profondità e in corrispondenza dell’esatta verticale della chiesa superiore, è probabilmente la sala dove si svolgevano le cerimonie più segrete dell’Hellfire Club. I manichini che oggi la decorano mostrano Lord Dashwood in uno dei suoi fantasiosi abbigliamenti da principe orientale (così come si è fatto rappresentare in uno dei tanti ritratti che commissionò), insieme ad altri componenti del gruppo (John Wilkes, Lord Sandwich e Charles Churchill) e ad alcune dame in maschera. Secondo la leggenda qui si perpetravano le azioni più "licenziose" del gruppo, anche se molti elementi fanno pensare che il gruppo di Lord Dashwood sia stato molto più che un semplice gruppo di lascivi personaggi che si abbandonavano ai piaceri della carne e del vino. Tutto l’apparato simbolico della caverna, con i forti richiami ai culti della Dea Madre e della fertilità, l’ambiente stesso della cava (comune ai suddetti culti e simile all’ambiente di un mitreo), e la posizione sulla verticale della chiesa, che aveva la sua controparte nella sfera dorata posta sulla sommità del campanile (come vedremo più avanti) fanno pensare ad un intento molto più profondo ed iniziatico.



Enigmatici graffiti e sculture



     

Alcuni degli enigmatici volti scolpiti all'interno delle Cave



Qua e là all’interno della grotta compaiono numerose faccine, a volte con espressioni grottesche, che "osservano" silenziose il visitatore nel suo avanzare lungo i cunicoli. Sono state realizzate dallo stesso Dashwood e soci, e all’origine dovevano essercene molte di più. Alcune di esse raffigurano un volto caprino, cornuto, di sembianze demoniache. Piuttosto che alludere Satana, tuttavia, è più probabile che esse raffigurassero il volto di Pan, il mitico satiro dio dei boschi, e Sileno, compagni di Bacco nelle celebrazione dei suoi misteri.


Le pareti sono anche costellate di graffiti, ma è molto difficile stabilire chi e quando li abbia lasciati. A volte vi sono delle date esplicite, che mostrano come nel tempo molti visitatori si siano dilettati a lasciare la propria "firma" a ricordo della visita alle grotte. Altre volte compaiono delle frasi che lasciano pensare a qualche conoscenza più profonda, come quella mostrata nell’immagine sottostante, trovata a ridosso della Banqueting Hall:


La scritta Tyler Sophia

Il graffito con la scritta "Tyler Sophia"



La dicitura, "Tyler Sophia", sembra alludere, più che ad un nome di persona, alla Sophia, la Sapienza degli Gnostici, mentre il termine "Tyler" ricorda ancora una volta la figura del "Tiler" (o Tegolatore, un altro termine massonico per indicare il Copritore): la sua collocazione all’inizio del percorso finale, dove sono gli ambienti più simbolici delle Cave, può non essere casuale e potrebbe essere stata apposta lì in origine, per esplicita volontà di Dashwood. Tutto questo sarebbe in esatta sintonia con il progetto simbolico del disegno delle Cave. Guardandola in pianta, infatti, la seconda metà del percorso allude chiaramente all’unione degli organi genitali femminile e maschile. La camera ovale delle Catacombe rappresenterebbe un’ovaia femminile (una grotta simmetrica a questa, forse, era stata pianificata ma mai realizzata, e la piccola deviazione laterale nota oggi come Children’s Cave poteva essere lo scavo iniziale per questo altro ambiente). La Sala dei Banchetti rappresenta la cavità uterina mentre la zona triangolare rappresenta chiaramente la vagina. Il breve corridoio rettilineo che si innesta su di essa e le due caverne laterali (le cosiddette Caverne del Minatore) rappresenterebbero in realtà un fallo e i relativi testicoli. La forma delle cave allude forse ad una rivisitazione degli antichi culti pagani della fertilità?



La Chiesa di St. Lawrence



La Chiesa di St. Lawrence



La piccola Chiesa di St. Lawrence, edificata sulla cima di Wycombe Hill, sorge, come abbiamo detto, sull’esatta verticale del Tempio Interiore delle Hellfire Caves. Il sito su cui venne eretta, a partire dal 1761, fu in realtà sede di culto religioso almeno dal VII sec. d.C.. La chiese venne fatta edificare, nelle forme che essa presenta ancora oggi, da Lord Dashwood su precise istruzioni dello stesso. L’artefice della costruzione non è noto, ma è assai probabile che i lavori furono affidati all’architetto Nicholas Revett, che aveva già lavorato per Dashwood nel restauro dell’Abbazia di Medmenham (prima sede dell’Hellfire Club) e in parte alla sua casa in West Wycombe Park. Accanto ad essa, egli fece realizzare il mausoleo familiare, uno spazio di forma ottagonale circondato da alte mura sulle quali si aprono ampie finestre rettangolari e semicircolari.



La Golden Ball

La Golden Ball in cima al campanile della chiesa



La caratteristica di questa chiesa, che salta più all’occhio, è l’enorme sfera dorata realizzata sulla sommità dei campanile, chiamata "The Golden Ball". Si tratta di una camera sferica cava al suo interno, nella quale potevano trovare posto, sedute, fino a sei persone. La sfera, fino a poco tempo fa accessibile ai turisti, è stata chiusa in seguito a degli atti vandalici che l’hanno danneggiata. È stato supposto che Lord Dashwood usasse un eliografo per comunicare, attraverso una finestrella della sfera, con il suo amico John Norris (1721-1786), che aveva eretto una torre, nota come Camberley Obelisk (l’Obelisco di Camberley) nei pressi di Hawley, nello Hampshire, che si trova circa 34 km più a sud.


È stata anche suggerita l’ipotesi che anche la sfera venisse usata nelle riunioni del Gruppo Hellfire, non è chiaro se prima o dopo la discesa nelle grotte. A nostra opinione, trovandosi la sfera proprio sulla verticale della grotta, potrebbe aver costituito un artificio tecnico e architettonico per realizzare l’unione simbolica tra le energie della terra e quelle del cielo, in conformità a quanto tramanda la Tradizione Ermetica ("Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è come ciò che è in alto, per il principio di una meraviglia unica" [1]). Dunque, per tornare a quanto già anticipato a proposito della reale funzione dell’Inner Temple, si può arguire che Dashwood e soci ne sapessero molto più di quanto si ritenga comunemente e che con i loro rituali neo-pagani intendessero in realtà rivivificare le associazioni misteriche che avevano caratterizzato il mondo greco (misteri dionisiaci, orfici ed Eleusini) e romano (d’importazione orientale, come i misteri isiaci e mitraici).





Note:


[1] Primo principio dell’Ermetismo sancito dal testo della "Tavola di Smeraldo", attribuito a Ermete Trismegisto.





L'enigma di Shugborough Hall


Inghilterra misteriosa