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Wismar


Alla scoperta della città anseatica



Panoramica di Marktplatz



Nel XII secolo diverse città dell'Europa settentrionale si unirono in un'alleanza per tutelare i propri interessi economici e commerciali con i paesi confinanti, attraverso i porti sul mar Baltico o le vie di comunicazione continentali. Questa associazione venne chiamata Lega Anseatica, un nome derivato dal tedesco antico "hanse", che significa "raggruppamento" e, per estensione semantica, "società". Insieme ad altri centri più grandi e noti, come Lubecca, Amburgo e Brema, la città di Wismar affacciata sul mar Baltico seppe mantenere il suo potere economico all'interno della Lega, progredendo e prosperando, ed abbellendosi di conseguenza, tanto da meritarsi, dal 2002, un posto d'onore nell'elenco dei beni del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. L'occasione di visitare questa città, nel Luglio del 2015, c'è stata fornita dalla scoperta, precedente di circa tre mesi, di un altro esemplare affrescato dello schema pseudo-palindromo del "Deo Gratias", che fino ad allora era ritenuto caso unico ubicato presso la chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco ad Acuto (FR). Il nuovo esemplare, che a Wismar si può ammirare presso la Heiligen-Geist-Kirche, ha rimesso in discussione gli studi e le ipotesi fatte fino ad allora, perché risulta più antico di circa tre secoli.



Heiligen-Geist-Kirche (Chiesa dello Spirito Santo)


Heiligen-Geist-Kirche La Heiligen-Geist-Kirche di Wismar (ovvero, Chiesa del Santo Spirito, o dello Spirito Santo) rappresenta una delle quattro principali chiese della città, realizzata come le altre nel caratteristico stile gotico "baltico" a mattoncini rossi. Sorta durante il periodo medievale, intorno alla metà del XIII sec., la chiesa di Wismar era la struttura religiosa annessa all'Ospedale del Santo Spirito (Heiligen-Geist-Hospital), fondato nel 1250. Questo particolare, che per ora costituisce l'unico altro punto di contatto con la chiesa di Acuto, è importante. Durante il medioevo, i pellegrini giacobei provenienti dalle regioni germaniche avevano due modi per raggiungere il santuario di Santiago di Compostela. Il metodo più frequentemente utilizzato era la via del mare: gli imbarchi avvenivano principalmente attraverso i porti sul Baltico, che attraverso la Lega Anseatica intrattenevano scambi commerciali anche con la Spagna. Una volta all'anno da Amburgo partiva una nave carica di pellegrini diretti a Santiago, lo stesso avveniva per Straslunda e probabilmente era così anche per Wismar. Era anche la via mediamente più sicura: dalle cronache del tempo a noi pervenute, risultano infatti solo eccezionalmente casi di tragedia, come quella riportata nel 1506 quando una nave che trasportava duecento pellegrini affondò in seguito ad una terribile tempesta. L'altra via era, ovviamente, la via di terra: il cronista Künig von Vach (nato nel 1450) riporta [1] che erano almeno due le strade principalmente seguite per raggiungere le mete di pellegrinaggio: la Oberstrasse, che iniziava da Einsiedeln e raccoglieva i viaggiatori della Germania meridionale per innestarsi, dopo aver attraversato Berna, Losanna e Ginevra, sulla Via Tolosana, e la Niederstrasse, che da Aquisgrana scendeva attraverso Bruxelles, Valenciennes ed Amiens per riunirsi alla Via Turonense.


L'affresco del Deo Gratias La chiesa ed ex-ospedale si trova lungo la Lübsche Strasse, a ridosso del confine occidentale del tracciato dell'antico borgo, che oggi costituisce il centro storico di Wismar. Il quadrato con l'iscrizione del "Deo Gracias" (la "c" al posto della "t" nella parola "gracias" è dovuta alla perturbazione fonetica della lingua latina tipica della Germania medievale) è venuto alla luce nel corso di recenti restauri: esso risale all'inizio del XIV sec. ed è stato visto come un esercizio di arte combinatoria. Lo troviamo nella zona dell'altare, posizionato a ridosso di una nicchia nella parete di destra. Al centro dello schema si trova la lettera "D", iniziale della parola "Deo" (Dio, come a dire che è Dio il centro ed il punto di riferimento di tutto). Da questa lettera centrale si dipartono le altre, arrangiate a formare la frase "Deo Gracias", cioè "(sia reso) grazie a Dio". Due studiosi tedeschi, laureati in ingegneria, Herbert Müller e Eberhard Vilkner [2] hanno calcolato che ci sono 504 modi diversi di leggere la stessa frase all'interno dello schema.


L'affresco dei tre vivi e dei tre morti Oltre all'enigmatica iscrizione, la chiesa offre al visitatore diversi altri spunti per la riflessione. Ad esempio, tra gli altri affreschi d'epoca medievale sopravvissuti ai restauri ed ai rimaneggiamenti, ne troviamo uno abbastanza curioso che rappresenta il tema dell'Incontro dei tre vivi e dei tre morti. È un tema iconografico abbastanza diffuso nella pittura murale del tardo medioevo, che riprende una leggenda narrata in un poemetto francese del 1275, intitolato "Dict des trois morts er des trois vifs" di Baudouin de Condé. In sostanza, narra l'incontro di tre giovani re che durante una passeggiata a cavallo fanno un incontro "soprannaturale" con tre re morti, generalmente rappresentati in stato di avanzata putrefazione. Costoro ammoniscono i tre viventi con le seguenti parole: "Ciò che voi sarete, noi siamo adesso. Chi si dimentica di noi, si dimentica di se stesso". È una variazione sul tema classico del memento mori, e se ne trovano esemplari in diversi paesi d'Europa, specialmente nelle più importanti tappe sui cammini di pellegrinaggio, quasi fosse un contrassegno. In Italia, troviamo questo tema, tra l'altro, presso la Sacra di San Michele a Sant'Ambrogio di Torino, nella Chiesa di San Flaviano a Montefiascone, presso l'Oratorio dei Disciplini di Clusone e presso il Camposanto Monumentale di Pisa. In Francia si trova, ad es., presso la cattedrale di Avignone e all'interno dell'Abbazia di Mont-Saint-Michel; in Svizzera si trova presso Basilea ed in Germania, oltre che a Wismar, lo troviamo anche nelle città di Badenweiler, Chammünster, Eriskirch ed Überlingen.


La chiesa è sorprendentemente ricca di altri particolari degni di nota, che verranno approfonditi in un articolo più dettagliato; si accenna in questo ai sedili intagliati in legno di rovere, ai fianchi dei quali si trovano rappresentati i simboli e le sigle delle antiche corporazioni di artigiani: il boia, il fabbro, il barbiere, il fabbricante di ancore, ecc. Sono stati datati tra il 1571 ed il 1589, e secondo recenti studi sono i più antichi banchi di legno scolpiti di tutta la Germania protestante. Un accenno, infine, ad una curiosa lastra tombale che si trova pressappoco al centro dell'area absidale, giusto di fronte all'altare. Al centro della lapide si trova graffita una vistosa stella a cinque punte.


La loggia Zur Vaterlandsliebe in Lübsche Strasse L'insegna massonica rappresentante il grado di Compagno Si può, dunque, parlare del ruolo di "edificio sapienziale" per questa chiesa che, stando almeno alle diverse guide che abbiamo consultato, non viene menzionata insieme con le altre tre (San Giorgio, Santa Maria e San Nicola), pur meritando la stessa, se non maggiore, attenzione? Forse ne sanno qualcosa i rappresentanti della Massoneria locale, che hanno aperto la sede della loro loggia quasi di fronte alla chiesa, un edificio più a ovest. La loggia, chiamata "Freimaurerloge Zur Vaterlandsliebe e.V." (Loggia massonica al Patriottismo), è la n° 284 della Gran Loggia degli antichi, liberi e accettati muratori della Germania, che risulta attestata a Wismar dal 1819. Sulla facciata dell'edificio è stata posta l'insegna tipica della Massoneria, la squadra ed il compasso, qui configurata in grado di Compagno (una sola asta del compasso sovrapposta alla squadra), ma i Fratelli Muratori sono sicuramente stati presenti a Wismar da epoche ancora più antiche: una lastra tombale tra le tante all'interno della chiesa di San Nicola, infatti, riporta lo stesso emblema, con la data del 1667, come vedremo meglio più avanti.



Georgenkirche (Chiesa di San Giorgio)


Georgenkirche Non molto distante dalla Heiligen-Geist-Kirche si trova un'altra imponente chiesa gotica, dedicata al famoso santo uccisore di draghi, San Giorgio (Georgenkirche). Ricordiamo solo come accenno il significato simbolico dell'uccisione del drago, che accomuna San Giorgio al suo predecessore più illustre, San Michele Arcangelo, per il cui approfondimento si rimanda all'articolo dedicato. La chiesa viene menzionata per la prima volta in un documento del 1269, e si pensa che possa essere stata fondata all'inizio della stessa decade, intorno al 1260. Il principe Enrico di Meclenburgo la affidò, nel 1270, all'Ordine Teutonico.


L'affresco con San Giorgio a cavalloLungo il perimetro esterno, un fregio orizzontale, fatto di mattoni smaltati di nero, corre tutto intorno all'edificio, alternando formine scolpite con la figura del drago e quelle di un volto ghignante che ricorda l'espressione di alcuni Green Men anglosassoni. La Chiesa non è officiata, ma viene attualmente utilizzata come sede per rappresentazioni teatrali. Negli spazi delle cappelle laterali si trovano esposte un certo numero di lastre tombali, il cui motivo decorativo più ricorrente è quello della cocca, la nave tipica della Lega Anseatica, simbolo della città. Sotto l'arco di accesso dell'abside si riconoscono ancora tracce di affreschi che riproducono un gigantesco San Cristoforo, da un lato, e un altro santo non meglio identificato, dall'altro. Sugli archi laterali delle navate, sul lato che guarda verso l'abside, si possono riconoscere un San Giorgio a cavallo che uccide un drago, lungo la navata sinistra, e ancora San Cristoforo, insieme ad un altro santo a cavallo, munito di speroni, lungo quella destra. Come per le altre chiese di Wismar, dei tondi che racchiudono una croce patente corrono tutto intorno alle pareti laterali.



Il Fürstenhof


L'ingresso del Fürstenhof (Palazzo Ducale) Accanto alla chiesa, si trova il Fürstenhof, un tempo Palazzo ducale dei Duchi di Meclemburgo. In origine venne costruito come edificio a due piani in stile tardo gotico, in occasione delle nozze tra il duca Enrico V di Meclemburgo-Schwerin con Elena del Palatinato (1513). Il palazzo venne ampliato nel 1555-56 dal duca Giovanni Alberto I in occasione del suo matrimonio con Anna Sofia di Prussia. Oggi lo storico palazzo è diventato la sede della Pretura. Dal nostro punto di vista, esso spicca per il portale riccamente decorato con figure allegoriche che racchiudono, ovviamente, anche di significati simbolici. Ai lati del portale d'ingresso troviamo due coppie di fauni di genere maschile (a sinistra) e femminile (a destra). Sui pilastri troviamo ancora figure che ammiccano in smorfie grottesche e caschi di frutti cadenti. Altre figure simili appaiono dall'altro lato, dove i fauni sono sostituiti da figure caricaturali con le pance molto pronunciate.



Marienkirche (Chiesa di Santa Maria)


Marienkirche (Chiesa di Santa Maria) Poco distante da i due edifici precedenti, la Marienkirche, o Chiesa di Santa Maria, conserva poco del suo impianto originario, perché l'edificio venne gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale. Ciò che non fece la guerra, lo fecero le autorità cittadine quando, nel giugno del 1960, fecero saltare con l'esplosivo ciò che rimaneva della chiesa. Grande fu il rammarico della cittadinanza per aver perduto un monumento così eccezionale, ma d'altronde la situazione politica ed economica della Germania dell'Est nei primi anni del dopoguerra non permetteva altrimenti. Oggi del complesso originale restano la splendida torre campanaria e due cappelline laterali ai fianchi di quest'ultima, che oggi sono adibite a spazio espositivo.


Il Kramer Altar esposto nella Chiesa di San GiorgioDell'apparato decorativo originale si è salvata una stupenda pala d'altare in bassorilievo, chiamata "Krämer Altar", o "Altare del Mercante". Oggi è possibile ammirarlo all'interno di una delle cappelle absidali della Chiesa di San Giorgio. Al centro della scena sta la Madonna della Mezzaluna, che poggia i piedi su una falce lunare dal volto umanizzato (richiamo ai culti di Iside). Ai suoi lati troviamo San Michele Arcangelo, sulla sinistra, che uccide il drago, e San Maurizio, con la sua lancia ed il suo scudo crociato, sulla destra. Nei riquadri laterali, troviamo altre scene tratte dalle storie della Natività. Una curiosa variante dell'Adorazione dei Magi è raffigurata nel pannello superiore dell'ala destra. Qui i tre re sono mostrati in atteggiamenti contrastanti, che simboleggiano sia le tre età dell'uomo, sia i tre diversi stati della fede. In particolare, Gaspare, colui che ha riconosciuto Gesù come il figlio di Dio delle profezie, è l'unico che si inginocchia e che bacia il bambino in adorazione. È anche il più anziano, ovvero il più saggio, dei tre. Al centro, Baldassarre, il re moro, ha un atteggiamento dubbioso, indeciso se accettare quel bambino come il Grande Re. Da ultimo Melchiorre, il più giovane, appare decisamente incredulo, ed è girato come se fosse in procinto di andarsene. Sotto questa raffigurazione ne troviamo un'altra ancora più rara, che rappresenta la circoncisione di Gesù. Soggetto abbastanza poco presente nell'iconografia cristiana (una delle più mirabili rappresentazioni plastiche di questo tema è nelle sculture del coro della Cattedrale di Chartres), forse a causa del palese legame con le origini ebraiche del Cristianesimo, assume tuttavia un significato simbolico assai importante, che è quello che sancisce l'inizio di una nuova vita in seguito all'avvenuto patto con Dio. Non per niente, infatti, il giorno della circoncisione (che secondo la tradizione ebraica doveva essere effettuata l'ottavo giorno dopo la nascita) coincide nel calendario gregoriano al primo gennaio, il principio dell'anno.



Marktplatz, l'Alter Schwede e la Wasserkunst


L'Alter Schwede Procedendo oltre i resti della chiesa di Santa Maria, s'incontra poco dopo uno dei luoghi più caratteristici di tutta la città, la famosa Marktplatz, o Piazza del Mercato, che con i suoi 10.000 metri quadri di estensione è considerata la più grande piazza di tutta la Germania. Su di essa prospettano numerosi edifici di epoca e stili diversi, che tuttavia si armonizzano in un panorama ammirevole. Tra questi troviamo uno dei più antichi edifici di Wismar, l'Alter Schwede, il "Vecchio Svedese", eretto attorno al 1380. Oggi l'antico edificio è stato trasformato in un elegante ristorante tra i più richiesti e frequentati dell'intera città. Il nome attuale, comunque, risale al XVI sec., ovvero al "Periodo Svedese" della città, quando in seguito alla Guerra dei Trent'Anni la città ceduta alla Svezia nel trattato di pace della Westfalia (1648).


La Schwedenköpfe sull'Alter Schwede A testimonianza di quel periodo rimangono alcune teste di legno intagliato, chiamate Schwedenköpfe (Teste Svedesi), una delle quali si trova ancora collocata in una nicchia sull'entrata principale dell'edificio. Non si conosce l'esatta funzione di queste teste scolpite nella dura quercia, ma poiché si trovavano esposte nei punti chiave della città, si pensa che esse avessero lo scopo di "guardiani della soglia", ovvero "custodi degli ingressi". Le due teste che si trovavano all'ingresso del porto, ad esempio, rappresentano due figure barbute con in testa dei copricapo a forma di testa di leone. Questo farebbe pensare al mito di Ercole, che nella prima delle sue celebri dodici fatiche uccise il leone di Nemea e ne indossò l'indistruttibile pelle come elmo e come corazza. Le due teste erculee, quindi, alluderebbero alle Colonne d'Ercole, che l'eroe pose al confine estremo del mondo conosciuto (corrispondente all'attuale Stretto di Gibilterra) apponendovi sopra la scritta "non plus ultra", cioè "non più avanti". Le teste sopravvissute si trovano oggi esposte presso il Museo Storico della Città Anseatica di Wismar (Stadtgeschichtliches Museum der Hansestadt Wismar), ma riproduzioni delle originali sono ancora visibili in diversi punti della città.


La Wasserkunst I curiosi doccioni Nix e Nixe Altro punto focale della Piazza del Mercato è la cosiddetta "Wasserkunst", una grandiosa fontana in ferro battuto che venne collocata nel XVII sec. sulla principale fonte di approvvigionamento idrico della città. Realizzata dallo scultore olandese Philipp Brandin tra il 1569 e il 1602, tra ritardi e rinvii dovuti alle controversie nate tra il Consiglio della Città e i cittadini, la fontana doveva convogliare in paese le acque delle fonti Metelsdorfer. Per lungo tempo il flusso idrico sgorgava da due doccioni in bronzo, che rappresentavano un uomo-pesce ed una donna-sirena, all'altezza dei loro organi sessuali. Le due figure, chiamate originariamente Nix e Nixe oppure, confidenzialmente, "Adamo ed Eva", divennero con il passare del tempo "scandalose" agli occhi delle autorità cittadine, che decisero di rimuoverle dalla vista pubblica e di rinchiuderle in un museo. Quelle che ammiriamo oggi, di fronte alla fontana, sono copie moderne che sono state riposizionate accanto al luogo originari dopo il recente restauro del 1990.



Nikolaikirche (Chiesa di San Nicola)


Nikolaikirche (Chiesa di San Nicola) Dalla Piazza del Mercato, imboccando in direzione nord la ABC-Strasse, si giunge poco dopo in prossimità dell'ultima grande chiesa di Wismar, di cui rimane ancora da parlare, la Nicolaikirche, o Chiesa di San Nicola. Considerata come uno dei maggiori capolavori del tardo gotico nel nord Europa, la chiesa venne edificata tra il 1381 ed il 1487 dalla congregazione dei marinai e dei pescatori di Wismar, che la dedicarono al loro santo protettore. È molto probabile che una piccola chiesa, ancora più antica, sorgeva in questo punto già nella prima metà del XIII sec., anche se prove concrete non sono mai state trovate. La sua costruzione è stata affidata al maestro architetto Heinrich Von Bremen, che si era già distinto per la costruzione della Chiesa di San Michele a Luneburgo.


Non appena si accede alla chiesa, dall'entrata laterale in corrispondenza della torre, si ammira uno dei giganteschi affreschi che decorano le pareti interne del campanile, un tema simbolico molto intrigante: l'albero di Jesse. Dall'altro lato, è un gigantesco San Cristoforo che domina la scena, con il Cristo sulle spalle ed un minuscolo eremita con tanto di lumicino (una figura eternata in una delle lame dei Tarocchi, la numero 9), molto simile a quella già vista nella Chiesa di San Giorgio.



L'Albero di Jesse

L'affresco di San Cristoforo

L'Altare di Maria

L'altare di Tommaso

L'Albero di Jesse

San Cristoforo

L'Altare di Maria

L'Altare di Tommaso



La Cocca anseaticaNella cappella laterale sinistra, che segue immediatamente il transetto, si trovano due pale d'altare del XV sec. scolpite in bassorilievo. Una di esse, dedicata a Maria, rappresenta la Madre di Dio collocata sulla solita falce di luna. Ai suoi fianchi, vi sono sei figure di sante donne. L'altro altare, dedicato a San Tommaso, rappresenta nel bassorilievo centrale i tre maggiori santi aventi questo nome: San Tommaso Apostolo, San Tommaso d'Aquino e San Tommaso Becket. Sulla volta di questa cappella troviamo anche una borchia circolare che rappresenta la Cocca, ovvero la "nave anseatica", uno dei principali simboli della Lega e della stessa città di Wismar che ce l'ha raffigurata nello stemma araldico.


Nella cappella successiva, troviamo il fonte battesimale bronzeo del 1335, riccamente decorato in bassorilievo con scene della vita di Gesù e con il tema delle vergini sagge e delle vergini stolte (Matteo 25, 1-13). A lato è esposto l'Altare del Marinaio, uno dei pochi sopravvissuti della chiesa originale. Nel riquadro centrale compaiono San Giacomo il Maggiore, la vergine Maria sulla falce di luna e San Nicola di Bari.



L'Altare del Marinaio

Lastra tombale

Squadra e Compasso

Il Tetragrammaton

L'Altare del Marinaio

Lastra tombale
con Squadra e Compasso

Particolare della
Squadra e del Compasso

Cristo trionfante sul Tetragrammaton



Lungo tutta la pavimentazione originaria troviamo numerose lastre tombali decorate con i motivi più disparati, tra cui molto frequenti sono i simboli dei mestieri e delle corporazioni simili a quelli già ammirati sui fianchi dei sedili nella Chiesa dello Spirito Santo. Una di queste, che mostra una sovrapposizione di temi realizzati in anni differenti, mostra l'emblema della squadra e del compasso, in grado di Compagno, che reca la data del 1667.



La zona del porto e la Triplice Cinta


L'Alter Hafen e la Baumhaus Procedendo verso la costa, si arriva infine in prossimità dell'Alter Hafen, il "Vecchio Porto", che conclude il nostro giro perlustrativo della città. Sorto in un'epoca di poco precedente alla rivoluzione industriale, oggi non è più attivo ma rappresenta un punto di attrazione turistica della città. Uno degli edifici più caratteristici è la cosiddetta "Casa albero", o Baumhaus, un edificio posto in prossimità dell'entrata al porto che aveva la funzione di interrompere l'accesso al porto durante la notte o in condizioni di contingenza. L'interdizione dell'accesso avveniva, in tempi antichi, mediante l'abbassamento di un tronco d'albero che occupava l'intera larghezza del molo, sostituito in tempi più moderni da una pesante catena in ferro. Oggi monumento storico, presenta davanti all'ingresso la riproduzione delle due "Teste Svedesi" che un tempo erano poste a guardia del porto stesso.



La Wassertor

La Gewölbe

L'am Lohberg

La Scacchiera e la Triplice Cinta

La Wassertor

La Gewölbe

L'am Lohberg (esterno)

La Scacchiera e la Triplice Cinta



Non distante dal molo, si trova l'unica delle cinque porte originali della città, sopravvissuta ai giorni nostri, la Wassertor, ovvero la "Porta delle Acque", costruita nel 1450. Poco distante sorge la Gewölbe, la "Volta", una casa-ponte costruita su un canale di scolo nella metà del XVII sec. originariamente come luogo di scambio del vino trasportato dalle navi mercantili che arrivavano a Wismar. Nei dintorni della Gewölbe troviamo un certo numero di locali, pub e ristoranti, che attirano l'interesse dei turisti locali. Uno di questi, degno di nota, è l'am Lohberg, uno storico birrificio di Wismar risalente al 1452. Oggi è il secondo pub più rinomato della città (il primo, come abbiamo visto, è quello situato nell'Alter Schwede), e ci ha incuriosito perche sulla facciata in mattoncini rossi il suo costruttore ha voluto far apporre in più punti le riproduzioni di una scacchiera e dello schema di gioco del filetto, ovvero della "Triplice Cinta".



Conclusioni


L'insegna dello Zum Weinberg I quattro maialini dello Schweinsbrücke Nei pochi chilometri quadrati della zona del centro storico, facilmente girabile in una sola giornata, sono racchiusi, come abbiamo visto, monumenti straordinari che ci hanno dato numerosi spunti di analisi e di riflessione dal punto di vista simbolico. Numerosi sono anche i simboli sparsi sugli edifici della città, tanto numerosi da non poter essere mostrati tutti in queste pagine. Sono le insegne dei pub, sculture in legno o in ferro, che ricordano molto le insegne simboliche della "Via Reale" di Praga, come il gaudente dio Bacco sul frontone del ristorante "Zum Weinberg", sulla strada Hinter dem Rathaus. Sono le tante sculture in bronzo che fanno capolino nei punti più impensabili del centro, come i quattro maialini che ornano i lati di un ponte su un torrente che alimentava le miniere della città vecchia, chiamato, per l'appunto, Schweinsbrücke, ovvero il "Ponte dei Maiali" (all'incrocio tra la ABC-Strasse e la Hinter der Chor, nei pressi della Chiesa di San Nicola). Le sculture sono state realizzate nel 1989 dallo scultore Christian Wetzel, e sono considerate oggi una sorta di beniamini della città. Sono tanti e tanti altri piccoli particolari che chi avrà modo di notare visitando la città non faranno altro che divertire lo spirito e sollecitare l'animo, un impeto capace di risvegliare l'armonia interiore e di rimettere in pace l'essere con il luogo che lo circonda, vibrando in perfetta sincronia con il "genius loci" della città.





Note:


[1] Hermann Künig von Vach, "Die Walfahrt und Strass zu sant Jacob" (Il pellegrinaggio e la strada per San Giacomo), Strasburgo, 1495.

[2] Herbert Müller, Eberhard Vilkner, "Die Entschlüsselung des DEOGRACIAS-Freskos der Wismarer Heiligen-Geist-Kirche" (La decifrazione dell'affresco del DeoGracias nella Chiesa del Santo Spirito di Wismar), Wismar, 2008.




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