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Speciale Rennes-le-Château

 

 

dialogo di Giulio Coluzzi e Marisa Uberti (*)

 

 

Parte II

L'interno della chiesa della Maddalena

 

 

La piccola chiesa della Maddalena a Rennes-le-Château ci accoglie nella sua caratteristica policromia. Un nugolo di visitatori fotografa e commenta ogni dettaglio al suo interno, e fa sorridere come la maggior parte di essi non faccia niente più che snocciolare a menadito luoghi comuni ripetuti sempre uguali nei documentari televisivi. L'osservazione diretta, invece, può cambiare molti punti di vista.

 

 

 

 

Il diavolo sotto l'acquasantiera (1)
        
Il diavolo sotto l'acquasantiera (2)

Il diavolo sotto

l'acquasantiera (1)

Il diavolo sotto

l'acquasantiera (2)

[foto: MauC]

 

 

 

Marisa: Seguendo la disposizione indicata sulla pianta, anche chi leggerà il nostro "diario di bordo" potrà capire dove ci troviamo e cosa stiamo descrivendo.


Giulio: Sicuramente. Specie coloro che si accingono a preparare un viaggio a Rennes-le-Château.


Marisa: L'abside a est, verso il sole nascente, l'ingresso a sud... Doveva esserci un'entrata a ovest secondo me, una volta. Che te ne pare? Ora c'è un confessionale! Tempo fa lessi su un sito web francese l'articolo di due giornalisti che sostenevano che sotto questo confessionale c'è l'ingresso ai cunicoli sotterranei, che sarebbero molto lunghi... Ma badiamo a ciò che vediamo in superficie. (Indicando Asmodeo): Le diable! Lo sanno tutti che appena entrati, a sinistra del portale, c'è l'ormai famoso 'diavolo' che regge l'acquasantiera. Ma dal 'vivo' è tutto un'altra cosa.


Giulio: Asmodeo era il diavolo che secondo la leggenda serviva Salomone portando l'acqua, mentre egli faceva costruire il Tempio di Gerusalemme, e che poi rimase di guardia al tesoro. Per questo si ritiene che anche in questa curiosa chiesa, la statua lignea di Asmodeo stia a guardia di 'qualcosa'...


Marisa: Che sia Asmodeo è tutto da vedere. A parte il fatto che l'attuale statua è stata rifatta: la testa del demone venne infatti decapitata da ignoti penetrati in chiesa una notte, negli anni '90 se non ricordo male.


Giulio: Decapitare un demone in una chiesa di notte? Non c'è limite all'esaltazione umana…


Marisa: Concordo. Nel libro di Tobia, viene citato come Eshmadai, poi divenuto per adeguamento fonetico Asmodeo. Secondo Salomone, Asmodeo ha 3 teste: una di toro, una di ariete ed una umana; piedi da cavallo, coda di rospo e bocca che vomita fiamme. Cavalca un dragone ed è armato di una lancia. È dotato di molti poteri: procura tesori nascosti, insegna le arti matematiche, conferisce l'invisibilità, induce alla lussuria. Salomone lo descrive come "furioso ed urlante".


Giulio: A pensarci bene, questo Asmodeo non ha nessuna delle caratteristiche che dovrebbe avere, secondo la descrizione che ne hai fatto. Ma se ne dicono tante... da qualche parte lessi che Asmodeus è “l'ansimare di Dio” o meglio: “il rovente fiato di Dio”. Forse è lo stesso Baphomet, l'idolo Templare, la testa androgina dei monaci guerrieri. Egli sorregge l'acquasantiera nella chiesa della Maddalena e scruta con occhi di fiamma. Effettivamente è una statua... singolare, per accogliere fedeli in chiesa; trovandosi ad altezza di bambino, potrebbe anche provocare una certa 'impressione', o no?


Marisa: Sicuramente sì! Ma non solo ai bimbi. Ho una sorella che quando lo vede solo in fotografia, deve distogliere lo sguardo! Pare le provochi perfino degli incubi! A me invece, visto di persona, fa quasi 'tenerezza'! Non sembra 'smarrito' o atterrito? Si dice che non abbia l'aria di gradire il peso dell'acquasantiera gravante sulla sua schiena e che non sia domo, ma in atto di rialzarsi e rovesciarla... Non ho questa opinione. E tu?


Giulio: Secondo me ha un'espressione così indefinibile, considerando che non è neanche quella originale, che ognuno vi vede quel che vuole vedere.


Marisa: C'è anche una tradizione che vorrebbe Asmodeo il primogenito nato dall'unione di Adamo con Lilith... Credo, tutto sommato, al di là della considerazione 'letterale', che questo manufatto vada inquadrato in base alla simbologia che presenta.


Giulio: E sarebbe?


Marisa: Un linguaggio ermetico legato all'Alchimia. Non so quanto consapevole ne fosse l'abate, o se il 'regista' fu chi materialmente lo eseguì, Giscard di Tolosa. Esprimo ciò che vedo. Il demone alla base potrebbe assumere la valenza di materia al nero, grezza, sulfurea, il drago delle Esperidi, appunto a guardia di un tesoro, il Vello d'Oro, cioè la Pietra Filosofale! Metafore alchemiche non sono affatto estranee al cristianesimo, non dimentichiamolo.


Giulio: Infatti è così. Prosegui... (Mentre osservano)

 

 

 

Particolare dell'acquasantiera
        
Il gruppo statuario sopra l'acquasantiera

Particolare dell'acquasantiera

Il gruppo statuario

sopra l'acquasantiera

 

 


Marisa: Fulcanelli, nel suo libro 'Il Mistero delle cattedrali' segnala che un tempo in Notre Dame de Paris c'era una statua del diavolo, con la bocca spalancata, nella quale i fedeli andavano a spegnere i loro ceri, cosicché il blocco scolpito sembrava sporco di gocce di cera e nerofumo. Era appellato Mastro Pietro del Cantone, termine incomprensibile per gli archeologi. “Ma questa rappresentazione era l'allegoria della materia iniziale dell'Opera”, ci dice sempre Fulcanelli, “umanizzata sotto le spoglie di Lucifero (che porta la luce, la stella del mattino), simbolo della 'nostra pietra angolare, la pietra del cantone, la pietra maestra del cantone', quella che 'è stata scartata ed è diventata testata d'angolo'. Questa, nel linguaggio degli alchimisti, sempre pronti a 'confondere le acque' per scoraggiare gli pseudofilosofi, è indicazione dell'ottenimento della Prima Pietra, pietra angolare della Grande Opera filosofale. Su questa pietra Gesù ha costruito la sua Chiesa e i liberi muratori medievali hanno seguito simbolicamente l'esempio divino. Ma prima che fosse tagliata, per servire di base per l'opera d'arte gotica, così come per l'opera d'arte filosofale, questa pietra ancora grezza, impura, materiale e grossolana era lavorata per raffigurare l'immagine del diavolo.


Giulio: Tutto questo lo dice Fulcanelli? Sembra interessante da approfondire...


Marisa: Si, lo dice l'Adepto! La forma dell'acquasantiera è una conchiglia, che è rinomatamente simbolo dell'Illuminazione, della mente nobilitata, di chi sa come deve procedere. Non per nulla è il segno distintivo del pellegrino di San Giacomo di Compostella. Fulcanelli segnala che «le conchiglie di San Giacomo sono chiamate acquasantiere; queste grandi conchiglie, un tempo, servivano a contenere l'acqua benedetta, nome dato dagli Antichi all'acqua mercuriale; ancora oggi se ne trovano spesso in molte chiese rurali». Il discorso è 'filosofico' e non sto qui adesso a parlarne, ma se ti interessa ho una paginetta in rete che avevo dedicato a suo tempo a questa acquasantiera di Rennes-le-Château, pur non avendola vista. Mi 'ispirava'...


Giulio: Hai un'idea di cosa possa significare la sigla B S incisa tra le due 'salamandre'… o basilischi, come suggerisce qualcuno? Bismuto e Zolfo, come appaiono nella celebre incisione rosacrociana del Madathanus, riprodotta anche a Roma sulla Porta Magica del Marchese di Palombara? Per lungo tempo nel museo Sauniere è stato esposto un segnalibro dell'abate che riproduceva detto emblema, poi rubato da ignoti.


Marisa: Non ho formulato alcuna ipotesi! Così di primo acchito mi viene spontaneo pensare che, sempre in un discorso 'alchemico', la salamandra è tradizionalmente accostata alla mitica Fenice che risorge dalle proprie ceneri e vive nel FUOCO. Simboleggia il 'sale centrale, incombustibile e fisso, che conserva la propria natura anche nel processo di calcinazione. È lo spirito racchiuso nelle cose, il raggio imperituro e igneo, nascosto, insito, nella sostanza grezza, la scintilla vitale comunicata dal Creatore. Ma onestamente queste non sembrano le mitiche lucertolone... Questo manufatto è in stile Sauniere, diciamolo! Non è certo quel che si appella un capolavoro artistico, almeno a mio parere. Anche la frase che c'è sopra, "Par ce signe tu le vaincras" (con questo segno tu lo vincerai) - di Costantiniana memoria - è allusione al famoso 'segno distintivo dell'Opera' (una stella o artiglio del grifone) che una volta apparso, permette all'Iniziato di continuare l'Opera, sicuro di essere sulla Via corretta che porta alla realizzazione della stessa. Molto s'è favoleggiato su quell' allocuzione “tu 'lo' vincerai” mentre dovrebbe stare semplicemente “tu vincerai”. A cosa si riferisce il pronome relativo? I quattro angeli potrebbero rappresentare secondo me le quattro forze elementari: Acqua, Fuoco, Terra, Aria. E se guardi bene, sopra il complesso statuario - forse collocato esattamente allineato - c'è quella strana croce con la parte terminale dei bracci aperti, lì, appesa al muro. Al centro ha un fiore rosso, cos'è... una rosa?


Giulio: Rosa+croce...? Ehm, non ci allarghiamo! Sbrighiamoci a proseguire, piuttosto, abbiamo dedicato fin troppo a questo pezzo e siamo solo all'inizio del percorso, Marisa!


Marisa: Volevo solo far notare come la croce sia geroglifico alchemico del crogiolo, in cui la materia trasmuta spiritualizzandosi...


Giulio: I quattro angeli fanno in sequenza il segno della croce, e quello sopra la scritta indica qualcosa sotto di se. Alcuni ricercatori 'ortodossi' ritengono che il tutto possa ricondursi ad un ammonimento esplicito rivolto ai repubblicani, che erano notoriamente anticlericali. Sauniere avrebbe paragonato i primi come 'diavoli' che la Fede cristiana avrebbe annientato e se tieni conto che questo manufatto fu collocato qui solo un anno prima delle elezioni politiche in Francia, si potrebbe teorizzare come potesse fungere da 'manifesto propagandistico'...


Marisa: Ma non ne sei affatto convinto, scommetto!


Giulio: Non saprei: scegliere un'acquasantiera da un catalogo per trovare quella che simbolicamente si adatta di più alle proprie idee politiche? Non ci sono già abbastanza richiami sul portale? Quanto all'interpretazione alchemica del manufatto, concordo con te che possa essere frutto delle conoscenze di Giscard, e che forse l'abate non ne aveva la minima idea. Se devo essere sincero, credo che ogni studioso che osserva questa chiesa mette in ciò che descrive un po' delle sue conoscenze personali, attribuendole poi a Sauniere. A dar retta a tutte queste ipotesi, questo povero curato di campagna sarebbe stato in realtà un illuminato massone rosacrociano alchimista, neo-templare e affiliato del Priorato di Sion… davvero troppo…


Marisa: Comunque sappiamo che non solo a Rennes-le-Château si trovano 'stranezze' in chiesa. Personalmente ho visto l'acquasantiera della parrocchiale di Santa Lucia in Piave, in provincia di Treviso: strabiliante! Un curatissimo 'diavolo' marmoreo, dall'espressione indefinibile sorregge un'enorme acquasantiera a forma di conchiglia, al cui interno s'erge la statua bronzea della Vergine, che per l'ossidazione appare nera. Crea un contrasto davvero sorprendente, ma non divaghiamo...


Giulio: Dev'essere veramente interessante. Anche nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura c'è un diavolo alato sotto l'acquasantiera! Comunque qui siamo di fronte ad un fatto: l'abate Sauniere era il solo a decidere come allestire questa chiesa, che restaurò daccapo. Quello che ha deciso deve avere una spiegazione.


Marisa: Hai ragione. Non è una grande basilica o cattedrale in cui c'è un Capitolo, un insieme di persone, una sorta di Commissione ecclesiastica che decide e approva i lavori necessari, gli arredi, eccetera. Qui si tratta di una chiesa piccola, di campagna, destinata a una popolazione assai esigua... Risulterebbe che il parroco fosse il solo, tra l'altro, ad aver scelto con cura ogni elemento d'arredo sacro.


Giulio: Per lui era come arredare casa propria, diciamolo. E per un prete non è anomalo: arredare la casa di Dio, com'è scritto sull'ingresso! E come si arreda una casa 'sacra'?


Marisa: In teoria seguendo delle direttive in materia, che ciascuna diocesi deve possedere, conformemente ai canoni di Santa Romana Chiesa. Almeno presumo funzioni più o meno così.


Giulio: Esatto. Ma poi all'atto pratico...? Secondo me Saunière ha seguito il proprio gusto o - stando a tanta letteratura scritta in questi anni che volenti o nolenti ci sta condizionando - ha lasciato indizi sparsi della sua burrascosa esistenza trascorsa in questo paesino. I fedeli entrando in questa chiesa badavano a 'come' l'avesse combinata Saunière oppure no?


Marisa: Chissà! Sta di fatto che tutte le sue opere costavano parecchio, e compra oggi, compra domani, commissiona dopodomani, i soldi uscivano! E a bizzeffe! La sua improvvisa e ingente ricchezza si mormora derivasse da qualcosa che avrebbe ritrovato proprio là in fondo, vedi dove c'è il pulpito?

 

 

 

Il fonte battesimale
        
Stazione XIV della Via Crucis

Il fonte battesimale

Stazione XIV

della Via Crucis [1]

 

 


Giulio: Eccome se lo vedo! Ma non corriamo, proseguiamo di qui, a sinistra. C'è il fonte battesimale. Ecco un'altra curiosa anomalia: si vedono le caratteristiche lettere “Alfa” e “Omega” sotto i personaggi, ma in posizione rovesciata: l'Alfa dovrebbe trovarsi sotto San Giovanni Battista, e l'Omega sotto Gesù. Guarda invece qui come sono messe.


Marisa: Si è letto molto su questa (ennesima) anomalia, forse più un pretesto per coloro che vi vogliono vedere ciò che ritengono una lettura 'al rovescio' delle bizzarrie lasciate dal parroco Sauniere. Ma Gesù non disse: "Io sono L'inizio e la Fine, l'Alfa e l'Omega, Colui che è, che era e che viene” (Ap 21, 6)”? Per cui a Lui possono calzare entrambe! Su Giovanni Battista cui corrisponde l'omega... potrei ipotizzare che la sua festa è il 24 Giugno, che coincideva con il Solstizio Estivo, in cui si chiude un ciclo (parabola discendente del Sole-Luce). Ma forse sono concetti un po' ostici per il nostro abate di campagna, e anche per noi, in fondo. Cerchiamo di fornire interpretazioni arbitrarie, perchè in realtà non conosciamo i motivi reali di questa disposizione.


Giulio: Beh, non è vietato proporre considerazioni personali, fare ipotesi, fa parte della ricerca... A proposito di anomalie… Saunière, lo sapevamo già, ha disposto le tavole della Via Crucis, in senso antiorario, cosa che ha suscitato un certo 'scalpore', eppure non è nemmeno questo un fatto insolito da trovare, in una chiesa.


Marisa: Il colpo d'occhio qui dentro non è così disdicevole come m'ero costruita, sulla base di letture precedenti. È più luminosa di quanto pensassi, e anche se non rispecchia il 'mio' gusto, ancorato affettivamente allo stile romanico, la trovo eccentrica e molto 'colorata'.

 

 

Santa Germana
        
San Rocco

Santa Germana

San Rocco

 

 


(Uno sguardo all'insieme. Molti turisti entrano ed escono con le guide in vendita nel vicino 'bazar')


Giulio: Ti vedo silenziosa. Cosa c'è? Rapita e in estasi per questo edificio?


Marisa: Contavo le statue: sette in tutto. Tre a destra, due a sinistra e due nell'abside.


Giulio: Voglio proprio verificare la questione della parola GRAAL... È sempre stato detto che le statue dei santi sui lati della chiesa, escludendo Maria Maddalena, sono disposte in modo tale che le iniziali dei nomi formino la parola GRAAL, letta su un percorso a forma di “M” che punta verso la Maddalena...


Marisa: Siamo qui apposta per le verifiche! Ecco Santa Germana, tra la IV e la V Stazione. E sul lato opposto, la statua di San Rocco, tra la X e la XI stazione. Secondo molti, il fatto che il santo abbia la ferita sulla gamba destra, anziché sinistra, sarebbe indicativo di un intento 'distorto' del prete, di mettere tutto al 'rovescio' nella sua chiesa. In realtà è documentabile la presenza di altre iconografie in cui lo stesso santo è ritratto con la ferita sulla gamba destra come a RlC.


Giulio: Germana, Rocco, A.. Antonio Eremita, eccolo dall'altro lato, tra la II e la III Stazione.

 

 

 

Sant'Antonio Eremita
        
Sant'Antonio da Padova

Sant'Antonio Eremita

Sant'Antonio da Padova

 

 


Marisa: E qui troviamo Sant'Antonio da Padova, dopo la XIV e ultima Stazione. La devozione popolare si rivolge a lui per ritrovare qualcosa che si è perduto... Non noti come gli sia stato riservato un piedistallo più 'pomposo' che agli altri santi, perfino alla titolare, la Maddalena?


Giulio: Ecco qui a destra la Santa titolare della chiesa di Rennes-le-Château, Maria Maddalena, con i suoi attributi classici: il teschio, il vaso, e la lignea croce simbolo della Redenzione. È vero: è sorretta da una semplice mensolina. Non sarà forse che Saunière era particolarmente grato a Sant'Antonio da Padova, visto che aveva 'ritrovato' qualche cosa di parecchio speciale durante i lavori di sistemazione in chiesa?

 

Marisa: Potrebbe essere! Tra l'altro il piedistallo circolare è simile al basamento del pulpito, dove i ritrovamenti sarebbero stati fatti! Una coincidenza 'estetica'?


Giulio: Probabile. Ma non mandiamo all'aria la nostra verifica! Eravamo rimasti con Germana, Rocco, Antonio Eremita, Antonio da Padova... Manca la L per formare la parola Graal.


Marisa: Mi sa che non ci sia... A meno che...


Giulio: Hai capito anche tu no? Davvero suggestiva la questione, peccato che dove dovrebbe esserci la “L” non è presente una statua, bensì il pulpito, i cui lati sono ornati da bassorilievi con le immagini dei quattro evangelisti. Eccoli qui! E dovrebbe essere la L di Luca a dare la lettera mancante! Ma non è neanche in posizione centrale o prospiciente la statua di S. Antonio, perciò dire che il pulpito rappresenti la lettera “L” appare un po' come una forzatura!


Marisa: A chi lo dici? Che sorta di delusione, Giulio!

 

 

San Luca nel pulpito
        
Santa Maria Maddalena

San Luca nel pulpito

Santa Maria Maddalena

 

 


(E i due si mettono a ridere: cercare misteri a volte può riservare sorprese del genere!)


Giulio: Ma non dirmi che credevamo sul serio a questa strana coincidenza?


Marisa: Io poco ma tu molto, confessalo! Però se messaggio 'criptico' dovrebbe essere, beh, in fondo c'è! Luca si trova di fronte ad Antonio da Padova e non sembrerebbe seguire la sequenza 'canonica', dovendosi trovare Giovanni al posto suo. Ma dipende anche come 'leggiamo' la sequenza.


Giulio: Va tenuto conto che un 'progetto' simile doveva essere studiato adeguatamente, e non risulta dai documenti disponibili, mentre sono ben attestate tutte le altre disposizioni che dovevano assumere gli arredi della chiesa. Inoltre le statue furono introdotte molto dopo rispetto al presente pulpito, qui collocato nel 1891...


Marisa: Eppure in questo punto esatto Sauniere trovò qualcosa di importante, sul quale ancora si favoleggia. Quando i muratori chiamati per i lavori asportarono il vecchio altare della Vergine, collocato un secolo prima dall'abate Bigou...


Giulio: ...che forse celava un'entrata ad una cripta o sotterraneo... scusa, continua!


Marisa: Certo, tutto è possibile...... I muratori, dicevo, si trovarono davanti ad un ingresso di cui non si sospettava l'esistenza. Il parroco - chiamato per la verifica - li mandò via. Aveva intuito che ci fosse materiale troppo scottante, voleva proseguire da solo!

 

Giulio: Sì, e quando esaurì il proprio scopo, chiamò una nuova squadra di muratori per terminare i lavori, fece collocare un nuovo pulpito, la cui scala pare combaci perfettamente con quella che 'scende', così lui chissà... poteva sia salire sul pulpito a predicare, ufficialmente, e di nascosto scendere, a porte chiuse, nella cripta. Chi poteva scoprirlo?

 

Marisa: Nessuno, a parte la sua perpetua fidata. È possibile che comunque Sauniere avesse messo a parte del segreto anche altre persone. Forse anche suo fratello Alfred.


(I due curiosi ispezionano l'area dove si trova il manufatto,e si accorgono che una delle otto facce del pulpito è addossata al muro. Marisa immortala una figura femminile scolpita sotto una delle facce del pulpito: regge un calice sormontato dall'ostia su cui è incisa una croce.)

 

 

Particolare del pulpito (1)
        
Particolare del pulpito (2)

Particolare del pulpito (1)

Particolare del pulpito (2)

 

 


Marisa: È chiaro che doveva servire a camuffare qualche struttura, perchè l'altare della Vergine che venne tolto, era in quella posizione, su questo muro di settentrione. Levato quello, è riemerso un passato che si credeva sepolto. Sauniere non poté fare altro, terminato quanto doveva fare, che rinforzare la parete, la quale è aumentata di spessore... collocare il nuovo pulpito, addossandolo da un lato affinché nessuno si insospettisse.


Giulio: Chissà come trepidava quando fece la 'scoperta'! L'annotò sul proprio diario, il giorno 21 settembre del 1891, asserendo che si trattava di una tomba. Ma di chi? E perchè la tenne segreta?


Marisa: Il nesso, soprattutto, con la disponibilità economica che quasi subito sembrò piovergli addosso! Chissà se ritrovò un tesoro monetario, nascosto da tempi immemorabili, o appartenuto ai Signori del luogo... Si sa che un tempo le chiese fungevano anche da necropoli; e si conosce benissimo che la chiesina di Maria Maddalena fosse stata per testamento scelta dai d'Hautpoul come loro necropoli. Non ci sarebbe stato niente di strano che qualcuno seppellito lì sotto venisse ritrovato. Altra cosa è però profanare un sepolcro, reato punito severamente.


Giulio: Queste sono le speculazioni maggiori gravanti sul mistero di Rennes-le-Château... Anche perchè quando si tentarono scavi nel corso degli anni '60, non si individuò più il punto della scoperta di Sauniere, almeno non ufficialmente!


Marisa: Ho potuto vedere una piantina della chiesa in cui lui aveva segnato i posti a sedere dei fedeli, ed è interessante perchè alcune zone, che presumo corrispondano ad aree pavimentali, sono state annerite, come indicassero una funzione nettamente diversa e sicuramente non sfruttabile per la gente. Forse aree di scavo?

 

 

Mappatura dei posti a sedere


(la mappa è tratta da questo sito)

 


Giulio: Ce ne sarebbero più d'una, stando a questa mappa (del tesoro?!). Fammi vedere... risale al 1891-1892, l'anno seguente al posizionamento del pulpito e al presunto ritrovamento della tomba. Mi viene il sospetto che dopo quel primo scavo, abbia trovato delle indicazioni su dove scavare e trovare qualcosa... I punti 'anneriti' sono sette e lui ha schematizzato la superficie della chiesa alla stregua di una scacchiera.


Marisa: Ma infatti è strano. Se l'annerimento corrisponde ad un'area in cui ha scavato o doveva scavare, ha puntato molto sul lato sinistro, il meridionale, da dove si entra, verso il Giardino. Ma come mai i fedeli avrebbero avuto una casella ciascuno? A cosa corrispondeva? Sembrano messi quasi specularmente. Eh, le domande sono tante, ma il problema è che nessuno può rispondere! Chissà se qualcuno, che leggerà il nostro resoconto di visita, potrà venirci in aiuto...


Giulio: Il pavimento della chiesa è in certi punti a scacchi bianchi e neri e in certuni si interrompe.


Marisa: Un particolare, il pavimento analogo a quello del Tempio di Loggia, che ha rinforzato l'ipotesi a qualche affiliazione 'massonica' di Sauniere, che però era antimassone, almeno lo si dedurrebbe dalla sua filomonarchicità.
Ma... Giulio, mi ascolti? (Lui si è messo a fotografare nella zona del vicino altare).

 

 

La vetrata absidale
        
Monogramma di Maria Maddalena

La vetrata absidale

Monogramma di Maria Maddalena

 

 


Giulio: Ti ascolto! Stavo osservando la vetrata circolare posta sulla volta dietro l'altare: si è sempre affermato che rappresenta l'Ultima Cena, ma con l'anomala presenza della Maddalena che asciuga i piedi del Cristo. In realtà, osservando bene la scena, nulla fa pensare che si tratti dell'Ultima Cena, perché compare un tavolo con qualche commensale, ma non vi compare un calice, né il pane (elementi tipici di questo tipo di iconografia). Quindi la scena rappresenta quello che è: una donna che asciuga i piedi del Cristo con i propri capelli. Quello che fa veramente pensare, invece, è il fatto che i Vangeli canonici sono in realtà discordi sull'identità di questa donna, da alcuni identificata con Maria Maddalena mentre, per esempio, in Luca si comprende chiaramente che questa peccatrice e Maria di Magdala sono due personaggi ben distinti… Ci si potrebbe chiedere perché la Chiesa abbia confuso così tanto le acque attorno al personaggio della Maddalena, ma sarebbe tutto un altro discorso a parte.


Marisa: Mi sembra una riflessione legittima, comunque. (Aggirando lo sguardo). Sulle vetrate di questa chiesa, tra l'altro, sono fiorite tante considerazioni, in special modo quella delle ' pommes blue'...


Giulio: Ah, si, il noto fenomeno secondo il quale la luce solare, investendo una delle vetrate, il 17 gennaio, data 'fatidica' per l'abate Sauniere, produce delle 'mele blu' sui pannelli di legno della parete controlaterale... E i più infervorati ritengono che lì dietro si possa nascondere un accesso o qualche vano segreto...


Marisa: Il fenomeno della policromia che si riflette su pavimenti o pareti l'ho osservata in molte chiese, posso assicurarlo. Proprio ieri nella basilica di Saint Nazaire a Carcassonne. È del tutto naturale, anche se indubbiamente stuzzicante. Almeno secondo me. Ma bisognerebbe vedere il fenomeno come si manifesta qui. Tu che ne pensi?


Giulio: Beh, lo sai, non sono proprio uno scettico, ma in questo caso… Le mele blu escono fuori dalla decifrazione della prima pergamena, che oggi siamo quasi certi si trattasse di un falso ben architettato. Secondo me avanzavano alcune lettere dall'anagramma della stele della Marchesa d'Hautpoul, e “pommes blue” ci stava proprio a pennello… Poi ne ho viste tante di foto: vi sono dei tondi blu, è vero, ma anche di altri colori…


Marisa: (alzando il capo) Bella questa volta azzurra trapunta di stelle. E ancor più sopra, un'apoteosi: una piccola replica del cosmo! Nella fascia arancione, campeggia il monogramma di Maria Maddalena?


Giulio: Dovrebbero essere una S e una M (Santa Maddalena) ma francamente la M è alquanto strana; tuttavia - lo vedi - è presente un po' ovunque qui dentro...


Marisa: Una cosa che mi domando è come mai vi sia lo stemma di un castello a tre torri, di cui la centrale è più alta, e il giglio di Francia... Ovviamente richiamo alla monarchia, che per l'abate era un chiodo fisso.


Giulio: Ho letto che dovrebbe fare riferimento a Bianca di Castiglia...


Marisa: Ah, interessante! La madre di re Luigi IX, il re santo, colui che in Terra Santa andò con fervore alle Crociate e ivi morì.


Giulio: Infatti, quando lui era via, il regno lo resse sua madre. La chiesa di Rennes-le-Château fu ampliata durante quel periodo e pare che questo paesino sia stato scelto da lei come luogo ideale dove custodire il Tesoro Reale.


Marisa: Niente meno! Ma a quel tempo non c'erano i Templari a Parigi, a far da custodi al tesoro del re?


Giulio: Ma erano stanziati anche qui nei paraggi, stanne certa!


Marisa: Guarda caso, i tanti argomenti che abbiamo affrontato nelle nostre svariate ricerche, si ripresentano come in un puzzle. Pezzi che un tempo non si incastravano per niente, oggi potrebbero andare al loro posto. In effetti si possono trovare risvolti meno sorprendenti di quel che si crede. Si cercano misteri ma forse è solo storia, non nota, ma storia.

 

(mentre si fotografa l'altare...)


Marisa: Non so perchè, ma questo re Luigi IX e famiglia continuano a ripresentarsi in questo tour nella Francia del sud. Prima Luigi IX si installò a Carcassonne, fortemente Catara, si impadronì dei 'segreti' del suo castello comitale ed ampliò quella che allora era la cattedrale, Saint Nazaire. Poi ritroviamo suo nipote a Saint Maximin e alla Sainte Baume, dove Carlo II d'Angiò, appunto, scoprì le reliquie di Maria Maddalena, nel 1280, sottraendo un culto fiorentissimo a Vezelay; un loro discendente - il re Renato d'Angiò - nel XV secolo scoprì quelle delle Marie a Les-Saintes-Marie-de-la-Mer. A Loreto, dove sono stata di recente, si ritrovano ancora gli Angioini implicati nella traslazione della Santa Casa, avvenuta al tempo del regno di Carlo II d'Angiò, il cui figlio (Filippo di Taranto) sposò Ithamar della famiglia Angeli, che aveva in dote le sante pietre... Una persecuzione questa famiglia! Adesso anche qui! E se avessero nascosto qualche reliquia pure a Rennes-le-Château? O qualcos'altro? Non mi stupirei più di niente, Giulio, a questo punto!


Giulio: (ridendo) Guarda che quella di Bianca di Castiglia che avrebbe nascosto qui il Tesoro Reale è una leggenda! E tu hai abboccato!


Marisa: Ah, però ti ho dimostrato come si può imbastire una 'trama' che leghi tante cose insieme... E dire che ero io la 'scettica' tra i due, diciamo la meno propensa a cedere al fascino del mistero di questo paesino!

 

 

 

San Giuseppe con Bambino
        
Madonna con Bambino

S. Giuseppe con Bambino

Madonna con Bambino

 

 


Giulio: Ma non ne sei rimasta immune. Dovevi portarti l'antidoto! (Indicando la zona absidale): Guarda le statue di Giuseppe e di Maria, ai lati rispettivi dell'altare... Noti qualcosa di particolare?


Marisa: Hanno entrambi un bambino in braccio...


Giulio: Già. Anche questa è una cosa piuttosto insolita. I più audaci hanno insinuato che Sauniere volesse alludere alle teorie alternative sull'esistenza di un fratello gemello di Gesù, che la Chiesa avrebbe occultato per convenienza… Baigent e soci nel “Santo Graal[2] ipotizzano addirittura che si tratti di Barabba, un nome che, etimologicamente, significa “Figlio del Padre” e quindi ha lo stesso attributo di Gesù…


Marisa: Niente meno! Si tratterà della solita coincidenza! Sicuramente esisteranno altre chiese in cui sia presente la Madonna e San Giuseppe entrambi col bambino in braccio…


Giulio: Sicuramente. Ma questa è una delle cose che m'incuriosisce di più di questo posto. Sono state trovate parecchie anomalie in questa chiesa, ma ognuna di esse diventa “normale” qualora venga riscontrata in qualche altra chiesa. Eppure… sembra irrilevante il fatto che qui appaiano tutte insieme… Come diceva Sherlock Holmes, una coincidenza è dovuta al caso, due è fortuna, tre comincia ad essere un complotto…


Marisa: (mentre osserva attentamente l'altare) Ah sì? Diceva proprio così? Ma forse le anomalie si evidenziano perchè molta letteratura ce le ha fatte ritenere tali. L'analisi storico-teologica parrebbe invece smentirle, e considerarle elementi perfettamente 'normali' (scuote un po' la testa, non è convintissima...!)

 

 

Il bassorilievo sull'altare
Il bassorilevo sull'altare

 


Giulio: (ridendo) Beh, più o meno… Ma cosa stai osservando?


Marisa: Guarda lo sfondo di quella parete, che trionfo del rosso... Che contrasti vivacissimi... Guarda, sotto l'altare c'è il famoso bassorilievo con Maddalena penitente. Mi ricorda il paesaggio della Sainte Baume, dove sarebbe vissuta trent'anni da eremita...


Giulio: Proprio quello volevo vedere, per cogliere tutto ciò che dalle fonti letterarie non si vede bene.


(E Giulio si mette a studiare attentamente il manufatto. Marisa ne approfitta per scattare altre foto)


Giulio: Direi che è giunto il momento di andare a visitare il resto del complesso appartenuto all'abate Sauniere; abbiamo ancora parecchio da vedere e poi tra poco la chiesa chiuderà. Tanto certe porte chiuse non le apriranno per noi. Altrimenti... che mistero sarebbe?


Marisa: E soprattutto i nostri due passi dove li faremmo?

 

 

Una porta interna...
Una porta interna...

 


Giulio: Curiosa questa porticina chiusa mimetizzata nella parete sinistra. Non ricordo di averne mai letto in nessuna delle tante fonti su questa chiesa. È segnata sulla pianta ma non viene mai specificata. Un nuovo intrigante mistero, oppure soltanto il... bagno?


(Ilarità condivisa)


Marisa: Divertente, Giulio! Però, se non mi sbaglio, potrebbe trattarsi della porta che conduceva alla prima sacrestia. Ignoro, però, se venga usata ancora attualmente come locale.

 

 

- Fine II parte -

 

 


 

Parte I - Il paese, il giardino e l'esterno della chiesa

Parte III - Il museo Sauniere, la Torre Magdala, Villa Betania

 


Note:

 

(*) Marisa Uberti è una ricercatrice indipendente, autrice e curatrice del sito "Due Passi nel Mistero". Lo stesso articolo, con foto differenti, può essere letto nel suo sito visitando questo indirizzo.

 

[1] Di tutte le stazioni della Via Crucis, anch'esse realizzate dall'artista Giscard di Tolosa, la n° 14 è una delle più enigmatiche. A ben vedere, infatti, si possono osservare delle persone che trascinano fuori il corpo di Gesù dal sepolcro, di notte! Un'interpretazione assai personale della Resurrezione?

 

[2] Michael Baigent, Richard Leigh, Henry Lincoln, "Il Santo Graal", Ed. Mondadori, Milano, 1982.