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Il simbolismo dell'Olmo



Il simbolo dell'olmo



L'olmo L'olmo è un albero appartenente al genere delle Ulmacee, che comprende numerose specie ampiamente diffuse in Europa, in Asia e in Nordamerica. Sono prevalentemente utilizzati come alberi ornamentali e per la produzione del legno.
Sin dall'antichità questa pianta ha avuto caratteristiche sacrali; per gli antichi sacerdoti Druidi, ad esempio, l'olmo era associato alla Dea, quindi rappresentava la femminilità sacra. La sua figura stilizzata è stata spesso utilizzata nel simbolismo araldico, dove assume i significati di amicizia, protezione, sostegno, amore coniugale oppure amore tra fratelli. Questa connotazione deriva dal fatto che questa pianta è da sempre stata utilizzata dai coltivatori come ideale sostegno per le viti, in quanto essa non assorbe dal terreno quelle sostanze nutritive necessarie al sostentamento delle piante da uva.
L'avvento del Cristianesimo e la diffusione dei Vangeli ha però dato un senso in più al simbolismo di questa pianta, giacché la vite è diventata un simbolo di Cristo, che in un passo dei Vangeli si autodefinisce "Io sono la vite e voi siete i tralci", e del suo sangue, specialmente in relazione con il vino, ricavato dai frutti della vite, che nella celebrazione della messa si trasforma, per transustanziazione, nel sangue di Cristo. L'olmo è dunque entrato per estensione a far parte della simbologia cristiana e fu particolarmente cara ai Cavalieri Templari, che utilizzarono spesso le denominazioni "Santa Maria dell'Olmo" o "Madonna dell'Olmo" per intitolare le loro chiese.
Sempre a proposito di Cavalieri Templari, troviamo un curioso riferimento all'olmo nel Regno Unito, presso la località chiamata Temple, a Balantradoch, nella regione scozzese del Midlothian. Una leggenda locale stabilisce che in questo luogo venne sepolta una parte del leggendario tesoro dei Cavalieri e che esso si troverebbe nascosto "tra la quercia e l'olmo", come recita un vecchio detto locale ("Twixt the oak and the elm tree / You will find buried the millions free"). Tutta la zona circostante è costellata di olmi e querce, ma è probabile che questo enigma debba essere letto in chiave simbolica, e non letterale. Al pari dell'olmo, la quercia ha connotazioni simboliche molto forti e per alcuni versi affini. Una leggenda simile circonda anche il presunto tesoro che sarebbe sepolto nel famigerato pozzo di Oak Island (che richiama la quercia persino nel nome), che secondo una nota leggenda verrà trovato soltanto quando l'ultima quercia presente sull'isola cadrà. Tuttavia è nell'episodio del "taglio dell'olmo" di Gisors che il simbolismo legato a quest'albero emerge prepotentemente e si lega a doppio filo con un altro intrigante filone di ricerca e di leggenda, quello relativo al Priorato di Sion.



Il "taglio dell'olmo" di Gisors


Il castello di Gisors Gisors è un piccolo comune francese situato in Normandia, nella Francia nord-occidentale. Si tramanda che nei pressi della fortezza che domina il paese esisteva un prato che veniva chiamato Champ Sacré, ossia "Campo Sacro", e che esso veniva ritenuto tale ancora prima dell'avvento del Cristianesimo. Al centro di questo campo sorgeva un olmo secolare, così grande che per circondarne completamente il tronco occorrevano, a detta dei cronisti medievali che l'hanno descritto, almeno nove uomini.

Il Campo Sacro fu in diverse occasioni teatro d'incontri tra i regnanti di Francia e d'Inghilterra, ma uno di questi, trascritto nelle cronache storiche del tempo, ha suscitato curiosità ed interesse per la sua stranezza e per le implicazioni che gli sono state, successivamente, attribuite. Era l'anno 1188, e il campo ospitava un incontro tra Filippo II, re di Francia, ed Enrico II, re d'Inghilterra. Accadde, dunque, che durante questo incontro si accese una grave disputa tra le parti che finì, in un modo o nell'altro, nell'abbattimento dell'olmo. Secondo una versione, gli Inglesi erano giunti sul posto prima dei Francesi, ed essendo il gigantesco albero l'unico riparo disponibile alla calura di quei giorni, piazzarono l'accampamento sotto l'albero, lasciando i Francesi, giunti più tardi, a cuocere sotto il sole. Dopo tre giorni di estenuanti trattative, a causa anche del caldo afoso, i nervi dei Francesi erano a pezzi. Pare che tra gli armigeri cominciò uno scambio d'insulti, e che dalle fila degli Inglesi sia partita una freccia. L'incidente causò un attacco in piena regola e gli Inglesi furono costretti a fuggire ed a riparare all'interno della fortezza di Gisors, mentre i Francesi esasperati abbattevano l'albero. Secondo un'altra versione, i Francesi avevano avvertito gli Inglesi delle loro intenzioni di abbattere l'albero, cosicché il re ordinò di farlo circondare da fasce di ferro. L'espediente però non fermò i Francesi che avanzarono minacciosi con una squadra di carpentieri; ne nacque una battaglia furiosa che durò per tutto il giorno ed alla fine gli Inglesi ebbero la peggio, e l'albero fu abbattuto. Quale che sia stata la reale versione della vicenda, e i motivi alla base della stessa, l'unico fatto certo è che alla fine della questione l'olmo secolare è stato abbattuto.



I due contendenti di Gisors

Filippo Augusto, re di Francia, della dinastia dei Capetingi (a sinistra)
ed Enrico II Plantageneto, re d'Inghilterra (a destra)



Secondo le informazioni contenute nei "Dossiers Secrets", prima del 1188 l'Ordine segreto di Nostra Signora di Sion e l'ordine dei Cavalieri Templari erano una cosa sola, con il primo costituente un'elite segreta ai vertici del secondo, creato appositamente allo scopo come copertura. In quella data, corrispondente alla perdita definitiva di Gerusalemme, le cose dovettero cambiare. I Templari avrebbero dovuto trovare un nuovo scopo ed una nuova ragione d'essere, mentre il Priorato di Sion, come venne chiamato, doveva continuare a condurre i propri scopi in modo indipendente. La "scissione" dei due ordini venne simbolicamente suggellata con il taglio cerimoniale dell'olmo. Da quel momento in poi, non vi fu più un solo Gran Maestro, ma ciascun ordine ebbe il proprio, indipendente dall'altro: i Templari mantennero Gérard de Ridefort, che rimase in carica fino all'anno successivo, mentre il Priorato elesse il primo Gran Maestro indipendente, che fu proprio Jean de Gisors, signore di quelle terre. La scissione si rifletteva negli interessi contrastanti per i quali Francesi e Inglesi si stavano confrontando: la successione al trono di Francia, che vedeva in lizza due contendenti che avanzavano, a torto o a ragione, la discendenza di sangue divino: da una parte i Capetingi, che discendevano dai Merovingi ed erano appoggiati dal Priorato, dall'altra i Plantageneti, appoggiati dai Templari.
È ovvio che non vi è alcun fondamento storico alla base di queste supposizioni, perché nessuna delle cronache che raccontano il fatterello di Gisors menziona i Templari né, tantomeno, il Priorato di Sion. Come è anche vero che i "Dossiers Secrets" sono risultati essere una serie ben orchestrata di falsi messi in circolazione per diffondere materiale e informazioni legati ad una certa dottrina esoterica. Ma è bene tenere a mente il legame tra l'olmo e il Priorato di Sion, per inquadrarne il simbolismo in un contesto il più completo possibile. Esso, infatti, torna prepotentemente nel simbolismo legato al nome ed alla figura di Ormus.



Ormus


Il simbolo di Ormus Sempre attenendosi ai "Dossiers Secrets" (con le citate precauzioni, da un punto di vista puramente simbolico), l'Ordine di Sion subì dunque una riforma nel 1188, anno in cui si separò dai Cavalieri Templari e proseguì la sua storia con un Gran Maestro indipendente, e si diede come "sottotitolo" il nome di Ormus, che rimase in uso fino al 1306, cioè un anno prima dell'arresto dei primi Templari in suolo francese. Ormus è un nome esoterico, che racchiude un cospicuo numero di anagrammi e di simboli cari alla tradizione esoterica.
Il suo emblema, apparso per la prima volta all'interno di uno dei documenti contenuti nei "Dossiers Secrets", riprodotto qui a fianco, mostra un compendio di questi significati nascosti. "Orme", per cominciare, è il nome francese dell'olmo. "Or" è, naturalmente, l'oro, che sottolinea un connotato esoterico. "Orval", la "Valle di Or", o la "Valle dell'Oro" era il nome della primitiva abbazia fondata dal Priorato, presso Stenay. "Ours", che si legge all'interno del glifo che rappresenta la "M", significa "Orso", e richiama allo stesso tempo l'emblema di Dagoberto II (ultimo sovrano della dinastia merovingia), il nome del principe Ursus (che è sempre "orso", in latino) che avrebbe fondato il nucleo iniziale del Priorato con un certo numero di monaci calabresi, e il ciclo di leggende legate al re Artù ed alla cerca del Santo Graal (il nome "Arthur", Arturo o Artù, deriva da un termine celtico che indica l'orso, arth).
Anche tutto il mito dell'Arcadia è legato alla figura simbolica dell'orso: il termine "Arkades", infatti, indicava "il popolo dell'Orso" e questo animale è sempre stato sacro alla dea Diana/Artemide, che nella regione francese delle Ardenne era identificata con la dea Arduina (si noti la radice art-, ard-, in tutti questi nomi). Per finire, la "M" che circonda il glifo non è una semplice lettera dell'alfabeto, ma assume la connotazione del segno astrologico della Vergine, e nel linguaggio iconografico medievale questo segno indicava "Nôtre-Dame". Le cattedrali gotiche francesi e molte chiese templari in territorio francese sono dedicate a Nôtre-Dame, così come in Italia vennero intitolate a Santa Maria, in Inghilterra a "St. Mary's", in Spagna a "Nuestra Señora" e così via.



Ahura Mazda

Ahura Mazda/Ormus (Parigi, Museo del Louvre)



Il nome "Ormus" non è estraneo alla Tradizione ermetica; lo troviamo, infatti, in altri due contesti ben precisi. Il primo è quello della religione zoroastriana, la più antica e tuttora osservata, secondo cui il mondo è un'eterna lotta tra i due principi fondamentali del Bene e del Male. Il dio supremo del Bene, colui che apparve al giovane Zoroastro per illuminarlo, si chiama Ahura Mazda, un termine che diventa Ohrmazd in lingua Pahlavi, Hirmiz nel Persiano medio dei Manichei, e Hormoz nel Persiano moderno.
Nella tradizione massonica del tardo XVII sec., che attribuiva alla Massoneria una discendenza illustre, appare un altro Ormus, che sarebbe stato un saggio e mistico dell'antico Egitto, adepto della scuola gnostica alessandrina, che avrebbe fondato una società di illuminati chiamati "Figli della Luce". Nel 46 d.C. Ormus e sei dei suoi seguaci vennero convertiti al Cristianesimo dall'apostolo Marco, e da questa conversione sarebbe nata una nuova setta che avrebbe fuso i principi cristiani con quelli ereditati dalle scuole misteriche più antiche.



Conclusioni


Molto più di un semplice albero, dunque, dal punto di vista simbolico, l'olmo può considerarsi carico di riferimenti simbolici al pari della quercia, con la quale è spesso associato. "Elm Street" (letteralmente, la "Via degli Olmi") è lo scenario dal quale prende parte una delle più fortunate serie cinematografiche di genere horror: quella di "Nightmare". È un altro modo di fare di questo simbolo un "ritornante", un concetto che risuona nelle menti e fissa le idee a livello inconscio. E non può essere altrimenti, visto che zoroastriani, Druidi, gnostici, Templari, Priorato di Sion e Massoni l'hanno, in un modo o nell'altro, tenuto così tanto in considerazione!



Per approfondimenti sull'episodio del taglio dell'olmo e su Ormus, vedi M. Baigent, R. Leigh, H. Lincoln, "Il Santo Graal" (parte seconda, cap. V): "La società segreta".





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