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Accademia Platonica


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Chiesa di Sant'Alò (XI sec.)


Terni



Chiesa di Sant'Alò



La Chiesa di Sant'Alò è uno degli edifici di culto più antichi e affascinanti della città di Terni. Fu dedicata in onore del santo Aloysius (Eligio), un orafo vissuto nel sec. VI alla corte dei re Merovingi. Fu realizzata nel sec. XII sui resti di un edificio più antico dedicato alla dea Cibele, come sembrerebbero testimoniare i quattro leoni incastonati sulla facciata, che le antiche tradizioni associavano al culto di questa dea, ed apparteneva all'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Era caratterizzata da una facciata a capanna con la navata centrale più alta rispetto alle laterali e con un'alta torre avente funzione di campanile. La costruzione di un palazzo davanti l'antica facciata, nel sec. XIII, comportò la chiusura della strada che immetteva sul fronte della chiesa e l'ingresso fu spostato sul fianco destro. Nel paramento murario esterno sono presenti numerosi frammenti di sculture romane e longobarde riutilizzati come decorazione esterna (foto 2 e 3). L'ingresso attuale è caratterizzato da una scalinata fiancheggiata da due leoni di epoca romana posti a protezione del luogo. Sopra il portale invece è una graziosa formella con la Madonna della Misericordia (sec. XV), invocata contro il flagello della peste (foto 4). Alcuni di questi sembra provengano dall'arredo dell'antica Cattedrale.



Gli affreschi interni


Lo spazio interno è ripartito in tre navate tra due file di colonne cilindriche e pilastri, secondo lo stile delle chiese romaniche. Le pareti e le colonne sono fittamente decorate da affreschi che si sviluppano nell'arco dei secoli XII-XVI. Fra i più significativi vanno segnalati quelli della parete d'ingresso tra i quali spicca un frammento di una Crocifissione di notevole interesse per la sua antichità (XII sec.) e gli affreschi dell'antica facciata interna. Là dove una volta si trovava il portale d'ingresso, oggi murato, rimangono motivi ornamentali geometrici che ornano gli stipiti e la superficie inferiore dell'architrave. In essi globi rossi con una croce bianca all'interno si alternano ad Esagrammi con fiori a sei petali al loro interno (foto 5). Al fianco, sul lato destro, un notevole affresco ci mostra due personaggi (foto 6): la figura di un Santo, che regge un ramo di palma verde, accanto accanto a quella di un papa, che regge con la mano destra un bastone pastorale ricurvo e con la sinistra un libro sigillato. Sulla mano spicca un curioso simbolo che ricorda un occhio ma anche il simbolo alchemico dell'oro: un cerchio con un punto interno. Sopra di loro, l'interno di un santuario mostra una sciarpa avvolta su un bastone orizzontale. Anche l'abside, preceduta e raccordata da un vano rettangolare, è completamente decorata ad affresco (foto 7). Nella volta a cupola, un'imponente figura centrale barbuta pone le mani sul capo di una donna inginocchiata ai suoi piedi in atteggiamento di preghiera. Ai lati, sulla sinistra, si nota San Sebastiano, trafitto dalle frecce, ed un altro santo che imbraccia un vessillo. Sulla destra, invece, si riconoscono San Francesco col saio e le stimmate, e Maria Maddalena, che regge in mano una Coppa (non il classico vaso, si noti, ma un calice). Al di sotto si trovano altre figure religiose, e non si può far a meno di notare come questa volta contempli una grandiosa concentrazione di figure femminili avvolte nella santità. Uno degli affreschi appare seriamente danneggiato ma al disotto della parete scrostata si nota chiaramente la presenza di una croce patente, forse facente parte della decorazione originaria e solo successivamente ricoperta dagli affreschi.



Particolare n° 1

Particolare n° 2

Particolare n° 1

La Stella di Davide tra i motivi decorativi del portale

Particolare n° 2

Lo strano simbolo (occhio o Oro alchemico?) sulla mano del Papa



Particolare n° 3

Particolare n° 4

Particolare n° 3

La Croce Patente che emerge sotto uno degli affreschi dell'abside

Particolare n° 4

Maria Maddalena che sorregge il Calice: un'allegoria del Graal?





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