Cronistoria


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I luoghi delle Triplici Cinte in Italia


Accademia Platonica


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24 Aprile 2009


Convegno


Il mistero dell'affresco del Cristo nel Labirinto


Alatri (FR)



Il manifesto del Convegno



Della città di Alatri e del misterioso affresco del Cristo nel labirinto, ritrovato in un locale adiacente al chiostro della chiesa medievale di San Francesco, in pieno centro storico, ci siamo già occupati in un altro articolo di questo sito. Il 24 Aprile del 2009 ad Alatri si è svolta una conferenza sul tema per commemorare dare maggiore risalto alla scoperta, patrocinata dal Comune, nella persona del sindaco, Dr. Costantino Magliocca, e di tutta l'Amministrazione Comunale, in particolare l'assessore alla cultura, Dr. Giulio Rossi, e il Direttore della Biblioteca, Dr. Antonio Agostini. Cornice dell'evento, la prestigiosa sala del Palazzo Conti-Gentili, prospiciente sulla Piazza Santa Maria Maggiore, ove si trova l'omonima chiesa ed il Palazzo Comunale.



Il Sindaco apre la conferenza

Il Sindaco apre la conferenza



Dopo l'introduzione del Sindaco, la storica dell'arte Alessandra Leo ha ripercorso la storia della scoperta del labirinto, avvenuta quasi per caso nel 1997, ed una sintesi degli studi e delle ricerche degli ultimi anni, che grazie a studiosi e ricercatori come il prof. Italo Biddittu e lo scrittore Giancarlo Pavat, hanno contribuito a portar fuori l'affresco dall'oblio in cui sembrava essere caduto.



L'intervento sulla Triplice Cinta

Il mio intervento sulla Triplice Cinta


Lo scrivente ha effettuato il primo intervento alla conferenza, incentrato sul tema della Triplice Cinta, simbolo che in più parti appare nel centro storico del paese ed anche, e soprattutto, davanti la stessa chiesa di San Francesco, sottolineando le analogie simboliche tra l'emblema e il tema del Labirinto.


A seguire, il ricercatore e scrittore Giancarlo Pavat, autore del saggio "Valcento – Gli Ordini monastico-cavallereschi nel Lazio meridionale" (di cui nel 2010 è uscita una seconda edizione, aggiornata ed ampliata), ha illustrati i risultati della propria scoperta. Lo schema del labirinto, infatti, ricalca fedelmente quello di un altro celebre labirinto, quello sul pavimento della cattedrale di Chartres. Seguendo lo schema, Giancarlo ha evidenziato come lo stesso schema simbolico si ritrovi in altri luoghi e mete di pellegrinaggio, come Lucca e Pontremoli. L'ipotesi diffusa è che dietro queste rappresentazioni di labirinti, e quindi dietro l'affresco alatrense, ci sia la mano o lo zampino dei Cavalieri Templari.


Un'ipotesi sottolineata anche dai due interlocutori successivi, a partire dal prof. Giuseppe Fort, archeologo medievista, che ha sottolineato la tendenza dell'uomo medievale a sentire e ad utilizzare determinate simbologie come quella del labirinto.



Un momento dell'intervento di Adriano Forgione

Un momento dell'intervento di Adriano Forgione



L'ultimo intervento della scaletta è stato tenuto da Adriano Forgione, ricercatore, studioso di simboli e attuale direttore delle riviste "Fenix" e "X-Times". Forgione ha illustrato con numerose foto a corredo della sua esposizione i temi simbolici affrescati nella cripta del chiostro di San Francesco: non solo il labirinto, quindi, ma anche gli altri emblemi tra cui, in particolare, quello del Fiore della Vita, sottolineando come tali decorazioni siano state utilizzate anche dai Cavalieri Templari e siano state ritrovate anche su ossari cristiani ritrovati a Gerusalemme e risalenti al I sec.


Al termine della conferenza, il pubblico è stato invitato a visitare di persona il prezioso affresco, per la prima volta ostentato ad un pubblico di massa, che incuriosito osservava ed ammirava i peculiari affreschi.





L'enigmatico Cristo nel Labirinto


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