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Il Nodo di Salomone


Il Nodo nel periodo Romanico e Gotico



I secoli XI e XII videro l’attuarsi di molti avvenimenti importanti, come le Crociate; sconvolgimenti religiosi, come la diffusione delle grandi eresie (Catari, Patari, Valdesi, ecc) ma anche di nuovi e potenti ordini religiosi, come i Cistercensi, i Certosini, i Cluniacensi e i Camaldolesi, e di movimenti religiosi come quelli nati sulla base dei proclami di San Francesco di Assisi e San Domenico di Guzman che, in modi ben diversi, lasciarono il segno nella storia della Chiesa


Nell’arte si diffonde il Romanico, che assumerà sfumature diverse a seconda delle zone d’influenza: più austero in Francia e in Nord Italia, più classicheggiante in Toscana, contaminato dallo stile orientale a Venezia, oppure normanno, bizantino o islamico, nell’Italia del Sud. La rigogliosa arte romanica mantiene tutto l’impianto simbolico del periodo precedente, arricchendolo e rinnovandolo di nuovi significati, in un processo che toccherà il culmine nel XIII sec., con l’affermazione dell’arte gotica, che vide protagonisti soprattutto i monaci Cistercensi, nel periodo di massimo splendore dell’Ordine che coincise con l’apice di un altro importante ordine medievale, quello dei Cavalieri Templari. Molti emblemi, tra i quali il Nodo di Salomone fece sicuramente la parte del leone, divennero dotti richiami a concetti simbolici, molto spesso permeati di significati esoterici, specialmente in contesto templare, che ne fecero largo uso.



Elementi architettonici


In continuità con le tradizioni altomedievali, troviamo i Nodi sui capitelli e sulle mensole, come quelli nella cripta della Cattedrale di Saint-Jean de Maurienne (Alta Savoia), nelle Pieve di Trebbio (MO), nella abbazie benedettine di Nonantola (NO) e di Farfa (RI), e in quella cistercense di San Galgano (SI), per citare gli esempi più notevoli. Tuttavia le espressioni più alte sono quelle della Lombardia, dove possiamo ammirare Nodi nel ciborio di Sant’Ambrogio, a Milano, nella Chiesa di San Simpliciano (MI) o nel Duomo di Cremona, su frammenti di recupero; un altro esempio notevole è quello della lunetta del portale laterale della Rotonda di San Tomè, ad Almenno San Salvatore (BG).



Nodo su capitello nell'Abbazia di S. Galgano
Lunetta del portale della Rotonda di S. Tomè
Nodo alla base di un capitelllo nella Sala Capitolare dell'Abbazia di San Galgano, a Chiusdino (SI)

Lunetta del portale della Rotonda di San Tomè, ad Almenno San Salvatore (BG)



Croci, reliquari e maioliche


Nello stesso periodo, il Nodo di Salomone appare anche in un numero consistente di oggetti diversi da quelli finora elencati, ma sempre connessi all’ambito religioso, come croci e reliquari. Una croce in pietra recante un Nodo è, ad es., in Santa Maria delle Laudi, a Bologna, mentre casi di reliquari recanti il nostro simbolo si trovano su una cassetta d’avorio scolpito a Bagnoregio (VT), o sul prezioso reliquiario di Sant’Elena nella Chiesa di Santa Maria Ara Coeli, a Roma. Ancora, troviamo il Nodo su tutta una serie di oggetti in terra smaltata, come scodelle o tazze per uso quotidiano in monasteri e conventi, o come elemento decorativo di piastrelle di maiolica, come vediamo in un notevole esempio nel Palazzo dei Papi ad Avignone, in Francia.



Piastrelle decorate nel Palazzo dei Papi, ad Avignone
Piastrelle decorate nel Palazzo dei Papi, ad Avignone



Mosaici e miniature


Le nuove tradizioni, però, non soppiantano le vecchie, e nel XII sec. abbiamo ancora Nodi di Salomone su due rari mosaici del tempo, nella Chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna e nell’abbazia cluniacense di Ganagobie, in Provenza. In quest’ultima, in particolare, il nodo in forma classica si trova in un pannello del transetto destro, al fianco di un santo cavaliere che trafigge un dragone alato, come nell’iconografia di San Giorgio o dell’Arcangelo Michele. Questo caso testimonia il valore magico-apotropaico attribuito al simbolo, e tale concetto doveva essere ben diffuso se lo ritroviamo simile anche in una miniatura spagnola del XIV sec. (Biblioteca dell’Escobar, Madrid), sul braccio armato di un crociato che combatte il Diavolo sotto le sembianze di un moro. Il Nodo è visto alla stregua di una croce, segno dell’alleanza sacra ed indissolubile che sostiene il crociato, e che ebbe i suoi emblemi ideali negli ordini religiosi combattenti come quelli Templari, di Malta o del Santo Sepolcro. D’altra parte, tuttavia, anche nelle opposte fazioni, ossia tra gli Arabi, il Nodo venne ampiamente usato come elemento perlomeno decorativo: lo troviamo su elmi, placche ma anche disseminato tra i motivi sinuosi e intrecciati tipici dell’arte decorativa islamica, che vieta la rappresentazione delle divinità, come possiamo ammirare all’Alhambra di Granada ed all’Alcazar di Siviglia.


Il Medioevo è anche il periodo in cui si assiste ad una vasta produzione di codici miniati, che abili amanuensi pazientemente riscrivevano e copiavano nell’isolamento delle loro abbazie. Il Nodo, nelle forme più svariate, è raffigurato con valenza simbolica nelle illustrazioni e negli incipit di Messali, Laudi, Evangelari e Bibbie, spesso abbinato alla figura della Croce. Un altro contesto che comincia a divenire sempre più frequente è l’abbinamento del Nodo con la figura della Vergine, che troverà nell’arte pittorica del '400 la sua più esplicita espressione.


Non manca, infine, una citazione letteraria illustre del simbolo da parte del Sommo Poeta, Dante Alighieri, nella tenzone con Forese Donati, scritta tra il 1283 e il 1296. In essa il Forese, alludendo al padre di Dante, così apostrofa il poeta: «ben ti strignea il nodo Salomone», che taluni interpretano come una velata accusa di usura, pratica allora molto diffusa tra i fiorentini, altri con una probabile discendenza ebraica degli antenati di Dante.





Il Nodo di Salomone

Il Nodo in età Romana e Paleocristiana

Il Nodo nell'Alto Medioevo

Il Nodo di Salomone a 5 anelli



Galleria N. 1 - Nodi di età romana

Galleria N. 2 - Nodi di età medievale (Italia)

Galleria N. 3 - Nodi di età post-medievale (Italia)

Galleria N. 4 - Nodi di Salomone all'estero