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Maria Maddalena e l'eredità catara

 

Avignone

 

La residenza francese del Papato

 

 

Agli inizi del XIV sec. la Chiesa Cristiana versava in una grande crisi, in seguito ai contrasti sorti tra il potere temporale, rappresentato dal re di Francia Filippo il Bello, e quello spirituale, esercitato dall'allora papa Bonifacio VIII. Il contrasto più ampio esplose quando il re cercò di imporre anche al papato il pagamento dei tributi al regno, il che suscitò ovviamente una forte reazione da parte della Chiesa. Bonifacio si oppose fermamente, e Filippo ne approfittò per far giudicare il papa eretico e simoniaco da un concilio di giuristi. Le truppe francesi si recarono ad arrestare il Papa, che si trovava ad Anagni, ma furono fermate dalla popolazione locale; un piccolo manipolo guidato dal nobile Sciarra Colonna riuscì comunque a raggiungere il pontefice e ad oltraggiarlo nel famoso episodio dello "schiaffo di Anagni". Bonifacio VIII morì 34 giorni dopo, probabilmente anche provato in seguito all'umiliazione ricevuta, ed il suo successore, Benedetto XI, non ebbe vita lunga, giacché il suo pontificato durò appena 11 mesi. Fu allora che, nell'anno 1309, in seguito alle pressioni del Re di Francia e per timore di altre azioni militari contro la Chiesa, che ascese al soglio pontificio un papa francese, Bertrand de Got, che assunse il nome di Clemente V e che decise di spostare la sede del Papato da Roma, dov'era sempre stato, ad Avignone, in Francia. Ebbe così inizio il periodo, passato alla storia come "cattività avignonese" del Papato, che durò per quasi settant'anni (1309-1377), e che vide susseguirsi alla guida della Chiesa ben nove papi, tutti francesi, da Clemente V a Gregorio XI, il quale, grazie anche all'opera di convincimento intrapresa da Santa Caterina, tornò a ristabilirsi a Roma. Oggi sono in molti a sostenere l'ipotesi di complotto che tutta la vicenda sarebbe stata meticolosamente orchestrata dal re di Francia ai fini di ottenere uno scopo più che ambizioso: porre fine all'Ordine dei Cavalieri Templari assicurandosi i favori del Papato, l'unico mezzo per potersi sbarazzare di un ordine tanto potente quanto scomodo [1].

 

 

Il Palazzo dei Papi

 

Avignone, già importante punto di passaggio sulle vie francesi di pellegrinaggio verso Santiago di Compostela, divenne così un ancora più ricco centro di potere. Il Palazzo dei Papi (foto 1), mirabile edificio gotico del XIV sec., divenne il simbolo tangibile delle mutato equilibrio tra Chiesa e Regno: da un lato, sfarzoso palazzo, mirabilmente arredato ed impreziosito da ori ed arazzi, dall'altro, inespugnabile roccaforte, per scoraggiare e respingere ulteriori attacchi al potere religioso. Il Palazzo venne edificato in meno di 20 anni (dal 1335 al 1352) da Benedetto XII e Clemente VI e conserva oggi il primato del più grande palazzo gotico del mondo, dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO. Delle sue numerosissime stanze, sono 25 quelle aperte al pubblico: si tratta di stanze d'apparato, cappelle, appartamenti privati dei Papi nonché il favoloso chiostro. I Papi non badarono a spese nell'edificazione della loro sede, si dice infatti che quest'opera assorbì la quasi totalità delle entrate del papato. In una delle sale espositive, ad es., apprendiamo che venne commissionata la realizzazione di piastrelle di ceramica decorate a mano, ognuna differentemente dall'altra, con motivi figurati o simbolici. In una di esse, per esempio, abbiamo ritrovato il simbolo del Nodo di Salomone (v. foto qui).

 

 

La Chiesa di Nôtre-Dame des Domes

 

Adiacente al Palazzo dei Papi e, come questo, prospiciente sulla frenetica e movimentata Place du Palais, troviamo la Cattedrale di Nôtre-Dame-des-Domes (foto 2), originaria del XII sec., sorta come chiesa episcopale del Vescovo di Avignone. Questa cattedrale fu molto importante: molti Re e Papi vi vennero incoronati, e importanti santi, come San Pietro Celestino, San Tommaso d'Aquino e San Luigi di Tolosa vennero canonizzati qui. Ean Begg riferisce [2] che la chiesa aveva ospitato una statua di Madonna Nera, detta "Nôtre-Dame la Brune" (cioè, Nostra Signora la Scura), andata poi distrutta durante la Rivoluzione Francese. Quella che vediamo ancora oggi sulla sua sommità della cupola, risplendente nel suo rivestimento dorato e pertanto ben visibile da ogni parte della città, è una statua di piombo (metallo "nero"…) ricoperta di lamina dorata, del peso di circa 4 tonnellate e mezzo, posta in opera nel 1859.

 

 

Il Ponte di Saint-Bénezet

 

Dopo un breve tragitto dal Palazzo dei Papi, oggi segnato sul suolo da apposite borchie decorate, si giunge sulla riva del fiume Rodano, dove si può ammirare in tutta la sua maestosità il Ponte di Saint-Bénezet (foto 3). Edificato a partire dal XII sec., il Ponte d'Avignone ben testimonia il livello d'importanza e di potenza di cui godeva la città, ancora prima che vi si trasferisse il Papato da Roma. Il ponte collegava Avignone a Villeneuve ed era un importante punto di passaggio posto tra Lione ed il mare. La sua importanza crebbe, naturalmente, durante la sede francese del Papato. La dedicazione al Santo ebbe origine da un fatto miracoloso che venne compiuto dal pastore Bénezet, che discese dalle montagne "ispirato" da Dio chiedendo di costruire un ponte in quel punto. Dapprima inascoltato, venne sfidato pubblicamente dal Re il quale gli promise che avrebbe fatto costruire il ponte se fosse riuscito a trasportare da solo un enorme masso fin sulla riva del fiume ed a gettarlo nel mezzo. Il pastore, miracolosamente ci riuscì, e l'enorme masso divenne la prima pietra dell'imponente opera. Da allora il ponte è divenuto leggendario; fu più volte danneggiato ed in seguito ricostruito a causa di varie guerre e delle piene del Rodano. Venne definitivamente abbandonato nel XVII secolo, quando altri ponti avevano preso il suo posto. Oggi ne ammiriamo più della metà, con la torre di guarda ed il camminamento di ronda sull'unica estremità sopravvissuta, e la caratteristica cappella medievale, dedicata a San Nicola (foto 4), protettore dei marinai, al centro della campata. Come il Palazzo dei Papi, anche il Ponte di Avignone è stato dichiarato patrimonio mondiale dell'uamnità dall'UNESCO. I Francesi ne tramandano con orgoglio la canzone per bambini che lo ha reso celebre in tutto il mondo, "Sur le Pont d'Avignon", cui è dedicata un'esposizione multimediale all'ingresso, dove il visitatore può ascoltarne la versione originale e quelle tradotte in varie lingue del mondo, e può addirittura incidere un proprio videoclip da portare a casa in DVD…

 


Note:

 

[1] Il complotto, a ben vedere, poteva essere cominciato già quindici anni prima, durante il pontificato di Celestino V. Questo papa, che con i Cavalieri Templari aveva un rapporto, più che buono (tanto è vero che, si dice, furono i loro ingenti mezzo economici e di manodopera che permisero l'innalzamento della Basilica di Collemaggio, a L'Aquila, in un tempo da considerarsi record per l'epoca), si fece portavoce di idee troppo riformatrici e progressiste per la mentalità dell'epoca, da risultare un personaggio troppo scomodo. La sua celebre rinuncia alla carica papale potrebbe, in realtà, essere stata forzata e persino le circostanze della sua morte, avvenuta nel castello di Fumone nel 1296, presentano dei lati oscuri mai del tutto chiariti.

[2] Ean Begg, "Il misterioso culto delle Madonne Nere", Ed. L'Età dell'Acquario, Torino, 2006.

 


 

Maria Maddalena e l'eredità catara