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La Via Francigena


Submansio V: Furcari


(5) Forcassi (Vetralla)





Centro storico di Vetralla

Un suggestivo scorcio del centro storico di Vetralla



Lasciato l'abitato di Sutri, la Via Francigena, che in questo tratto segue fedelmente l'antico tracciato della romana Via Cassia, prosegue verso nord attraversando la città di Capranica, proseguendo per il lago di Vico, dove incontriamo l'antica commenda templare di Marta. Infine, poco prima di giungere nei pressi di Vetralla, incontriamo la chiesetta medievale di Santa Maria di Forcassi, così chiamata per la vicina presenza di alcuni ruderi dell'antico Forum Cassii, un mercato romano a ridosso della Cassia. L'intera frazione prende oggi il nome di Forcassi, contrazione di quell'antico Forum Cassii che Sigerico annota nel suo diario come Furcari, ossia la quinta tappa del suo viaggio di ritorno verso la Cattedrale di Canterbury.



Capranica



La Chiesa di San Francesco

Capranica: la Chiesa di San Francesco



L'amena cittadina di Capranica, che si trova arroccata sui rilievi collinari che costituiscono il complesso vulcanico del Cimino, è la tappa successiva sul percorso della Francigena dopo aver lasciato l'abitato di Sutri. Di indubbie origini etrusche, sembra debba il suo nome ad una comunità di caprari che, allontanatisi dal vicino villaggio di Vico Matrino, trovarono questo sito e ne rimasero colpiti per la sua bellezza e floridezza; ad esso diedero il nome di Capralica, da Caprae Ilex (Elce delle Capre), poi trasformatosi in Capranica. Nel Medioevo il comune divenne sede della potente famiglia degli Anguillara, ed acquistò grazie ad essa notevole prestigio. Tra i monumenti d'interesse storico e quindi turistico si ricorda la Chiesa romanica, e poi gotica, di San Francesco, all'interno della quale si trovano alcune tombe di illustri esponenti della famiglia degli Anguillara. Il Duomo della città, dedicato a San Giovanni Evangelista, venne inizialmente costruito in stile romanico ma venne abbattuto nel 1786 e completamente ricostruito all'inizio dell'800 su progetto dell'architetto Pallucchi. Dell'antica struttura rimase solo il campanile e il portale duecentesco che è stato ricollocato presso l'Ospedale Civile di San Sebastiano.



Marta e Castell'Araldo



Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa templare di Santa Maria delle Grazie



A cavallo tra la via Aurelia e la Cassia, due delle più importanti strade consolari romane, la località di Castell'Araldo, frazione del Comune di Marta (VT), ha sin dal Medioevo costituito un sito d'importanza strategica fondamentale. Vi si trovava una rocca fortificata, della quale oggi sono visibili alcuni ruderi, e la piccola chiesa medioevale di Santa Maria delle Grazie. È noto che nella seconda metà del XIII sec. essa fu precettoria dei Cavalieri Templari, avendosi testimonianza che nel 1255 il suo precettore, fra' Bencivenni d'Assisi, fu chiamato a partecipare alla riunione generale delle più importanti precettorie italiane che si svolse a Firenze, nella chiesa di San Jacopo inter Vineas. Lo scompiglio creato dalla soppressione dell'Ordine nel 1307 non risparmiò la Commenda di Castell'Araldo, i cui membri vennero arrestati ed inquisiti. La proprietà passò, come tante altre, all'Ordine degli Ospitalieri che la mantennero, tra alterne vicissitudini, fino al 1889 quando, ormai decaduto ogni interesse economico da parte dell'Ordine, essa passò ufficialmente tra i beni del Comune di Marta. La chiesa venne officiata fino alla metà del XX secolo, poi finì abbandonata a sé stessa fino a che un recente progetto di restauro ha restituito una nuova immagine ed una nuova identità alla costruzione. La chiesa è talvolta utilizzata per le cerimonie di investitura dei nuovi cavalieri dell'ordine neo-templare dell'O.S.M.T.H..


Approfondimento: La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Castell'Araldo, Marta (VT)



Chiesa di Santa Maria di Forcassi



Chiesa di Santa Maria di Forcassi

Ciò che resta oggi della Chiesa di Santa Maria di Forcassi



Poco prima di raggiungere l'abitato di Vetralla, una piccola strada sterrata conduce alla piccola chiesa di Santa Maria di Forcassi, che fu un tempo importante stazione di sosta lungo il percorso della Via Francigena. Il sito corrisponde all'ubicazione dell'antico Forum Cassii, mercato e stazione di posta sull'antica Via Cassia, il cui tracciato è stato modificato nel corso dei secoli spostandosi più ad Ovest dell'attuale. L'antica Forcassi è divenuta dunque Furcari nelle note di Sigerico, che evidentemente fece sosta in questo luogo. L'abitato di Forcassi è stato presto abbandonato dai suoi occupanti, che preferirono trasferirsi più in alto, sul Monte Fogliano, dove venne fondato il Comune di Vetralla. Rimase soltanto un piccolo insediamento, facente capo alla piccola chiesa, per il ricovero e l'assistenza ai pellegrini. Secondo alcune ipotesi, la chiesa appartenne all'Ordine dei Cavalieri del Tempio; è noto, comunque, che tra il 1130 ed il 1145 Santa Maria di Forcassi venne affidata ai Cavalieri Ospitalieri con il compito di istituirvi un ospedale per pellegrini. La chiesa conserva ancora oggi alcune tracce delle ricca decorazione pittorica che si poteva ammirare a suo tempo: si riconoscono, tra i temi raffigurati, alcune immagini di Santi, una Crocifissione ed una Madonna in Trono con Bambino, datati tra XIV e XV secolo. Nell'abside centrale si notano ancora tracce degli gli affreschi più antichi (XII sec.), in cui sono rappresentati San Pietro e San Paolo che affiancano il Cristo nella volta e alcuni Apostoli nella parete sottostante. Notevole, dal punto di vista simbolico, il piccolo rosone a forma di Nodo di Salomone che si nota al culmine della facciata principale.


Approfondimento: La Chiesa di Santa Maria di Forcassi, Vetralla (VT)



Vetralla



Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco



Il Comune di Vetralla, come si è detto, si sviluppò in seguito all'arroccamento degli abitanti della frazione di Forcassi sul territorio del Monte Fogliano. L'etimologia del suo nome sembra derivare dall'espressione latina Vetus aula, ossia "Antico luogo", oppure Vetus alia, da intendersi come "l'altra (città) vecchia", in riferimento a Viterbo che era chiamata Vetus Urbs, la "Città vecchia". Nel centro storico medievale spicca la chiesa romanica di San Francesco, di cui si hanno notizia fin dal 1255. Inizialmente dedicata a San Lorenzo Martire, venne ridedicata al Poverello di Assisi dopo che vi furono insediati i Frati Minori Conventuali Francescani. Sconsacrata al culto, viene oggi utilizzata come sede per eventi culturali ed è ancora visitabile. Al suo interno, si trova un affresco raffigurante Sant'Antonio da Padova tra i santi Sebastiano e Rocco, che è stato recentemente attribuito al giovane Michelangelo.


Approfondimento: La Chiesa di San Francesco, Vetralla (VT)





L'itinerario di Sigerico



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