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St. Swithun Church



St. John the Baptist Church



Questo articolo è una rielaborazione di due articoli già pubblicati dall'autore in riviste specializzate: "I segreti della chiesa di San Swithun", su Fenix n° 56, giugno 2013, e "The secrets of St. Swithun's Church in Leadenham", su Sauniére Society Journal, Vol. II, No. 3, 17 Gen. 2014.



Il piccolo paese di Leadenham, situato nel distretto di North Kesteven in Lincolnshire, Inghilterra, presenta tracce di insediamenti umani fin dall'Età del Bronzo, e gli scavi archeologici hanno mostrato la presenza di installazioni romano-britanniche e alto-medievali.


Il toponimo deriva probabilmente dall'antico sassone, ed è formato dal nome proprio 'Leodan' e dal suffisso 'ham' che indica un villaggio o un assembramento di case: indica quindi un nucleo abitato sorto intorno alla famiglia di questo Leodan, che doveva essere un personaggio importante nella primitiva comunità che abitò questi luoghi.


La locale chiesa parrocchiale è dedicata a San Swithun (talvolta scritto anche come ‘Swithin'), vescovo di Winchester (838-862). La storia tramanda che questo Swithun lasciò scritto che alla sua morte voleva essere seppellito all'esterno della sua cattedrale, piuttosto che all'interno, in modo che le persone potessero camminare sulla sua tomba. In seguito alla sua canonizzazione, nell'anno 912, i monaci decisero di rimuovere i suoi resti e di dargli una più consona sepoltura all'interno della cattedrale, in un santuario appositamente costruito.


Narra la leggenda che il santo mostrò il suo disappunto per l'arrecato disturbo ai suoi resti scatenando una pioggia che durò per 40 giorni ed impedì il proseguimento dei lavori. Per questo motivo ancora oggi, in Inghilterra, è credenza comune che se piove il giorno di St. Swithun (27 luglio), allora il maltempo durerà per 40 giorni!



La chiesa



St. John the Baptist Church

La navata centrale della chiesa di St. Swithun



Di una chiesa a Leadenham vi è menzione nel Domesday Book [1] a partire dal 1086, al tempo della conquista normanna. Si trattava, probabilmente, di una tipica costruzione in stile sassone, con basamento in pietra e struttura in legno, che durò fino al 1320 circa, quando essa venne demolita per far posto alla nuova costruzione tutta in pietra. La costruzione avvenne sotto il vescovo Henry Burghersh, che rimase in carica dal 1320 al 1340. Si tramanda che egli non fosse propriamente un sant'uomo, e che aveva in odio l'allora re Edoardo II; per questo motivo quando il re venne deposto dal trono, egli fece raffigurare la sua effigie nella navata nord, e pose su di una mensola al di sopra di essa una maschera dalle sembianze demoniache. Quando però il re venne assassinato nel 1327, il furore del popolo fu tale che il vescovo cadde in disgrazia; la maschera demoniaca venne rimossa dalla mensola e venne posizionata dove si trova tuttora, sul capo di Edoardo III, suo figlio e successore.



John Dee



St. John the Baptist Church

John Dee (1527 - 1608)



La chiesa ha un'altra particolarità: di essa fu Rettore il celebre dottor John Dee (1527-1608), negli anni dal 1566 fino al 1584, come si legge nel registro parrocchiale affisso al muro.



La lista dei rettori di St. Swithun e particolare del nome di John Dee



John Dee era scienziato, filosofo e astronomo di corte presso la regina Elisabetta I, e si era ampiamente occupato di tematiche esoteriche, come Alchimia, Cabala e Magia. Forse è soltanto un caso, ma le pareti del piccolo portico d'ingresso sul lato posteriore della chiesa sono fittamente ricoperte di simboli graffiti con una notevole perizia, da far ipotizzare uno scopo preciso e non il passaggio frettoloso di un pellegrino.



Misteriosi graffiti simbolici



L'ingresso laterale

I tre graffiti principali

L'ingresso laterale con i graffiti

La sequenza dei tre simboli principali



La presenza più vistosa è una fila di tre simboli affiancati che salta immediatamente all'occhio non appena si mette piede nel portico d'ingresso: essa si trova sulla parete dal lato destro.


Il primo simbolo a sinistra rappresenta due triangoli rovesciati, affiancati e parzialmente sovrapposti; dalla loro intersezione si genera un terzo triangolo rovesciato, più piccolo, sul lato superiore. Troviamo lo stresso simbolo anche sulla arete opposta, miscelato ad altri graffiti.



Triplice Delta (parete destra)

Triplice Delta (parete sinistra)

Triplice Delta (parete destra)

Triplice Delta (parete sinistra)



Questo simbolo può rappresentare diversi concetti, ma nel caso particolare di questo edificio, possiamo provare a fare un'ipotesi molto suggestiva. Il triangolo equilatero, nella sua versione con la punta rivolta verso l'alto, rappresenta la lettera greca delta maiuscola, che nell'alfabeto latino corrisponde alla lettera "D". D'altra parte, il termine "Dee" viene utilizzato nella lingua inglese per designare la stessa lettera. Sappiamo che John Dee attribuiva a questa lettera uno speciale significato mistico, riferendosi spesso ad essa e chiamando sé stesso 'Triplicis Alphabeti litera Quarta', intendendo il triplice aspetto della quarta lettera dell'alfabeto” [2]. Può essere, dunque, che il triplice delta rovesciato fosse in realtà la firma segreta e occulta del celebre filosofo inglese che, in veste di rettore della chiesa, non poteva esporsi più di tanto?



Oswaldkirk: St. Oswald Church

Il Triplice Delta di Oswaldkirk

Oswaldkirk: St. Oswald Church

Il Triplice Delta di Oswaldkirk



L'ipotesi potrebbe sembrare arbitraria e peregrina, ma c'è da aggiungere che lo scrivente ha riscontrato un simbolo abbastanza simile, anche se non proprio identico, graffito sulle pietre esterne di un'altra chiesetta inglese, la St. Oswald Church di Oswaldkirk, nel North Yorkshire. Può essere solo una coincidenza, ma lo stesso Dee fu rettore della chiesa di Oswaldkirk dal 1568 al 1574, ossia più o meno negli stessi anni in cui resse anche la chiesa di Leadenham.



Lo strano monogramma (parete destra)

Lo strano monogramma (parete sinistra)

Lo strano monogramma (parete destra)

Lo strano monogramma (parete sinistra)



Il simbolo centrale della tripletta è di più ardua interpretazione. Risulta formato dalla sovrapposizione di due linee flessuose, una a forma di "S" rovesciata e l'altra a forma di "M". Le appendici delle due linee terminano con ampie code di rondine, simili a quelle che formano la Croce delle Beatitudini. Un secondo esemplare posto in un altro punto della stessa parete, presenta la stessa "S" rovesciata a sinistra, ma l'altro glifo presenta le code orientate verso l'alto (cioè come se si trattasse di una "W" anziché di una "M"). Si tratta forse di un monogramma? I due glifi sembrano avere lo stesso stile e si può presumere siano stati tracciati insieme, nello stesso contesto.



Nodo di San Giovanni (#1)

Nodo di San Giovanni (#2)

Nodo di San Giovanni (#1)

Nodo di San Giovanni (#2)



Nodo di San Giovanni (#3)

Nodo di San Giovanni (#4)

Nodo di San Giovanni (#1)

Nodo di San Giovanni (#4)



Nodo di San Giovanni (#5)

Nodo di San Giovanni (#6)

Nodo di San Giovanni (#5)

Nodo di San Giovanni (#6)



Il simbolo sulla destra, che è quello che appare più numeroso (nella nostra ricognizione abbiamo fotografato circa una decina di esemplari), è un Nodo di San Giovanni (o Nodo di Bowen se lo vogliamo vedere come un emblema araldico). Il tratto è marcato e il simbolo appare sempre tracciato in triplice tratto, ad eccezione di un esemplare che ha solo due tratti, ma è anche l'unico in forma quadrata (il cosiddetto "Nodo di Bowen angolare": è il n. 5 nelle foto di questa pagina). Come simbolo è molto antico, ed ha avuto origine nel Nord Europa, principalmente nei paesi scandinavi, dove veniva usato a scopo apotropaico ed era legato ai culti della fertilità e della terra. Nel periodo medievale la figura è stata associata a San Giovanni Battista, santo frequentemente associato ai culti di cui sopra, se non altro perché la sua festa (24 giugno) segnava il solstizio d'estate, quando da sempre si festeggiava l'abbondanza del raccolto e i rituali pagani erano incentrati sulla propiziazione della fertilità.



Una Ruota a 15 Raggi

Un'altra Ruota raggiata

Una Ruota a 15 Raggi

Un'altra Ruota raggiata



Questo richiamo alla fertilità ed ai solstizi potrebbe non essere casuale. Abbiamo un altro simbolo che compare più d'una volta su entrambe le pareti: si tratta di una ruota con doppio bordo ed un certo numero di raggi al suo interno. La ruota posta sulla parete di destra è quella più nitida: in essa si contano almeno 15 raggi mentre nelle altre due ruote individuabili nella parete sinistra se ne vedono di meno, ma c'è da aggiungere che questi esemplari sono anche molto più consumati. Tutte le ruote presentano un foro centrale, che suggerisce l'ipotesi che al suo interno poteva essere inserita un'asticella. Per le loro particolari posizioni, le ruote potrebbero aver rappresentato degli orologi solari e potrebbero aver indicato alcuni particolari periodi dell'anno.



La Stella a 5 Punte

Serie di simboli vari (#1)

La Stella a 5 Punte (Pentagramma)

Serie di simboli vari (#1)



Serie di simboli vari (#2)

Serie di simboli vari (#3)

Serie di simboli vari (#2)

Serie di simboli vari (#3)



Oltre a quelli citati, le due pareti sono interessate da numerosi altri segni, come stelle a cinque punte circondate da un cerchio, una croce marcata con otto fori radiali (due per braccio) più un nono centrale, alcune "W" marcate da fori in ciascun vertice. Può essere interessante rimarcare che la croce a nove fori così come la vediamo tracciata sulla parete di questa chiesa costituisce la base di partenza per tracciare un altro ben noto simbolo legato alle energie della terra ed alla fertilità: il Fylfot.



La Croce a 9 Punti

La genesi del Fylfot

La Croce a 9 Punti

La genesi del Fylfot a partire dalla Croce a 9 punti



La differenza nei tratti e nello stile di tutti questi altri simboli fa pensare ad una sovrapposizione di graffiti nel tempo; un folto gruppo di segni, ad esempio, comprendente alcune stelle a cinque punte e le iniziali P.D., compare in alto sulla parete a sinistra, insieme alla data del 1703 (serie n. 2).



Lo strano sarcofago abbandonato: una "Molly Grime"?


Qualsiasi cosa rappresentino o abbiano rappresentato quei simboli, è presumibile che essi debbano essere percepiti come una presenza "scomoda". Il portico sud della chiesa, infatti, lungo il quale sono tracciati, giace in uno stato di incuria ed abbandono. È l'unico lato della chiesa chiuso da entrambi i lati per mezzo di un recinto e di una palizzata. Per accedervi abbiamo dovuto varcare un cancelletto chiuso da un chiavistello e camminare nell'erba alta. È un fatto abbastanza inusuale per una chiesa parrocchiale della campagna inglese: di solito tutto il territorio attorno ad una chiesa è adibito a cimitero ed è accessibile da ogni lato.



La "Molly Grime" di St. Swithun

La "Molly Grime" di St. Swithun



Sul pavimento dell'androne giace appoggiato un antico sarcofago in bassorilievo, molto consumato in verità, ma non si comprende il perché debba essere stato abbandonato all'esterno della chiesa e non esposto all'interno. Ci stupisce perché generalmente anche un semplice frammento di pietra con tracce di bassorilievo che venga trovato all'interno o nei dintorni della chiesa viene accuratamente esposto come parte della storia della chiesa. Perché questa effigie consunta è stata abbandonata al suo destino? A ben guardarla, l'effigie di Leadenham presenta caratteristiche molto simili alla "Molly Grime" di Glentham. Si tratta della stessa figura, utilizzata per scopi similari?



La St. Peter & St. Paul Church di Glentham

La "Molly Grime" di Glentham

St. Peter & St. Paul Church a Glentham

La "Molly Grime" di Glentham



La chiesa dei santi Pietro e Paolo di Glentham (St. Peter and St. Paul's Church) presenta una caratteristica insolita: custodita al di sotto dell'altare nella zona occidentale della chiesa vi è l'effigie mutilata di una donna, in notevole stato di consunzione, che risale al XIV secolo. L'immagine era nota come "Molly Grime", ed era tradizione, fino al 1832, che ogni Venerdì Santo sette vergini anziane del paese si recassero presso l'immagine di pietra e la lavassero accuratamente.


L'acqua per l'operazione veniva attinta appositamente da una sorgente non troppo distante, chiamata Newell (o Neu-Well, con il suffisso -well ad indicare una sorgente dalle acque ritenute salutari o propiziatrici della fertilità), e portata in processione solennemente fino alla chiesa dalle sette vergini. Vi era un certo terreno nei dintorni di Glentham, il cui affitto costava la somma di sette scellini l'anno, e questa somma veniva devoluta dal suo proprietario alle sette donne per ricompensarle del loro atto devoto.


I resoconti più antichi attestano che ad essere lavata secondo questo strano rituale era, in origine, un'immagine del Cristo morto. I resoconti che risalgono al periodo post-Riforma raccontano invece del lavaggio dell'immagine della donna, che molti studiosi identificano con Lady Anne Tourney, proprietaria delle terre attorno a Glentham nel XIV secolo e benefattrice della chiesa. È possibile che nel periodo intercorso tra la morte della donna e l'epoca della Riforma la tradizione si mantenne con entrambe le immagini sottoposte al lavaggio rituale, e che solo dopo la Riforma venne mantenuto soltanto il lavaggio della Molly Grime.


L'usanza cessò comunque nell'anno 1832, quando il terreno che forniva la rendita per il finanziamento della cerimonia venne definitivamente venduto, e nessuno provvide più a pagare le sette donne per il loro atto. Ma essa rimase sempre nell'immaginario collettivo del folklore, tutto tipico di questa zona del Lincolnshire. Il termine "Molly Grime" per molto tempo è stato ritenuto essere un nominativo di persona; oggi è generalmente accettato che si tratti di una contrazione della locuzione dialettale "Malgraen", che indicava, appunto, il lavaggio rituale di immagini sacre.


Tornando all'immagine consunta che si trova nel portico sud della chiesa di Leadenham, si potrebbe trattare della testimonianza di una tradizione simile, che getta le sue radici negli antichi culti pagani della fertilità, che aveva attecchito anche in questa parte del Lincolnshire? Se così fosse, la chiesa di St. Swithun avrebbe già collezionato una discreta abbondanza di simboli legati ai culti della fertilità, e comincerebbe ad apparire come ben più di una semplice chiesetta parrocchiale di campagna.



John Dee e i Cavalieri del Tempio


D'altra parte, ci si potrebbe chiedere come mai l'insigne astrologo e scienziato reale John Dee, che negli anni della sua carica a Leadenham lavorava a corte e godeva del favore della regina Elisabetta, fosse stato nominato rettore di una piccola chiesa del Lincolnshire. Da una parte si potrebbe pensare che la carica fosse soltanto nominale, e che in realtà Dee non mise mai piede nella chiesa se non nel giorno della sua nomina, come attesta una lapide commemorativa “per prima menzionata dal cosiddetto 'Arci-Druido' Dr. William Stukeley nel 1735, sulla quale si legge 'Misericordiam Domini In Aeternum Cantabo Johannes Dee 1565' (Canterò la misericordia di Dio in eterno).


Secondo il resoconto di Stukeley, al di sopra di questa iscrizione vi sarebbe stato il Tetragrammaton, ossia le quattro lettere ebraiche IHWH che indicano il sacro nome di Dio, la cui esatta pronuncia non è nota a nessun uomo. Tra le cifre della data, invece, vi comparirebbe la lettera greca delta, della cui importanza per Dee abbiamo già parlato. Di questa lapide oggi non si conserva traccia.


Forse Dee aveva qualche idea sul ruolo speciale di quella chiesa nel territorio in cui si trovava, e forse non era neanche l'unico. Secoli prima, è probabile che anche i Cavalieri Templari avessero un interesse particolare per la zona. Alla periferia della città si trova una piccola collina artificiale, il cui scopo non è stato mai chiarito. Tumuli di questo tipo, che nella terminologia anglosassone vengono indicati con il termine 'mound ', sono frequenti nella campagna inglesi e molte ipotesi sono state fatte circa il loro scopo: antichi siti per i culti della fertilità, basi per templi preistorici ormai scomparsi, luoghi di sepoltura primitivi per uomini di una certa importanza, marcatori sul territorio di particolari "ley lines", o linee di energia tellurica particolarmente potenti. La più nota (ed anche più vistosa) collina di questo tipo nel sud dell'Inghilterra è Silbury Hill, vicino Avebury, nel Wiltshire.



La precettoria templare di Temple Bruer

La precettoria templare di Temple Bruer



Per il colle di Leadenham, è stato ipotizzato che i Templari lo avessero utilizzato come base per la costruzione di un mulino, di cui la collina doveva essere la base, appartenente alla non lontana precettoria templare di Temple Bruer (8 km da Leadenham).


Nel suo rapporto del 1912, W.H. St. John Hope Esq., M.A. visitò il tumulo di Leadenham Park come ospite del Capitano Reeve durante la campagna di scavo presso Temple Bruer. L'archeologo escluse questa ipotesi ritenendo la posizione del tumulo inappropriata per la costruzione di un mulino. Se la sua ipotesi fosse vera, sarebbe chiaro che il vero scopo di questo tumulo rimarrebbe un mistero.


I Cavalieri Templari avevano vasti possedimenti nel Lincolnshire, specialmente nella zona intorno a Lincoln, capoluogo di contea. Le precettorie di Eagle, Gainsborough, Temple Hirst, Willoughton, Aslackby e tante altre si trovavano tutte concentrate in questa zona. Non è un caso che, ai tempi del processo che vide l'Ordine dei Cavalieri del Tempio imputati di tante accuse, il castello di Lincoln sia stato usato per detenere alcuni Cavalieri in attesa dell'interrogatorio e del processo. Oggi, visitando le antiche celle di prigionia, si notano inscritti nella parete alcuni graffiti e bassorilievi che ricordano per molti versi quelli presenti all'interno del torrione del Coudray nel castello di Chinon, in Francia.



Note:


[1] Il Domesday Book è un manoscritto redatto su ordine di Guglielmo il Conquistatore che nel 1086 richiese un censimento sulla maggior parte del territorio d'Inghilterra e una parte del Galles. Lo scopo del censimento era quello di stabilire quanto e che cosa possedesse ciascun proprietario terreno per una corretta valutazione delle tasse da versare al regno. Il risultato dell'indagine avrebbe avuto valore di inoppugnabilità e per questo motive venne chiamato "Il libro del Giorno del Giudizio" (Domesday ovvero Doom's Day, nell'antica grafia anglosassone).

[2] Mike O'Toole, “ A Partial, Potted & Predjudiced History of the Rectors of St. Swithun's Church Leadenham”, (1985).






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