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Abbazia di Morimondo (XII sec.)


Morimondo (MI)



Abbazia di Morimondo


L'abbazia cistercense di Santa Maria di Morimondo, situata nella località omonima a pochi chilometri da Milano, venne fondata nel 1134, come filiazione dell'abbazia di Morimond, a Langres, nella Francia settentrionale. La prima comunità di monaci Cistercensi, giunti qui dalla Francia, scelse con cura il luogo dell'edificazione della nuova abbazia, e già due anni dopo, nel 1136, si trasferì nel primo nucleo dell'edificio, il monastero. Da questo momento in poi la comunità prese ad evolversi, raccogliendo nuove vocazioni e donazioni. In breve tempo vennero fondate due abbazie figlie: quella di Acquafredda, presso Como, nel 1153, e quella di Casalvolone, presso Novara, nel 1169. L'abbazia si distinse per due attività fondamentali: quella agraria, con un gran numero di grange sparse su un vasto territorio di circa 3200 ettari (XIII sec.), e quella amanuense, sviluppata nel fiorente Scriptorium. La costruzione della chiesa abbaziale vera e propria ebbe inizio nel 1182, e terminò nel 1296. All'inizio del XIV sec. l'abbazia cominciò la sua fase di declino, cominciato con il saccheggio del 1314, che si tradusse nella trasformazione in commenda, a partire dal 1450, sotto il cardinale Giovanni Visconti. Nel 1564 l'abbazia ottenne nuova vitalità grazie all'elezione a parrocchia da parte di San Carlo Borromeo, vescovo di Milano. Nel '600, grazie all'impegno dell'abate Libanorio, si assistette alla rinascita culturale e spirituale del complesso, che purtroppo non durò più di tanto. Nel XVIII sec., infatti, sulla scia dei fatti accaduti nel corso della Rivoluzione Francese, l'abbazia venne soppressa (1798): la comunità dei monaci venne dispersa e di tutto il patrimonio librario dell'abbazia si presero le tracce. Oggi la chiesa si presenta notevole nel suo splendore recuperato, grazie all'opera ed all'impegno della fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo. I monaci Cistercensi non ci sono più, ma l'edificio è retto dall'Ordine dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, fondato nel 1991 con l'approvazione di papa Giovanni Paolo II.



La ghiacciaia circolare

La curiosa ghiacciaia circolare

all'esterno del complesso



Percorso di visita


L'abbazia di Morimondo offre al visitatore un'incantevole visita che non mancherà certamente di affascinarlo. Senza tuttavia voler disdegnare le bellezze architettoniche e artistiche di cui la chiesa è ricca, e per le quali si rimanda il lettore alle tante pagine Internet sull'argomento, vogliamo qui suggerire un percorso di visita alternativo, più incentrato su quei dettagli simbolici che più da vicino rispecchiano gli intenti del sito.


Simbolo di Morimondo

Al di là della sua valenza come monumento, infatti, l'abbazia si presenta come un percorso spirituale e meditativo, nel quale il visitatore viene immerso gradualmente sin dall'ingresso al sito religioso, attraverso il maestoso arco che immette nel terreno che circonda la chiesa. Qui, infatti, sulla fiancata sinistra troviamo inciso nella pietra uno strano simbolo unico nel suo genere, che sembra racchiudere una sapienza tutta sua, legata all'edificio. Lo incontreremo ancora, all'esterno come all'interno della chiesa, originario o tracciato in tempi più recenti.


L'elemento chiave di questo simbolo, che oggi è stato assunto come logo della fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo, è una grande "T" o, meglio, una Tau, che poggia su una base di eleganti "svolazzi". A circa metà altezza s'innesta, sul gambo, a sinistra una croce greca circondata da un circolo, simile alla figura della Ruota a 4 Raggi. Sulla destra, invece, si diparte una seconda Tau più piccola, messa di traverso. Un altro di questi simboli è tracciato sullo stipite di una porta di un locale secondario della chiesa, sulla fiancata.



Simbolo di Morimondo (esterno)

 

Simbolo di Morimondo (esterno)

Due esemplari del simbolo di Morimondo situati all'esterno dell'abbazia



Qualcuno ha collegato questo simbolo ai Cavalieri Templari (probabilmente per via della somiglianza con la Tau), anche se l'accostamento può sembrare arbitrario. C'è da notare, tuttavia, che probabilmente l'Ordine del Tempio non fu del tutto estraneo alle vicende dell'abbazia, a cominciare dal fatto che essa, al pari di tante altre abbazie cistercensi, risentì almeno in maniera indiretta dell'influenza delle alterne vicende che colpirono l'Ordine. Essa prosperò e crebbe durante il periodo di massima potenza e ricchezza dei Templari, e l'inizio del suo declino avvenne in concomitanza della disfatta dell'Ordine, a seguito della sua condanna. Non è troppo arduo ed inverosimile ipotizzare che, data la stretta relazione tra i due ordini (quello Cistercense e quello Templare, entrambi accomunati dall'imponente ed influente figura di San Bernardo di Chiaravalle, che fu padrino per entrambi), le abbazie cistercensi ricevevano donazioni e prosperavano grazie anche all'appoggio, diretto o indiretto, dell'Ordine Templare il quale, lo ricordiamo, durante il XII e XIII sec. aveva raggiunto una ricchezza ed una potenza senza pari, da poter competere con re ed imperatori.



Il simbolismo interno


Entriamo finalmente nella chiesa, ed ammiriamone lo stile sobrio ed essenziale, tipico dell'architettura cistercense, anche se qui, in virtù del fatto che l'inizio dei lavori si protrasse molto più a lungo di altre abbazie simili sorte nel XII sec., lo stile è stato influenzato dalla nascente architettura gotica che caratterizzò le successive costruzioni cistercensi specialmente in terra di Francia, con le grandi Cattedrali di Nôtre-Dame.



Fiori della Vita su una colonna

 

Croce patente su una colonna

Fiori della Vita (a sinistra) e croci patenti (a destra) incisi sui mattoni delle colonne



Lo stile che contraddistingue questa abbazia è l'architettura interna in mattoni rossi. Sopra le colonne, ed in più punti della chiesa, si nota la presenza di numerosi Fiori della Vita, più o meno marcati. Altrove, troviamo anche croci patenti e schemi del "Centro Sacro", come nella foto sottostante:



Centri Sacri  in fila su una colonna

Centri Sacri in fila su una colonna



Inutile ribadire l'inutilità di questi piccoli schemi, disposti in fila in verticale su una colonna, come schemi di gioco; è certamente l'indicazione simbolica di ciò che la chiesa rappresenta dal punto di vista simbolico: un centro sacro di energie di cui le maestranze cistercensi, probabilmente ispirate dalla sapienza e dalle conoscenze dei Cavalieri Templari, erano perfezionate.



Simbolo di Morimondo sul portale d'accesso

 

Simbolo di Morimondo su un confessionale

Simboli di Morimondo sul portale d'ingresso (1) e su un confessionale (2)



Il simbolo di Morimondo, che abbiamo già incontrato all'esterno, ricompare all'interno della chiesa in tutte le forme: inciso all'interno di un ottagono sul portone ligneo d'ingresso (n. 1), oppure, in maniera similare, sui pannelli in legno di un confessionale (n. 2), o ancora al di sotto di un capitello (n. 3), oppure sullo stipite della porta che conduce al chiostro (n. 4).



Simbolo di  Morimondo al di sotto di un capitello

 

Simbolo di Morimondo sullo stipite della porta del chiostro

Simbolo di Morimondo sotto un capitello (3) e sullo stipite della porta del chiostro (4)



Sull'architrave di questa stessa porta troviamo ancora tre splendidi esemplari di Fiori della Vita che si alternano a figure intrecciate di nodi celtici, che ricordano la forma generale del Nodo di Salomone, ma che hanno rispetto ad esso una complessità molto maggiore.



L'architrave della porta del chiostro

Particolare dell'architrave della porta di ingresso al chiostro





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