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Il simbolismo della chiesa di S. Maria del Priorato



ROMA



Senza pretendere di sviscerare tutti i livelli di lettura dell'affascinante simbolismo posto sulla facciata della Chiesa di Santa Maria del Priorato, a Roma, (della quale abbiamo parlato in un articolo a parte) accenniamo di seguito, e brevemente, ad alcuni significati esoterici e simbolici degli elementi ivi presenti, come spunto di approfondimento per il lettore intenzionato a proseguire le sue ricerche.



Lo strigile


Lo strigile

Questo strumento ricurvo veniva utilizzato dagli antichi Romani per raschiare via il grasso e lo sporco durante i bagni termali. È dunque uno strumento di igiene e di pulizia esteriore, ma, allo stesso tempo, un simbolo di "pulizia interiore", di purificazione, che colui che aspira alla sapienza iniziatica deve intraprendere al principio della sua opera. Non a caso è posto alla base di tutta la catena di simboli che lo sovrastano, e che s'innalza verso l'alto, quindi principio di elevazione.



Il Disco Solare


Il Disco Solare

È certamente superfluo ricordare quanto il Sole, con tutte le immagini ed i simboli ad esso associati, abbia da sempre avuto un ruolo predominante in tutte le culture. Il Sole (ed il metallo ad esso associato, l'oro) è simbolo di luce, potenza, calore, principio fecondatore maschile, illuminazione spirituale, vittoria sulle tenebre e quindi sul Male. In questo contesto ci preme soprattutto ricordare il ruolo predominante avuto da quest'astro nel culto mitraico, che ebbe larga diffusione in Roma ed in particolare sull'Aventino. I suo adepti celebravano il dio Mitra come "Sol Invictus", ed il Cristianesimo, celebrando simbolicamente la nascita di Cristo al 25 Dicembre, in corrispondenza del Solstizio d'Inverno, non ha fatto altro che perpetuare questo mito sotto forma diversa.



La sigla F.E.R.T.


La sigla F.E.R.T.

La sigla che qui compare inscritta in un cartiglio è stata adottata dai Savoia come motto di famiglia. Molte sono le spiegazioni che sono state date, alcune valide, altre più decisamente fantasiose. Per cominciare, la parola latina "fert" è una forma verbale, la terza persona singolare del presente indicativo del verbo irregolare ferre. Il verbo significa 'portare' ma può essere anche inteso come 'sopportare': il motto sarebbe così un'esortazione ad andare avanti ed a tenere duro. Per altri, invece, è un acronimo, e l'ipotesi più avvalorata è quella secondo cui le iniziali stanno per "Fortitudo Eius Rhodum Tenuit" (La sua forza preservò Rodi). La frase sarebbe riferita ad un episodio storico, nel quale Amedeo III di Savoia (1087 – 1148) avrebbe eroicamente resistito all'attacco dei Saraceni contro l'isola di Rodi. Questo spiegherebbe la presenza di tale motto sulla facciata della Chiesa del Priorato: i Savoia furono sempre in buoni rapporti con l'Ordine degli Ospitalieri, che nel 1309 stabilì la sua sede nell'isola greca e da allora prese il nome di Cavalieri di Rodi. Sappiamo poi che i Cavalieri di Rodi dovettero più volte trovarsi una nuova patria, e nel 1530 approdarono nell'isola di Malta dalla quale presero la nuova denominazione di Cavalieri di Malta. L'acronimo, ad ogni modo, fece la sua prima comparsa durante l'atto istitutivo dell'Ordine cavalleresco del Collare, fondato nel 1364 da Amedeo VI di Savoia, di cui FERT costituiva il motto. L'Ordine divenne successivamente Ordine della SS. Annunziata sotto Carlo il "Buono" (1486 – 1553), mantenendo il motto. Nessun documento ufficiale attesta con chiarezza cosa voglia veramente dire l'acronimo, cosa che a molti ha fatto pensare ad una duplice valenza, una profana ed un'altra più nascosta, di carattere esoterico. La questione rimane tutt'oggi un mistero.



Il Labaro di Costantino


Il Labaro di Costantino

Noto anche come Chrismon o Monogramma di Cristo, questo segno è formato dalla sovrapposizione delle lettere greche chi e ro, le prime che compongono il nome greco Christos (Χριστος). Secondo una delle tante versioni della leggenda, fu l'imperatore Costantino che alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio contro le truppe di Massenzio sognò questo emblema e una voce che gli diceva: "In hoc signo vinces" (cioè, "con questo segno vincerai"). L'imperatore allora fece imprimere su tutti gli scudi questo sigillo, e la battaglia volse effettivamente a suo favore. Come simbolo il Chrismon presenta numerose chiavi di lettura, come ad es. quella che vede in esso una derivazione della Ruota a Sei Raggi, un simbolo che richiama ancora una volta l'emblema del Sole.



La Falce di Luna


La Falce di Luna

Opposta al Sole, la Luna (ed il metallo ad essa associata, l'argento) ne incarna i significati di carattere inverso: oscurità, freddezza, debolezza, principio fecondatore femminile, predominanza delle tenebre, ma è anche il simbolo di Iside, la Grande Madre degli Egizi, che veniva raffigurata con una falce di luna sul capo. I Cristiani trasposero la medesima iconografia nella figura della Vergine Maria, che parimenti è spesso rappresentata con la luna sulla testa ed un bambino in braccio come il piccolo Horus. Se dunque il Cristo doveva incarnare nella nuova religione la figura del Sole/Ra/Mitra, la Madonna divenne depositaria degli attributi della Luna/Iside/Grande Madre. Qui, in particolare, le falci sono due e sono contrapposte: è l'unione dei simboli della luna crescente e di quella calante, probabilmente con intento dualistico.



La Torre


La Torre

Anche la Torre, in simbologia esoterica, è densa di significati e presente sotto mille diverse forme e sfaccettature, dal gioco degli scacchi alle lame dei Tarocchi (è l'Arcano n° XVI). Alchemicamente la torre rappresenta l'Athanor, la fornace, nella quale tutti i processi di trasformazione si compiono. Per trasposizione, dunque, è il corpo materiale, l'involucro fisico, fatto di carne, del corpo spirituale, il tempio da santificare, il misterioso "Edificio" di cui parlavano i teorici della Rosa-Croce, e così via.



La Sfinge


La Sfinge

Presso gli antichi Egizi la Sfinge, essere mitologico fantastico avente il corpo di leone e il volto di un umano, rappresentava un ideale di Saggezza e di eternità, e per questo veniva posta a guardia delle Piramidi. Secondo la mitologia greca, che all'iconografia classica egizia aggiunse un paio di ali, la Sfinge era invece un mostro famelico, quindi simbolo di bestialità e predominio dei sensi. Era stata inviata da Era come punizione per la città di Tebe ed aveva stabilito la sua sede sul monte Citerone. La Sfinge predava le sue vittime ponendo loro un indovinello: se lo sventurato avesse indovinato, sarebbe stato graziato, altrimenti sarebbe stato divorato. Dunque essa traspone nel mito quella Sapienza iniziatica cui il vero iniziato deve far riferimento. Leggiamo tra le righe del mito: la Sfinge non è, al pari di altri mostri come la Chimera o la Gorgone, cieca bestialità, ma è un mostro dal volto umano. Non solo: alla sua malcapitata vittima viene data la possibilità di salvarsi, a patto che sappia rispondere al suo indovinello. In sostanza, la possibilità per l'Uomo di salvarsi dominando i propri bassi istinti è fornita dalla Sapienza che deve essere perseguita. La sede di questa Saggezza è poi suggerita dalla soluzione dell'indovinello, che nel mito venne svelato da Edipo: è lo stesso Uomo, che ha già in sé tutti gli strumenti per l'ascesa iniziatica, a patto di saperli utilizzare.



Il Serpente


Il Serpente

Nell'accezione cristiana, che nel racconto biblico della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre pone questo animale come essere tentatore e per questo maledetto da Dio, il serpente ed in generale altre figure di rettili come i draghi incarnano il Male. Ma da sempre i serpenti hanno avuto un'altra importante accezione, quella di rappresentare le energie della terra, le correnti telluriche richiamate dal loro andamento sinuoso ed il continuo contatto con questo elemento. Nella mitologia germanica il termine che indica le energie telluriche, la "wouivre", non è altro che il nome della vipera. Anche il "Genius Loci", lo spirito dei luoghi, veniva spesso raffigurato dai Romani sotto forma di un rettile. L'Aventino, dunque, come luogo di energia? Uno degli antichi nomi di questo colle era "Mons Serpentarius", cioè "Monte dei Serpenti". Non dimentichiamo che il mito associato al culto di Mitra riunisce in sé i due più importanti simboli delle energie della terra: il serpente e il toro, con il primo che aiuta il dio ad uccidere il secondo. Con queste semplici premesse, diventa dunque più facile comprendere che i due serpenti che il Piranesi ha rappresentato sulla facciata, uno che entra e l'altro che esce dalla chiesa, danno a questo luogo una connotazione specifica molto esoterica.



La Svastica


La Svastica

Chiamata anche ‘croce gammata' (per i suoi bracci piegati a forma di "gamma", la lettera greca che sta per la "G" latina) o ‘croce uncinata' (soprattutto nella sua versione adottata da Adolf Hitler per il suo partito nazionalsocialista), la svastica o ‘swastika' è un simbolo in realtà antichissimo, già diffuso nell'India vedica, ed è sostanzialmente un altro simbolo solare. La versione classica di questo simbolo è destrorsa, ossia ruota da sinistra verso destra, seguendo il moto apparente del sole (da N a E, e poi da S a O), come le lancette di un orologio. La sua versione speculare, sinistrorsa, spesso chiamata sauvastika, ruota nel verso opposto ed è comunemente considerata con un accezione malefica e nefasta. Molto utilizzata nei motivi decorativi dei templi e degli edifici sacri in genere, nella forma replicata a "greca", la troviamo in forma di ‘sauvastika' anche nel frontone della chiesa di Santa Maria del Priorato. Con una piccola "anomalia": la svastica, ovunque sinistrorsa, in un punto ben preciso della facciata diventa destrorsa. Un caso? Una svista del costruttore? Saremmo ben ingenui a crederlo... Possiamo invece notare la contemporanea asimmetria dei due serpenti laterali: quello di destra sembra entrare all'interno della chiesa attraverso il foro ricavato nel centro del fiore, mentre quello di sinistra, posto in corrispondenza dell'unico punto in cui la svastica è destrogira, sembra uscirne o comunque non osa entrarvi. Tutto ciò sembrerebbe indicare una precisa e voluta distribuzione delle energie telluriche all'interno dell'edificio.



L'Uovo e la Lancia


L'Uovo e la Lancia

L'alternanza di un uovo e di una punta di lancia in molte fasce decorative che ornano templi ed altri edifici richiama l'antico culto dei poteri generatori. L'Uovo, infatti, come metafora dell'utero, è associato al principio fecondato femminile, mentre la Lancia, con la sua forma fallica, richiama il principio fecondante maschile. Al di fuori di questo contesto, i due elementi presi singolarmente sono ricchi di riferimenti simbolico/esoterici. La loro trattazione esula dall'intento di questo articolo, ma basti citare, per quanto riguarda l'Uovo, il suo riferirsi ad una Rinascita spirituale, una nuova vita. Per quanto riguarda la Lancia, invece, non può sfuggire il riferimento alla "Lancia del Destino", l'arma con la quale il centurione romano Cassio Longino ferì Gesù sulla Croce e che, una volta bagnata del suo sangue, ha acquisito poteri miracolosi. La "Lancia di Longino" è considerata l'equivalente maschile del Santo Graal essendo questo, per la sua forma a coppa, assimilabile al ricettacolo della vita femminile, ossia al grembo, o all'utero, il che ci fa chiudere circolarmente l'allegoria, tornando al senso iniziale del simbolismo dell'Uovo.



Il Cubo


Il Cubo

Il cubo, o esaedro, è un solido geometrico a sei facce quadrate contrapposte a due a due, il più semplice dei Solidi Platonici dopo il tetraedro. Nella simbologia massonica il cubo incarna simbolicamente uno dei precetti fondamentali: la "pietra cubica", simbolo di quella perfezione spirituale, ottenuta con l'iniziazione e con il successivo e costante lavoro su sé stessi. Si contrappone, dunque, alla "pietra grezza", non squadrata, che rappresenta l'individuo nel suo stato normale, di imperfezione e di impurezza, conseguenza naturale della caduta adamitica originale. La "squadratura della pietra" è l'azione fondamentale che l'adepto deve compiere, ossia la propria ascesi spirituale. È il "conosci te stesso" dell'oracolo di Delfi, poi divenuto motto socratico; è la "pietra scartata dai costruttori che diviene testata d'angolo", più volte citata nella Bibbia e nei Vangeli. Molti altari pagani avevano questa forma, e nel simbolismo dei giochi essa è stata perpetuata nella forma dei dadi.



La Pigna


La Pigna

Grazie alla sua forma di "scrigno" chiuso, i cui petali lignei nascondono, ovvero custodiscono gelosamente, i propri frutti, o semi, la pigna, al pari del melograno, è un simbolo della Conoscenza esoterica, accessibile a pochi. Nella mistica indiana il settimo chakra, la sede della Conoscenza e del Sapere, è centrato in una ghiandola che si trova nel cranio, e che per la somiglianza con questo elemento è detta, appunto, "pineale" (dal latino pinea, pigna). Il filosofo Cartesio, probabilmente influenzato dalla filosofia rosacrociana, asseriva che la ghiandola pineale era il punto di incontro tra la coscienza ("res cogitans") e il corpo materiale ("res extensa"). Il risveglio dell'Energia Cosmica provocato dall'iniziazione, la cosiddetta Kundalini, era simboleggiata da un serpente che risaliva idealmente dal primo chakra, posto in corrispondenza dell'osso sacro e degli organi genitali, fino al settimo, ove è la cosiddetta "Fontanella di Brahma", quella parte delle ossa del cranio che si saldano per ultime, sede della sapienza divina. Questo chakra, chiamato sahasrara, veniva raffigurato come un loto dai mille petali, che si apre alla grazia del Dio, e presenta anch'esso una similitudine con l'immagine della pigna. Una pigna veniva collocata in cima al tirso, il bastone rituale dei misteri dionisiaci, avvolto di pampini di vite. In questa forma diventa assimilabile ad un altro ben noto simbolo, quello del "Caduceo", o "Verga Alata" di Mercurio, nel quale le volute vegetali sono sostituite da serpenti e la pigna è rappresentata semplicemente da una sfera. L'elemento aggiuntivo delle ali sta ad indicare il verso di queste energie, che vanno sublimate, ovvero elevate verso l'alto, proprio come la Kundalini va canalizzata attraverso i chakra. Non a caso i punti di incrocio dei due serpenti del Caduceo, insieme con le code e le teste individuano appunto sette punti che corrispondono perfettamente, in questa visione, al simbolismo dei Chakra.



La Conchiglia


La Conchiglia

L'ultimo simbolo di questo breve excursus è rappresentato dalla conchiglia, che qui troviamo esternamente, sul frontone del timpano, sormontata dalla Croce di Malta, ed internamente, nella volta absidale. È anch'essa un simbolo della conoscenza esoterica, della Sapienza che si cela al suo interno come una perla. Fateci caso: la conchiglia è quasi sempre presente all'interno delle chiese, ma spesso non è mai palese: può essere celata nelle volte delle absidi laterali o nella forma dell'acquasantiera, può decorare un fonte battesimale o trovarsi nella decorazione della cornice di un dipinto. È un richiamo occulto al cammino iniziatico più famoso di tutti i tempi, il Cammino di Santiago, dove la "concha" è l'attributo principale di San Giacomo di Compostella, ed ogni pellegrino che si rispetti se ne porta una addosso. Secondo Louis Charpentier è la derivazione di un simbolo ancora più antico, la "zampa" o "pie' d'oca", che abbonda sui luoghi del Cammino.





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