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Il Cammino di Santiago di Compostela



Il Cammino di Santiago



Diario di viaggio (Agosto 2010)



Quinto giorno (Gio. 12/8)


Lugo - Santiago de Compostela



Entrando infin nel centro di Santiago
m'appare la maestosa Cattedrale.
Un moto d'emozione il còr m'assale
e tutto nel mio Spirito s'appaga…



Lugo: la Praza Maior

Foto 1 - Lugo: la Praza Maior



Santiago di Compostela, meta finale del mio viaggio, dista da Molinaseca circa 180 km, per cui dopo aver vagliato tante e diverse ipotesi, scelgo di spezzare il tragitto in almeno 2-3 tappe, puntando anzi tutto verso il Monastero di Samos, che a quanto risulta da alcuni documenti che mi sono portato dietro dovrebbe essere un posto molto interessante. Accade tuttavia che durante il tragitto il tempo si guasta, e mi coglie improvvisamente un acquazzone. Non solo: lasciata l'autostrada ed inerpicatomi su per la via dei monti, in direzione di Samos, incontro una fitta nebbia e la visibilità scende a zero. Visto che la strada è impervia e che quel tratto è per giunta condiviso con i pellegrini che imperturbabili proseguono ugualmente il loro percorso, per evitare di metterne sotto qualcuno o di finire in malo modo la mia gita in Spagna, rinuncio, anche se un po' a malincuore, alla tappa fissata e decido di dirigermi verso un luogo più sicuro e facile da raggiungere, la città di Lugo, che si trova lungo la superstrada.



Lugo: la Cattedrale

Lugo: la Virgen de los Ojos Grandes

Foto 2 - Lugo: la Cattedrale

Foto 3 - Lugo: Virgen de los Ojos Grandes



L'ingresso alla città, moderna e caotica, non è dei migliori, tanto più che il tempo è ancora grigio e freddo, e temo di dover dimenticare per un po' le suggestive atmosfere dei luoghi che avevo visitato fino a quel momento. Ma una volta lasciata l'auto e varcate le alte mura che circondano il centro storico, per l'ingresso detto Porta Falsa, le cose cominciano a cambiare. Anche Lugo, che per emblema ha un'aquila, possiede dei bei monumenti da visitare (per esempio, in una chiesa, dedicata a San Domenico, trovo un ricco retablo dedicato ad una Madonna Nera, quella di Montserrat). È però soprattutto la grande Cattedrale ad avere la maggiore attrattiva. Anche qui si possono trovare esposte molte icone note, come una Vergine del Pilar (bianca), ed una del tutto peculiare, la cosiddetta Virgen de los Oyos Grandes, che è la patrona della città. La chiesa presenta anche un museo annesso ed un grande chiostro; terminata la visita complessiva intorno all'ora di pranzo, consumo un pasto veloce (si fa per dire: un 'hamburger Santànder' che conteneva pressoché di tutto…), e poi decido che non è più il caso di perdere altro tempo e di dirigermi finalmente verso la tappa finale, Santiago di Compostela.



Tra il tempo di viaggio, la ricerca non facile dell'hotel ed un po' di riposo, giungo alfine a destinazione verso la metà del pomeriggio. Poche centinaia di metri mi separano ancora dalla piazza principale; già molti venditori ambulanti di ricordi e souvenir si accalcano lungo la strada, e frotte di turisti dell'ultima ora, magari appena sbarcati dall'aeroporto per un veloce week-end a Santiago, si fermano ad acquistare il "bordone" con la conchiglia, per il gusto di entrare in chiesa con il bastone del pellegrino alla mano…



La Cattedrale di Santiago di Compostela

Foto 4 - La Cattedrale di Santiago di Compostela



Svoltato l'angolo alla fine di Rua de San Francisco, la maestosa Cattedrale appare in tutta la sua bellezza. L'emozione provata nell'essere finalmente giunto a questo punto è qualcosa che non può essere descritta con le parole, ma soltanto vivendola di persona, e con il giusto spirito, può essere compresa. La sola cosa che si può dire è che in quel momento mi è sembrato come se avessi voluto arrivare lì da una vita intera, piuttosto che da sette giorni… Soggiogato dal turbine delle emozioni, non posso che fermarmi sulla piazza e contemplare la bellezza del luogo, ascoltare le voci, osservare le luci ed i colori, le persone che arrivano dopo di me, magari distrutte da settimane e settimane di cammino sotto il peso dei loro zaini… Ad un certo punto sento il bisogno di allontanarmi da quel punto, e di andarmene per il centro storico, lungo i numerosi viottoli gremiti di gente, non riuscendo più a contenere tutta l'energia del luogo che improvvisamente mi è arrivata addosso.



Santiago: la fontana in Praza de Pradeiras

Foto 5 - Santiago di Compostela: la fontana in Praza de Pradeiras



Solo qualche tempo, placata la "tempesta interiore", posso tornare nella Piazza dell'Obradorio, ed "affrontare" la visita della Cattedrale. Sono quasi le 17:00 e la fila per entrare nella chiesa non è così pressante rispetto a quanto avevo sentito dire. Scopro subito che, essendo il 2010 un anno giubilare (giacobeo), l'ingresso non avviene, come di consueto, attraverso il Portico della Gloria, ma attraverso uno dei portali laterali, la Porta de Pradeiras. Addio quindi ai "rituali" tipici che il pellegrino dovrebbe compiere entrando attraverso il Portico della Gloria: mettere la mano nell'impronta posta sulla colonna centrale, sotto la statua di San Giacomo, per ricordare al Santo i motivi e le promesse che hanno spinto a percorrere il Cammino fino alla sua tomba, e dare tre colpi con la fronte sulla statua di Maestro Matteo, dalla parte opposta della stessa colonna, in segno di umiltà, per abbattere la superbia.



Cattedrale di Santiago: il Botafumeiro

Foto 6 - Cattedrale di Santiago: la Messa del Pellegrino con il Botafumeiro



Comincio a visitare la Cattedrale, e noto che una gran folla di visitatori è già seduta a tre dei quattro lati della croce della pianta, al centro della quale si trova l'altare principale: sta per cominciare la messa, ed essendo quella delle 17:00, si tratta della celebrazione più importante, la "misa do pelegrino", la Messa del Pellegrino. Al centro della navata pende il "Botafumeiro", il famoso incensiere più grande del mondo. Leggo in fretta i miei appunti: «il Botafumeiro viene utilizzato soltanto nelle messe solenni e durante l'anno giubilare»! Non potevo capitare meglio, ed infatti al termine della celebrazione, dopo l'intonazione dell'inno a San Giacomo, assisto alla mirabili manovre che permettono agli esperti "Tiraboleros" di far volteggiare il pesante turibolo su è giù per l'enorme volta, fino quasi a fargli toccare il soffitto. Anche questa volta le parole possono poco, ed anche i filmini, che pure in Rete abbondano e che anche io stesso ho girato con la mia fotocamera, non rendono che minimamente l'idea.





La visita si prolunga con il museo annesso, il tesoro ed il chiostro, e soltanto all'imbrunire torno all'esterno. Da ogni dove giungono allegri suoni di ciaramelle e zampogne: dapprima credo si tratti di suonatori ambulanti, ma poi, notando la presenza di numerosi gruppetti in abiti caratteristici, intuisco e poi confermo attraverso dei manifesti che in questi giorni c'è in città un raduno di gruppi e bande di musica celtica. Scopro, infatti, che la Galizia vanta una massiccia eredità con le tradizioni degli antichi popoli Celti, e mi accorgo, infatti, della sospetta somiglianza etimologica tra il termine inglese "gaelic" (cioè gaelico, celtico) e quello spagnolo "gallego", ossia galiziano.



Cattedrale di Santiago: il chiostro

Foto 7 - Cattedrale di Santiago: il chiostro



Il centro di Santiago pullula di turisti, ed è tutto un susseguirsi di negozi di souvenir e di ristoranti. Ne scelgo uno per la cena, nell'angolo quasi nascosto di un caratteristico vicolo, che mi è stato indicato "per caso" da un turista di passaggio, e ne approfitto per ordinare "alla cieca" e così provare senza pregiudizi altre specialità locali: un 'caldo gallego' per cominciare, un piatto di 'arroz con albondigas' per secondo ed infine, come postre, una porzione di 'tarta de Santiago', che è il dolce tipico locale. Scopro che il primo è una zuppa calda di cavolo e patate, molto buona; il secondo è un riso con polpettine al sugo e la tarta è un dolce spugnoso e sbriciolato alle mandorle, interamente coperto di zucchero a velo eccetto che in alcune zone a formare il disegno della "Croce di Santiago". È una preparazione tipica che viene venduta in confezioni al chilo un po' ovunque, persino nei negozi di souvenir e di vestiti…


Continuo, nonostante la stanchezza ed il dolore ai piedi (un po' di ampullas, ossia di vesciche, in questa settimana le ho rimediate anche io…), a girare per la città ed a scattare foto serali finché non fa buio, poi faccio ritorno all'albergo. Non saluto, però, definitivamente Santiago, perché ci sono ancora altre cose da vedere e domani, di certo, sarò ancora qui…





4° giorno (Foncebadón - Ponferrada - Molinaseca)

Introduzione

6° giorno (Santiago de Compostela - A Coruña)


Il Cammino di Santiago di Compostela