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I mitrei di Ostia Antica



Il Mitreo delle Sette Sfere



Il Mitreo delle Sette Sfere



Uno dei mitrei più interessanti di Ostia è quello detto delle "Sette Sfere" (Regio II, Insula VIII), che si incontra superato il teatro, e dietro di esso. Ancora al momento della nostra ultima visita (Novembre 2011) questo ambiente è inaccessibile, per motivi non del tutto chiari. Prende il nome da una serie di sette cerchi, o sfere celesti, disegnati lungo il mosaico pavimentale che percorre in tutta la sua estensione lo stretto corridoio centrale che dall'ingresso conduce verso l'altare. Dall'esterno, comunque, è possibile osservare la struttura interna attraverso il cancello metallico in ferro che chiude l'entrata. È notevole, soprattutto, il bassorilievo posto sulla parete di fondo, che raffigura la classica scena della tauroctonia di Mitra. Si tratta, comunque, di una copia, essendo l'originale conservato ed esposto presso i Musei Vaticani. Nella rappresentazione il dio è raffigurato di profilo, con l'ampio mantello che si apre alle sue spalle, mentre con una mano tiene, rivoltandolo verso l'alto, il capo della bestia. L'altra mano è colta nell'atto di sferrare il colpo mortale al collo per mezzo del corto gladio persiano. Sotto l'animale, compaiono lo scorpione, il serpente ed il cane mentre l'azione benefica e rigeneratrice del sangue del toro, che cadendo sulla terra feconda e risveglia la Natura, è rappresentata dalla coda dell'animale che si trasforma in una spiga di grano.



Figura di Cautes col gallo

Cautopates e la Luna

Foto 1

Figura di Cautes col gallo

Foto 2

Cautopates e la Luna



Sui ripiani orizzontali dei sedili in pietra che fiancheggiano, da ambo i lati, il corridoio centrale, sono rappresentate le figure dello Zodiaco: abbiamo i segni dall'Ariete alla Vergine nella metà sinistra, e dalla Bilancia ai Pesci, in quella destra. Questa disposizione fa in modo che la parte sinistra corrisponda alla metà zodiacale rivolta verso il nord astrologico, al periodo compreso tra la primavere e l'estate, ed al giorno, mentre la metà sinistra corrisponde al lato sud, di autunno e inverno, e della notte. I due Dadofori, Cautes e Cautopates, sono presenti, sempre a mosaico, all'inizio del sedile e questa posizione ha permesso di fotografarne in posizione agevole almeno uno: si tratta di Cautes, riconoscibile per la fiaccola rivolta verso l'alto e per il gallo che regge in mano, entrambi simboli del sole nascente (o dell'Equinozio di Primavera). L'altro, visibile di sbieco, è naturalmente Cautopates, simbolo del sole che tramonta (o dell'Equinozio d'Autunno) come ben dimostra la fiaccola rivolta verso il basso. La fiamma della torcia è resa più viva dalle tessere rosse del mosaico, rara nota di colore nelle opere musive pavimentali ostiensi, quasi esclusivamente bianconere.



Figura di Cautes col gallo

Cautopates e la Luna

Foto 3

Dettagli del lato sinistro

Foto 4

Il corridoio e le sfere



Curiosamente, la loro disposizione è opposta a quella delineata dalle due metà zodiacali: Cautes, l'astro nascente, è posto sul lato sud, notturno, mentre Cautopates, l'astro morente, è posto sul lato nord, del giorno. I segni zodiacali delineano anche una linea equinoziale, che coincide con l'asse nord-sud del mitreo, dove il nord è il punto finale dove si trovava l'altare e la figura di Mitra. Perpendicolarmente, abbiamo la linea solstiziale, da est a ovest. Nel mitreo essa coincide all'incirca al centro del corridoio, tra i segni di Gemelli e Cancro, a sinistra, e di Capricorno e Sagittario, a destra. Questa linea è marcata sui sedili da delle piccole rientranze cave, che sono state interpretate come le porte delle anime. Sulle fiancate verticali dei sedili, sono presenti sei figure planetarie: sono Giove (con scettro e saette), Mercurio (con caduceo e staffa) e Luna (con freccia, un calice o un frutto e corona lunare in testa) sul lato sinistro, e Saturno (raffigurato come dio barbuto), Venere (con il capo velato) e Marte (con elmo, scudo e lancia) sul lato destro. L'ordine non rispetta quello classico dei gradi iniziatici, tuttavia sembra essere posto in relazione al complesso schema astrologico delineato nel tempio. Infine, sul pavimento compaiono i sette archi emisferici, uno sopra l'altro, che danno il nome al mitreo e che, curiosamente, sono tangenti al bordo sinistro del corridoio ma si discostano da quello destro. Completa il ricco schema iconografico un lungo pugnale posto all'ingresso del tempio.



La lapide con l'iscrizione

Foto 5

La lapide con l'iscrizione



All'interno del mitreo, esposto sulla parete di sinistra, si trova una lapide con iscrizione, riportante la dedica di un certo Venerandus a molte divinità: il Sole Invitto, Caelestis, Fortuna, i Lares e Tutela. Questa lapide, contrassegnata con il codice "CIL XIV S, 4309", fu trovata in prossimità del Mitreo del Sabazeo, dal quale con tutta probabilità proveniva e di cui il citato Venerandus era sacerdote, ma venne infissa qui per una migliore conservazione.





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