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La Pieve di San Giovanni (XII sec.)


Campiglia Marittima (LI)



Veduta della Pieve romanica di San Giovanni



Il più antico e prestigioso monumento situato all'interno del paese di Campiglia Marittima è senz'altro la Pieve di San Giovanni, splendido esempio di romanico toscano. Fu costruita nel 1173 ma le sue origini devono essere ancora più antiche dal momento che questa chiesa si trova citata in una Bolla Pontificia del 1075. La pieve sorge, com'era consuetudine nei castelli medievali, fuori delle mura ed è collocata su un piccolo rilevo al centro dell'attuale camposanto. Per costruirla furono usate bozze di alberese squadrate, poste in opera nella seconda metà del XII sec. da un tale mastro Matteo, il peccatore, come si legge in una pietra posta sotto il tetto della cappella laterale. Questa iscrizione è molto importante per l'effettiva datazione dell'edificio, anche se ancora oggi è controversa la sua interpretazione. In essa vi si legge (in minuscolo sono riportate le lettere mancanti, per effetto delle numerose abbreviazioni e contrazioni tipiche della epigrafia medievale, mentre tra parentesi è la parte "cator matheus" inciso su una pietra posta dalla parte opposta dell'architrave, ma facente parte della stessa iscrizione):


+MCSIII GRAtia Dei HOC OPus ComPOSUIT PE (CATOR MATHEUS) O FRatreS DEuM ORATE UT EI DIMITTAT ComMISSA PECCATA


L'iscrizione può essere tradotta in questo modo:


"Per grazia di Dio questa opera realizzò il peccatore Matteo: Fratelli pregate per lui, perché Dio gli perdoni i peccati commessi"



La controversia riguarda l'interpretazione della "S" nella data iniziale (MCSIII): se essa sta per "sex", ovvero 6, allora la data sarebbe 1109, come sostenne il prof. P. Bacci nel 1910; se invece "S" fosse un'abbreviazione per "septuaginta", ovvero 70, la data esatta sarebbe 1173, come proposto in studi più recenti. Un messaggio per i visitatori: la pieve è aperta al pubblico soltanto il sabato e la domenica.



Il SATOR



Accanto all'iscrizione, dalla parte che guarda Campiglia, sotto il tetto del transetto destro, è possibile trovare un'altra iscrizione, molto interessante, che riporta la famosa frase palindroma del Quadrato Magico: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS.



L'iscrizione del "SATOR"



Questa iscrizione presenta alcune peculiarità. Per prima cosa, non è posta nella forma quadrata classica a cui si è abituati. La seconda questione riguarda le lettere MCSS, poste alla fine dell'iscrizione, che vengono generalmente interpretate come 1177, probabile data di compimento della costruzione. Se così fosse, però, si dedurrebbe dalla prima iscrizione che la durata della costruzione sarebbe di 68 anni nel caso in cui la "S" si interpreti come 6, oppure di soli 4 anni nell'altro caso. Quattro anni per edificare una pieve nel Medioevo sarebbero veramente pochi!


Nella cappella di destra si trova monofora recante sull'archetto una figura scolpita a rilievo. È l'unica figura umana che si trovi all'interno della chiesa, e purtroppo un atto vandalico ne ha mutilato la testa. Questo personaggio è rappresentato nell'atto di sollevarsi le vesti, da alcuni ritenuto rappresentativo di chi deve salire un pendio o oltrepassare un ostacolo, ma interpretabile anche come un contadino che sparge semi su un campo appena arato. In questo caso, quindi, potrebbe rappresentare il "seminatore", ovvero il "sator" del quadrato, all'opera nel suo campo. Chi è questo seminatore e perché è stato rappresentato all'interno della pieve? Potrebbe trattarsi dello stesso Matteo, il "peccatore", il cui nome compare ugualmente nell'iscrizione sulla prima riga?



Il "seminatore" raffigurato all'interno della Pieve





Note:


Le foto precedenti (esclusa quella di apertura) ed alcuni spunti per il testo sono tratti dal sito ufficiale della Pieve di S. Giovanni di Campiglia Marittima, curato dal parroco locale.




Campiglia Marittima - Curiosità



Figura androgina su uno stemma nel centro storico di Campiglia



L'interno del paese è molto interessante, e come la gran parte dei paesi toscani dell'entroterra, conserva ancora tutto il fascino del suo aspetto medievale. Sulle mura degli edifici più antichi sono appesi numerosi stemmi nobiliari in pietra sui quali compaiono ogni sorta di simbolo araldico. Tra tutti questi stemmi ne spicca uno molto particolare, posto solitario sulla parete di un'abitazione del centro storico. Questo stemma, che nessuno ancora è riuscito ad interpretare, rappresenta un essere umano la cui parte superiore è femminile (si notano chiaramente i seni), mentre quella inferiore è maschile (si vedono i genitali). La mano destra della strana figura regge una fiaccola accesa. Un riferimento alla Conoscenza (la fiaccola) derivante dall'Alchimia (rappresentata dall'essere androgino, ovvero il Rebis)? L'iscrizione sotto la figura ci informa che in quel luogo sorgeva una mensa per i poveri, ma qual'è il senso dei due simboli identici posti ai lati? La segnalazione è di Alberto Cavazzoli, citata nell'articolo "Itinerari del Graal nella Toscana occidentale", pubblicato su "Graal" n° 3, Maggio/Giugno 2003).





La Rocca di San Silvestro (XI sec.)


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