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Speciale Rennes-le-Château

 

 

dialogo di Giulio Coluzzi e Marisa Uberti (*)

 

 

Parte III

Il museo Sauniere, la Torre Magdala, Villa Betania

 

 

Uscendo nel sole accecante del primo pomeriggio, i due visitatori si recano nella biglietteria del “domaine”, ricavata in uno dei locali dell’antica canonica. La visita comincia da un piccolo giardino cui si accede da un cancelletto. Fa sorridere in un angolo un cestino dell’immondizia a forma di pilastro visigoto: chissà se tra qualche tempo non vedremo anche portapenne, barattoli ed ogni altra sorta di carabattola venduta come souvenir per turisti…


Giulio: Bene Marisa, stiamo per entrare nel “regno” dell’abate Sauniere, dove forse riusciremo a cogliere più che in chiesa la sua intima essenza.


Marisa: Perché?


Giulio: Perché la chiesa, in fondo, era una costruzione già esistente, e Sauniere ha soltanto provveduto a restaurarla ed arredarla a suo gusto, ma qui, nel “domaine”, in particolare il giardino, la serra, la torre Magdala e Villa Betania, il progetto è partito da zero e, se veramente di un mistero si tratta, credo che la chiave stia proprio qui, in questi luoghi…


Marisa: Hai ragione, entriamo a vedere, allora…

 

 

Lapide di Elizabeth Raynaund
Lapide di Elizabeth Raynaund

 

 


Giulio: Aspetta un attimo, hai dato un’occhiata a questa lastra tombale depositata nel giardino?


Marisa: Ah, sì, è la pietra tombale di Elizabeth Raynaund, una giovane ragazza morta all’età di 18 anni, contemporanea di Sauniere. Sai perché si trova qui e che rapporti aveva con l’abate?


Giulio: Sinceramente no, e tu?


Marisa: Nemmeno io.


Giulio: Ad ogni modo, ciò che incuriosisce di questa lapide sono i soliti errori ortografici e, soprattutto, il fatto che tutte le “N” sono tracciate al contrario.


Marisa: La famosa “N inversée”. Mi sovviene alla mente che ho visto una lapide che contiene tutte le N 'inverse' anche in un altro posto, e relative ad una tomba femminile, seppure leggendaria, sai dove?


Giulio: Dove?


Marisa: Presso la tomba di Giulietta a Verona! Ho notato subito quel particolare delle N al contrario perché… non ce n'è una dritta! Il sepolcro attribuito alla Capuleti può essere un mito, ma la lapide è lì da vedere. Secondo te la N inversa ha un significato nascosto?


Giulio: Guarda, la questione è aperta. La "N inversa" ha un ruolo fondamentale nell’ambito del mistero di RlC: il “Serpente Rosso” pone più volte l’accento su questa anomalia grafica soprattutto in relazione alla Chiesa di Saint-Sulpice a Parigi. In pratica, i due dipinti di Emile Signol che si trovano idealmente a cavallo della linea del meridiano di Parigi presentano nella firma del pittore le “N” speculari. Questo è un dato di fatto che entrambi abbiamo potuto riscontrare dal vero. Chi ha compilato il manoscritto, vero o falso che sia, ha attinto parecchio dalla tradizione esoterica, in cui, quindi, la questione della “N inversa" è ragionevolmente inserita. Poi, sull’effettivo significato, la fantasia può volare a briglia sciolta ma di certo, almeno a mia sensazione, non si tratta di errore ortografico, né consuetudine del tempo… almeno, non sempre…


Marisa: È questo il punto: quando è da ravvisarsi un errore ortografico e quando incarnerebbe un significato ermetico? Talvolta penso, dopo che ne ho censite nei contesti più disparati, che non si tratti di un errore, ma di un modo abituale e accettato di scrivere la lettera N. Rimane valida, comunque, la supposizione - per certi casi - di una valenza criptica. Non ti voglio tediare perchè sulla N inversa s'è scritto in una sezione del mio sito e so che anche tu hai una nutrita collezione di N inverse pronta per essere pubblicata online...

 

 

Una vecchia campana
        
Particolare del crocifisso

Una vecchia campana

Particolare del crocifisso

 

 


Giulio: Mi è capitato più volte d’imbattermi in crocifissi in cui la “N” inversa compare nella rappresentazione del “titulus”, nella parola “INRI”. A proposito di crocifissi, dai un’occhiata anche a quella campana…


Marisa: (chinandosi ad osservare la piccola campana di bronzo poggiata poco distante dalla lapide) Potrebbe essere l’antica campana della chiesa, vero? Ehi, qui è rappresentato un crocefisso, e l’intero titulus, non solo la “N”, appare invertito… Che cosa vorrà dire?


Giulio: La butto lì: la negazione della crocifissione? O della divinità di Cristo? Uno scherzo del fonditore? Certo che, a mio avviso, la cosa è curiosa. Facciamo una foto e poi entriamo…

 

 

La cucina del presbiterio

La cucina del presbiterio

(ricostruzione con statue di cera)

 


Marisa: Non so perchè ma questa campana, in dimensioni ridotte, mi ricorda quella della basilica di Saint Nazaire a Carcassonne. (Varcando la soglia, i due sono investiti da una voce registrata che sta parlando in francese; versetto di plateale stupore portandosi la mano alla bocca): Oh ma, quello non è l’abate Sauniere con Alexandrine Denarnaud, madre di quella Marie, che poi diventerà la sua perpetua?

Giulio: Impressionante vero? Questa ricostruzione fedele della cucina della canonica,così come si trovava alla fine del XIX secolo, ha dell’inquietante. L’abate Sauniere e la donna sembrano vivi, tale è il grado di accuratezza con cui le loro effigi sono state plasmate nella cera.


Marisa: Inquietante è la parola giusta, Giulio! Devo riprendermi dalla sorpresa. Sembra un 'figurante' che sta recitando una parte in una scena teatrale, altro che cera! Ti dirò tra l'altro che non ho ancora capito quale fisionomia precisa avesse l'abate Sauniere: su ogni foto pervenuta mi sembra diverso. E questa rappresentazione non fa che aumentare le mie perplessità...


Giulio: Gli artefici dell’opera sono gli stessi artisti che lavorano per il Grevin, il famosissimo museo delle cere parigino noto per l’estremo realismo delle statue esposte. L’artista ha dato ai due personaggi, ma soprattutto a quello di Sauniere, uno sguardo enigmatico ma allo stesso tempo umile. Sembra proprio suggerire la duplice natura dell’abate: mite curato di campagna e furbo mestatore al contempo.

(seguendo distrattamente la voce registrata che in sottofondo racconta una storia che ormai conoscono a menadito, Giulio e Marisa lasciano la stanza ed entrano in quella a fianco)

 

 

Il tariffario delle messe

Il tariffario delle messe

 

 


Marisa: Qui è stato allestito una sorta di Museo. Sala Grassaud... qui sono esposti alcuni documenti relativi alla storia di Rennes-le-Château, dal Neolitico fino al 1800...

(Sbirciando minuziosamente le vetrine e la raccolta presente): Storia che comprende anche i suoi dintorni, in particolare la diocesi di Alet-les-Bains, come si legge in questa cartina... Sauniere fu assegnato lì come vicario, appena uscito dal Grand Seminaire di Narbonne. Figuriamoci se c'è una traduzione italiana... Solo francese e inglese, vediamo di arrangiarci lo stesso. Ma... cosa stai sfogliando?


Giulio: Questo opuscolo: “Pierres gravees du Languedoc”; me ne sono occupato anche in una sezione apposita del mio sito. Eccola qui: la riproduzione della testa di Dagoberto II con l’enigmatico quadrato magico del SATOR. La pietra esiste davvero, esposta nel museo comunale di Rennes-le-Bains, ma pare che il quadrato non vi compaia affatto!


Marisa: A parte che si tratterebbe di un ROTAS (sai che alcuni palindromi iniziano con il termine SATOR, altri con ROTAS, può essere insignificante ma... non divaghiamo). Ho letto recentemente sul sito di Mariano Tomatis, che ha un gruppo di Studio e Documentazione su RlC, che in realtà il Sator di cui stiamo vedendo esisterebbe davvero ma non sarebbe sulla nuca, bensì sotto di essa, inciso su una lapide, evidentemente apposta in epoca posteriore alla testa. Da chi e perchè resta un mistero...


Giulio: Un altro?! Ma rimane il fatto che anche lo scritto, forse realizzato dagli stessi mistificatori che hanno imbastito il “Serpente Rosso”, pone l’accento su un mistero realmente esistente, a prescindere dal fatto che abbia o meno a che fare con le vicende di Sauniere. (Poi, indicando un leggio su cui è apposto un documento):
Oh, ecco il tariffario sulle messe di cui abbiamo parlato prima. Vedi? Due franchi per ogni messa, tre se si specificava anche la data. In questo modo, l’abate poteva cumulare offerte per decine di messe e recitarne solo alcune. Quante messe avrebbe dovuto farsi commissionare (non dico recitare) per realizzare tutte le sue opere?


Marisa: Tante, troppe, forse… Se le sue ricchezze derivavano da un presunto 'traffico di messe' mi sa che dovesse comunque lavorare sodo giorno e notte per non so quanti anni...! Improbabile.

 

 

 

Pilastro originale
Pilastro originale

 

 


Giulio: Ed ecco qui i 'pezzi forti' del 'domaine'... Ciò che Sauniere portò alla luce o che riutilizzò. Il pilastro originale su cui prima di entrare in chiesa abbiamo visto collocata - sulla copia - la Madonna di Lourdes (vedi prima parte)

 

Marisa: Interessante. E qui c'è la copia riprodotta della lapide tombale della Marchesa de Negre d'Hautpoul, che nessuno ha mai visto. Sauniere inspiegabilmente la distrusse, dopo che la trovò nel cimitero.


Giulio: Già, all'epoca della morte della nobildonna era già in vigore la legge reale che vietava le sepolture nelle chiese. Per questo lei fu inumata nel cimitero del paese. Sono fiorite colorite ipotesi sul fatto che l'ortografia dell'incisione non sia redatta con appropriatezza, e trattandosi di una tomba 'nobile' è quanto meno curioso...


Marisa: Mi pare venne copiata casualmente da uno studioso della Società Archeologica, di passaggio a inizio '900... Lui la riprodusse fedelmente, a quanto se ne sa. Comunque il cognome, che è scritto Haupoul anzichè d'Hautpoul, si sa ormai che non sia del tutto errato poiché vi sarebbero altri documenti in cui il casato è scritto alla stessa maniera di questa lapide, e anche sulla tomba di un'altra donna, membro della stessa famiglia, è scritto d'Haupoul.


Giulio: Ma perchè Sauniere l'avrà distrutta con tanto, riferito, accanimento? Di originale è rimasto questo frammento...


Marisa: Su cui non mi pare di vedere niente. Qui abbiamo frammenti di una lapide tombale, aspetta... fammi leggere... è di un altro d'Hautpoul... e lì c'è il loro stemma gentilizio.


Giulio: Probabilmente quello che si trova riprodotto all'ingresso della chiesa, che tu hai chiamato colomba?

(Si ride).

 

 

La Dalle des Chevaliers

La Dalle des Chevaliers

 



Marisa: La Dalle des Chevaliers... Come l'ho vista ti confesso che mi sono detta "È un pezzo moderno!". Da vicino sembra piuttosto rimaneggiato e ritoccato o sbaglio?


Giulio: Eppure la datano al periodo Longobardo o Carolingio, i più recenti studi. Hai visto? Sembrano due cavalieri su uno stesso cavallo, come usavano i Templari... Qui, a destra.


Marisa: Vedo! Stando alla descrizione didascalica completa del reperto, però, si dovrebbe vedere ciò che io... non visualizzo! Sarà che è parecchio consunta.


Giulio: È già molto che questo pezzo sia giunto fino a noi, con il 'trattamento' di Sauniere... ha rischiato grosso!


Marisa: Ma infatti ho letto che lo aveva ritrovato nei pressi dell'altare maggiore, non quello della Vergine, sul lato nord, dove avrebbe scoperto la 'cripta' ma di quello centrale, e inspiegabilmente lo riutilizzò come gradino!


Giulio: Esatto! Testimoni oculari affermano di aver visto questa pietra incassata come ’scalino’ nello spiazzo antistante la chiesa!


Marisa: Ciò dimostra ancora una volta che tipo di persona fosse Sauniere: non gli importava niente del valore storico e archeologico delle cose che trovava!?


Giulio: Pare che poi questa stessa pietra fosse finita vicino al giardino del cimitero, anni dopo la morte di Sauniere...


Marisa: Rivolta con la parte scolpita verso il terreno, in maniera tale che si vedesse solo quella liscia...


Giulio: 'Vedesse' per modo di dire...perchè era mezza sepolta da terriccio e foglie secche...


Marisa: Si, però da un lato così si è conservata, altrimenti sarebbe in condizioni ben peggiori! Ah, si trova qui dal 1970, ce ne hanno messo di tempo prima di prendere qualche provvedimento!

 

 

L'inginocchiatoio
        
Una pagina del diario di Sauniere

L'inginocchiatoio

Una pagina del

diario di Sauniere

 

 


Giulio: Già… Vieni, saliamo al secondo piano. (Salgono con l'aria molto incuriosita e interessata). Qui sono esposti oggetti e documenti appartenuti a Sauniere. Abbiamo lì l’inginocchiatoio, qui un suo ritratto, un messale… Ah, ecco uno dei suoi diari.


Marisa: Che redasse fino al 12 aprile 1892, ultima data che ci è pervenuta. Perchè smise si tenere un diario? (Indicando qualcosa).Tuttavia continuò a scrivere lettere. Come dicevo prima, ecco un ritratto di Berenger Sauniere, ma qual'era il suo vero volto? E quanti documenti, sarebbero da vagliare uno ad uno, ci vorrebbe più tempo. Ah, sai che il 'nostro' abate aveva escogitato uno stratagemma furbissimo per quando si assentava dalla parrocchia, senza 'dare nell'occhio'. Aveva preparato delle lettere-tipo, dei modelli prestampati e firmati, per le diverse occasioni. Quando si trattava di mandare una risposta, la fidatissima Marie Denarnaud si prendeva la briga di completarle con data e indirizzo… et voilà il gioco era fatto! Lui sembrava a casa mentre in realtà non c'era affatto!


Giulio: Una vera volpe quell'abate! In particolare si assentava per recarsi a Perpignan e a Carcassonne... in special modo, non si sa precisamente con quali obiettivi. Se i suoi superiori avessero fatto delle verifiche, lui ufficialmente era in parrocchia... Di sicuro i suoi parrocchiani sapevano però che lui era assente, chissà che ne pensavano o se gli reggevano 'il moccolo'? Un personaggio simile se l'è andata a cercare la sua successiva sospensione 'a divinis' in fondo, anche se per più motivi riuniti insieme. Ah! Guarda lì: cos’è quel disegno?


Marisa: Un "Fleur-de-Lys", un giglio di Francia, emblema reale. E qui, sulla punta, Sauniere ha disegnato una piccola stella a sei punte. C’è anche un appunto a lato, ma non riesco a leggere cosa vi sia scritto.



La tomba di Sauniere

La tomba di Sauniere

 

 

(Uscendo nel giardino, i due s’imbattono nella tomba dell’abate, spostata qui dal cimitero accanto alla chiesa dopo i numerosi atti vandalici di cui era stata fatta bersaglio).

 

Marisa: Senti Giulio, secondo te, perché mai un sacerdote a cui vennero negati i sacramenti in punto in morte, ha comunque ricevuto una sepoltura cattolica in terreno consacrato?


Giulio: Bisogna vedere se l’episodio del prete che fugge sconvolto dal capezzale di Sauniere dopo aver ascoltato la sua confessione è effettivamente avvenuto. In ogni caso, credo che se ci stato un segreto che l’aveva protetto in vita e gli aveva permesso di sfidare quasi indenne le potenti gerarchie ecclesiastiche, ebbene allora lo stesso segreto l’avrebbe potuto, in qualche modo, proteggere anche dopo la morte…

 

 

Esterno della Torre Magdala
        
La serra

L'esterno della

Torre Magdala

La serra

 

 

Giulio: Il giardino ha la forma di un quarto di cerchio, dove l’arco è costituito da un camminamento che unisce tra loro le due torri: quella della serra e la Torre Magdala.


Marisa: È molto bella questa serra, e che vista da questa torretta laterale!


Giulio: Hai ragione: si è sempre vista e descritta l’altra torre, ma anche questa merita degna attenzione!

 

 

Ingresso alla Torre Magdala
        
Interno della Torre Magdala

Ingresso alla

Torre Magdala

Interno della

Torre Magdala

 


Marisa: Eccoci, finalmente, all’interno della Torre Magdala. I motivi floreali che ornano il pavimento formano una scacchiera perfetta di 8x8 caselle.


Giulio: Già, gli scacchi sono un elemento presente in più contesti qui a Rennes. Hai notato la “casella d’angolo”, vicino la scala che sale in cima alla torre? Una delle piastrelle ha l’angolo centrale di colore diverso rispetto le altre: rosso anziché blu…


Marisa: Non poteva essere altrimenti: quella è la casella di torre, e da lì si sale per la cima. Magari è solo una coincidenza, oppure è stato fatto apposta, ma come semplice vezzo, senza vederci a tutti i costi un altro pezzo dell’arcano rebus…

 

 

Particolare del pavimento
        
Scorcio panoramico dalla finestra della Torre

Particolare del pavimento

(anomalia tra le piastrelle)

Scorcio panoramico

(visto dalla finestra della Torre)

 

 


Giulio: Concordo. Dai, saliamo in cima: ho sentito dire che il panorama che si gode da lassù è uno spettacolo da non perdersi!

Marisa: (arrestandosi di colpo dietro a Giulio) Ehi, avvertimi quando ti blocchi! A momenti cadiamo per le scale!


Giulio: Oh, sì, scusami! Stavo osservando questa piccola finestra ricavata sul fianco della torre. Ce n’era una identica sulla rampa inferiore. Chissà se la loro collocazione con questa precisa angolazione ha un qualche significato. Osserva: la finestra punta dritta verso quel manufatto diroccato. Sono le rovine di un antico castello?


Marisa: Ho osservato la foto panoramica della valle dell’Aude, questa mattina. Ricordi? Quella esposta nel giardino accanto alla torre. Forse non è a quelle rovine che punta la finestra della torre…


Giulio: Che intendi dire?


Marisa: Poco più oltre, nella stessa direzione, si trova la grotta di Fournet, dove è specificato: “dite de la Madeleine”, cioè “detta della Maddalena”. È un caso che la finestra della torre dedicata alla Maddalena punto proprio verso una grotta dedicata allo stesso personaggio?


Giulio: Marisa, troppi casi in questa storia… Qualcosa dovrà pur non essere soltanto una semplice coincidenza, o no? Saliamo, così vediamo meglio il panorama.


Marisa: Va bene, ma stavolta vado avanti io… Non vorrei rischiare ancora l’osso del collo!


Giulio: (ridendo) Come vuoi…

 

 

Torretta di uscita sulla terrazza
        
Il comignolo sulla terrazza

Torretta di uscita

sulla terrazza

Il comignolo

sulla terrazza

 


Marisa: È vero, il panorama che si vede da questa torre è proprio impagabile... Da qui è inquadrata Villa Betania... E da questo lato si vede tutta la valle dell’Aude!


Giulio: È una sensazione molto particolare. Quassù si percepisce maggiormente l’energia che ha impregnato questi luoghi nel corso del tempo, da quella dei misteriosi visitatori illustri che hanno frequentato l’abate fino a quella dei visitatori odierni, la cui sola convinzione dell’esistenza di un mistero, che sia fondata o meno, contribuisce a caricare energicamente questo luogo di sensazioni sottili eppure presenti, impalpabili ma capaci di suscitare il brivido, o meglio il fascino, della ricerca anche nello scettico. E tu che ne pensi? Anzi, a che pensi, ti vedo particolarmente assorta...

Marisa: Sì, scusami, Giulio. Stavo ripensando al fatto che, stamattina, mentre aspettavamo che aprisse il 'domaine', facendo quel giretto attorno alla Torre Magdala, abbiamo visto alcune cose che stando qui sopra mi sembrano sempre più strane... Anche questo comignolo mi sta dando nell'occhio...


Giulio: In che senso?


Marisa: Ha un'apertura in stile 'gotique', è un fiore, un fleur de lys.


Giulio: Cosa ti sembra strano dei dintorni della Tour?


Marisa: Ricordi quegli 'oblò alla base? Ma quei locali non si possono visitare. Sembrerebbero camere scavate direttamente nella roccia, su cui poggia la struttura. Cosa c'è all'interno?


Giulio: Non te lo so dire ma ricordo di aver visto il sentiero che costeggia l'edificio, con quel cartello che riproduce l'abate che se ne va in perlustrazione...

Marisa: In effetti l'ho notato immediatamente. Sembra una trovata pubblicitaria per esaltare ancor di più il mistero. Da lì passavano il curato Sauniere e la sua perpetua per recarsi al fiume nelle loro perlustrazioni notturne, probabilmente. Compiendo il percorso ti ritrovi al cospetto del Castello...


Giulio: Tu ti sei avventurata, infatti, e non ti ho vista per un po'... Io invece ero andato a vedere il chiosco, dove c'è qualche reminescenza scialba del 'mistero': un ritratto della perpetua, una mappa su cui sono tracciate delle geometrie che avevamo già incontrato su alcuni testi...


Marisa: Quelle che teorizzano il 'pentacolo' collegando alcuni dei luoghi strategici in cui si mosse il curato?


Giulio: (annuendo con il capo) Secondo alcuni, accanto ad un luogo 'positivo' e benefico, e qui vicino c'è Lourdes, cui anche Sauniere era particolarmente legato, ne corrisponderebbe un altro, 'negativo' e malefico, diciamo così.


Marisa: Sarebbe qui?! (smorfia di disappunto)


Giulio: Ma sono teorie, bisogna prenderle con le dovute cautele. Poi, continua... cos'è che ti ha colpito quando gironzolavamo prima di entrare nei domini di Sauniere?


Marisa: La torre che si erge in mezzo allo spiazzo, tra il parcheggio e il terrazzamento soprelevato dove abbiamo mangiato, nei pressi della Tour Magdala.


Giulio: Quella che si vede lì in fondo, intendi?


Marisa: Esattamente! Da vicino è una struttura 'senza senso', residuato antico o ricostruzione dei giorni nostri? Sopra c'è una sorta di pannello con una improbabile 'meridiana', che non ha altrettanto senso, e ha due linee verticali gialle in mezzo... ma che roba sarà mai?

 

 

 

L'Alchimiste du Vin - Insegna

L'Alchimiste du Vin - Insegna

[Foto: MauC]

 

 


Giulio: Sai che l'ho soltanto vista di sfuggita? Piuttosto, mi è parso di adocchiare una bottega in odor di... zolfo... Non ti è sfuggita, scommetto!


Marisa: No, se penso alla stessa, "L'Alchimiste du Vin", l'alchimista del vino. Con la A che ricorda un triangolo che racchiude un occhio...


Giulio: Ed è a sua volta racchiusa in un cerchio... Un vinaio decisamente in linea con il simbolismo 'pseudo massonico' del luogo...


Marisa: Che ne dici di ridiscendere dalla Tour Magdala, Giulio? Certo che se a noi ha procurato tanti 'ripensamenti' su quanto abbiamo visto in poche ore, immagino a Sauniere cosa potesse evocare un posto simile. È uno di quei luoghi indimenticabili, quando ci vieni non lo scorderai più. Chissà lui che cosa ne pensava, anzi come lo ha pensato. Come una Biblioteca o qualcosa d'altro? Una fortezza per biblioteca - questo infatti ricorda - mi parrebbe infatti eccessivo, per lui che, tra l'altro, non si dimostrò mai molto 'acculturato', però forse fu solo abile a mascherarlo. Ma la mia è una supposizione vana: non l’ho conosciuto di persona, e dunque esprimere un giudizio è arbitrario. Ci si basa su fonti indirette. Pare possedesse una nutrita biblioteca, però.


Giulio: Ormai tutti i libri che erano qui sono spariti dalla loro sede.

(mentre scendono): Senza contare che nel demanio aveva fatto installare uno zoo ed una serra, così aveva una fauna e una flora esotiche... Il personaggio non fu certo comune, come curato ancor più!

 

 

Tracce di scavi sotto la Torre

Tracce di scavi sotto la Torre

 

 

 

Giulio: Rieccoci nel giardino. Sai che ti dico? Prima di entrare a vedere Villa Betania, diamo un’occhiata a quel camminamento, ed ai famigerati locali sotto la torre. Qui, recentemente, un’equipe americana guidata dal professore Eisenmann ha effettuato alcuni scavi di ricognizione.


Marisa: L’ho sentito dire ma ho idee non chiare. Pare che da rilievi effettuati col georadar fosse stata individuata proprio sotto la torre una cavità rettangolare, forse una cassa metallica. Ma che cosa hanno trovato, poi?


Giulio: Niente, naturalmente. O almeno così è stato dichiarato: una pietra che, guarda caso, aveva le stesse dimensioni rilevate dal georadar. Cosa ci faceva una pietra bella e squadrata sepolta sotto la Torre Magdala? Per quanto ne so io, né giornalisti né osservatori esterni sono stati chiamati a testimoniare l’esito degli scavi. Se non avevano nulla da nascondere, che motivo c’era di tenere la cosa tanto segreta?


Marisa: Sei sempre il solito sospettoso, non cambi mai…


Giulio: Dai, perfino Zahi Hawass, il responsabile di tutte le attività di ricerca in Egitto e scettico su ogni teoria che vada appena al di fuori dell’ufficialità, per l’apertura del foro nella famosa porta di Gantenbrink all’interno della Grande Piramide, ha chiamato addirittura le telecamere del National Geographic Society a testimoniare in diretta l’evento…


Marisa: E chi ti dice che il filmato sarebbe stato ugualmente mostrato se l’esito dell’esplorazione avesse dato altri risultati?


Giulio: Beh, adesso sei te che sei sospettosa! Ad ogni modo, ecco là sotto le tracce degli scavi. Il buco sembra piccolo, ma guarda quanto materiale di riporto è stato accumulato. Secondo me lo scavo deve essere stato molto esteso…


Marisa: Guarda: le tracce proseguono anche oltre la parte sottostante la torre. Che simpatica messinscena: si vedono accanto ai resti una vecchia lampada a petrolio arrugginita, un setaccio, un secchiello ed una piccozza, come se ancora oggi si usassero quegli strumenti!

Giulio: Vieni, seguiamo il tunnel sotto il camminamento.


Marisa: Ho 'recuperato' alcune vecchie immagini del 'domaine': la galleria inferiore, quella sotto il passaggio che introduce alla Torre Magdala, non aveva inferriate come oggi e lo spazio sembra aver subito notevoli modifiche...

 

 

Antico cartello d'ingresso al domaine
        
Ingresso a Villa Betania

L'antico cartello di

ingresso al Domaine

Ingresso a Villa Betania

(lato cappella privata)

 

 


Giulio: Toh, ecco qui il vecchio cartello che una volta accoglieva i visitatori, quello con la vignetta che rappresenta l’abate Sauniere che scopre un tesoro. Una volta si trovava all’ingresso del “domaine”, guarda oggi com’è rovinato…


Marisa: Il tunnel prosegue sotto l’intero camminamento. La sezione centrale è sbarrata. Sbirciamo un po’ attraverso le lamiere! Ehi, c’è un ambiente, ma è tutto allagato!


Giulio: Fa’ vedere… sì, hai ragione, e ci sono degli strani quadri esposti su cavalletti. Forse c’è stata una mostra qualche tempo fa, ma perché abbandonare qui quei dipinti?


Marisa: Ed ora siamo giunti sotto la serra. Non ti sembra ci siano tracce di scavo anche qui sotto?


Giulio: Hai ragione, ma non ne ho mai sentito parlare. E per fortuna che gli scavi sono interdetti…!


Marisa: Insomma, il mistero di Magdala resta più che mai aperto, ora che l'abbiamo vista personalmente.


Marisa: Pesanti lastre di pietra si trovano sparse in vari punti del giardino, hai notato? Non sono chiusini per qualche ispezione idrica o elettrica poiché non presentano alcuna iscrizione o dicitura. Sono pietre lisce, collocate apparentemente senza alcuna funzione plausibile.

Giulio: Eh, questo è solo ciò che vediamo da 'turisti', non da 'addetti ai lavori'! Entriamo nella Villa Betania, l’ultima cosa che ci è rimasta da visitare.

 

 

Cappella privata dell'abate Sauniere
        
Il salotto di Villa Betania

La cappella privata

dell'abate Sauniere

Il salotto di Villa Betania

 

 

 

Giulio: Come vedi si presenta come una graziosa villetta arredata nel tipico stile di fine Ottocento. Pochi ambienti sono visitabili, attualmente, ed il primo di essi è la piccola cappella esterna, con questi vetri dai colori cangianti, dove l’abate pronunciò le sue messe alternative dopo che la curia gli aveva proibito di celebrare in chiesa.
Pare che i suoi fedeli abbiano disertato la chiesa continuando comunque a seguire le messe qui. Strano, se confrontato con l’altra notizia che il suo comportamento e le sue stranezze avevano suscitato scandalo e proteste tra la comunità dei suoi fedeli.


Marisa: Appunto! Essi, invece, hanno continuato a sostenerlo anche nei momenti di difficoltà. Prima ne denunciano i comportamenti bizzarri, giustamente arrabbiati perchè rivoltava letteralmente le tombe dei loro defunti, poi gli correvano appresso... Che mistero!


Giulio: E se invece le dicerie sul suo conto fossero soltanto un tentativo da parte della Chiesa per screditare questo personaggio, divenuto “scomodo” per chissà quale motivo?


Marisa: Un po’ come è stato fatto con Maria Maddalena? Non corriamo troppo con la fantasia, Giulio, ma rimaniamo con i piedi per terra…


Giulio: Va bene, era soltanto una piccola provocazione… Oh, eccoci nel piccolo e sobrio salottino d’ingresso. Guarda qui questo tavolo al centro della stanza, ricoperto da un centrotavola finemente ricamato all’uncinetto. Sembra il classico “centrino della nonna”!


Marisa: Chissà chi ha cenato a quel tavolo? A quali misteriosi ospiti erano riservati quei costosissimi liquori che l’abate ha continuato a comprare incessantemente anche quando le sue finanze hanno avuto un breve periodo di defaillance?

 

 

Vetrate d'ingresso con simboli del Sacro Cuore
        
Un'altra stanza interna di Villa Betania

Vetrate d'ingresso con

simboli del Sacro Cuore

Un'altra stanza interna

di Villa Betania

 

 


Giulio: Non immagini quanto piacerebbe saperlo anche a me! Ma eccoci nell’androne d’ingresso principale, oggi sbarrato. La poca luce qui filtra dalle due vetrate sul portone, su cui spiccano colorati i due simboli del Sacro Cuore, quello di Gesù, avvolto dalla corona di spine, e quello di Maria, circondato da rose ma trafitto da una spada.


Marisa: Sì, li abbiamo già visti sull’altare nella cappella privata. Sono simboli religiosi ma, nel contempo, anche politici, ulteriore testimonianza della filomonarchicità di Sauniere.


Giulio: La parte visitabile finisce qui. Nella stanza accanto, chiusa a chiave ma visibile attraverso il vetro della porta, sono ammucchiati altri pezzi di mobilia, quadri, teli, abiti talari, un pianoforte: tutti oggetti che potendo parlare chissà quali storie interessanti avrebbero da raccontare…

Marisa: Peccato che il resto non si possa visitare. Dopo la morte di Sauniere la villa divenne proprietà di Marie Denarnaud, che a sua volta la rivendette a Noel Corbu, lo scrittore dai cui resoconti cominciò a venire fuori tutta la messe di misteri attorno a questo paesino.

(Ancora assorti nei pensieri sul passato della villa, i due, quasi senza rendersene conto, percorrono tutto il tragitto a ritroso, fino a trovarsi nuovamente all’esterno del domaine, davanti alla chiesa di Maria Maddalena, dove tutto era cominciato).

Giulio: Beh, la nostra visita è terminata. Che te ne pare?


Marisa: Una visita straordinaria. Mi riservo di rivedere tutte le foto, che finiranno nel nostro reportage. Speriamo possa servire da stimolo per coloro che vorrebbero partire per Rennes le Chateau e non si sono mai decisi! Sfatiamo tutte le leggende legate alle 'negatività' di questo luogo, diamo un po' del nostro entusiasmo!


Giulio: Certamente ma... non è a te che si è rotta la videocamera proprio mentre si saliva al paese? (sghignazzando!)


Marisa: È vero! Me ne ero dimenticata: stavo registrando e narrando le vicende quando il display è diventato prima bianco poi si è spento del tutto! Si è dovuto proseguire con il solo oculare, vedendo poco e male e in bianco e nero!


Giulio: Che disdetta, ma vedrai che le riprese saranno uscite ugualmente stupende (sospiro di speranza da parte di Marisa!). Beh, confessione per confessione, anche la mia fotocamera digitale ha cominciato a fare i capricci nella chiesa, mentre mi accingevo a fotografare la statua della Maddalena... Che singolare coincidenza!

 

Marisa: Ma pensa...


Giulio: La mia opinione è che, dopo questa visita, molti presunti misteri sono stati ridimensionati, ma le domande aperte rimangono ancora tante, e le risposte ufficiali ancora, a mio avviso, lacunose. Lungi dall’essere tutto chiaro e tutto risolto, il mistero di Rennes-le-Château continuerà ancora a lungo ad incuriosire e ad alimentare le speculazioni.

 

 

Simbolismo trovato su una delle case del paese

Simbolismo trovato su una

delle case del paese

 

 


(Scendendo verso l'uscita dal paese, incontrano un simbolismo molto interessante, affisso ad un muro. Guardandosi interrogativamente):

 

Marisa: Come benvenuto o congedo, direi che è eloquente, non ti pare?


Giulio: Tre mezzelune intrecciate e tre volti...


Marisa: È meglio che ripartiamo subito, prima di inerpicarci in discorsi troppo 'annodati'...!


Giulio: Mai rimando fu più azzeccato.


Marisa: E se questo luogo, con i suoi misteri, fosse solo una mistificazione - come sostengono molti - non è stato invano arrivare fin quassù, perchè ripaga sotto tanti punti di vista: provare per credere!

 

La Ricerca continua...


F I N E

 



Parte I - Il paese, il giardino e l'esterno della chiesa

Parte II - La chiesa della Maddalena

 


Note:

 

(*) Marisa Uberti è una ricercatrice indipendente, autrice e curatrice del sito "Due Passi nel Mistero". Lo stesso articolo, con foto differenti, può essere letto nel suo sito visitando questo indirizzo.