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Diario di viaggio (Agosto 2010)



Secondo giorno (Lun. 9/8)


San Millàn de la Cogolla - Santo Domingo de la Calzada - Burgos



Mandato ad espiar nel monastero
proseguo ove Domingo si riposa
il gallo e la gallina stanno in posa
celando un'altra chiave del mistero…



San Millàn avvolto dalle nebbie

Foto 1 - La nebbia che avvolge la cima del paese…



Le tappe di oggi sono molte, e tutte importanti, pertanto ho deciso di partire un po' più presto. La prima tappa è il paesino di San Millàn de la Cogolla, che si trova a circa 42 km da Logroño. Qui sorgono due antichi monasteri, sul luogo dove San Emiliano (San Millàn) aveva stabilito il suo romitorio prima che la fama dei suoi miracoli avesse cominciato ad attirare folle di pellegrini, i quali volentieri deviavano un poco dal loro percorso per giungere fin qui. A valle del paese si trova il Monastero di Yuso, di matrice benedettina, che fu realizzato in un secondo tempo per contenere la massa dei visitatori sempre più crescente. Ho trovato il paese deserto, avvolto sulla cima da una fitta nebbiolina; il tempo è nuvoloso e freddo, e mi occorre indossare un maglione. Sembra così irreale… È ancora presto, ma ho scoperto che nulla aprirà, in giornata: è lunedì, infatti, ed è giorno di riposo per gli Spagnoli; tutto rimarrà chiuso, compresi i due monasteri.



San Millàn de la Cogolla: Monastero di Yuso

San Millàn de la Cogolla: Monastero di Suso

Foto 2 - San Millàn de la Cogolla: Monastero di Yuso

Foto 3 - San Millàn de la Cogolla: Monastero di Suso



Mi accontento di un giro all'esterno, che comunque è molto suggestivo. L'altra chiesa, il Monastero di Suso, si trova circa 1 km più in cima, ma la strada carrabile è interdetta alle macchine. Decido di salire comunque a piedi, e comincio ad incamminarmi. A circa metà strada incontro un sentiero che s'inoltra nel bosco: è indicato come "Ruta de Gonzalo de Berceo", e porta dritto al monastero. Cosa c'è di meglio? Dopo una serena camminata avvolto soltanto dai rumori della Natura, raggiungo uno spazio semicircolare, con un sedile tutto intorno, dove mi siedo a riposare ed a contemplare la bellezza del luogo. Quando mi rialzo, alcuni minuti dopo, mi sento più leggero. Avanzo verso una stele piantata nel centro dello spiazzo, e leggo che è stato in questo punto preciso che San Millàn, tentato da Satana, ha vinto la sua battaglia sul Male. Dunque, ho fatto bene a sedermi qui…



La Ruta de Gonzalo de Berceo

La stele presso il monastero di Suso

Foto 4 - La Ruta de Gonzalo de Berceo

Foto 5 - La stele presso il monastero di Suso



Il vecchio monastero è proprio dietro l'angolo. Anche qui, mi devo accontentare soltanto di girarci intorno, anche se alcuni simboli, graffiti sugli stipiti della porta d'ingresso e sul muretto laterale non mi sono sfuggiti… Sul retro, alcune grate metalliche proteggono l'accesso ad una cavità sotterranea: è la grotta in cui il Santo ha vissuto in solitudine come eremita, a cui si accede soltanto dall'interno del monastero. Stranamente, da questo punto emana un gradevole ed intenso profumo, come armonia di mille fiori, ma la zona è brulla e spoglia, e non vedo tracce di fiori nei dintorni…


Un tizio con un grande cane bianco rompe il silenzio del luogo, passando lungo il sentiero, procedendo poco oltre il monastero, e poi tornando improvvisamente indietro per la stessa strada. Ho come la sensazione che anche la mia visita è finita qui, e torno indietro anche io. Quando giungo nuovamente all'imbocco del sentiero nel bosco, indeciso se riprenderlo o se proseguire sulla strada, il tizio con il cane mi incrocia, e lo saluto. Lui mi risponde e passa oltre, sulla strada. Non devo riprendere il Sentiero della Liberazione, è un passo che ormai è stato superato. Posso ridiscendere per la Via Maestra. Supero di nuovo il tipo che stavolta si è fermato ad osservare alcuni uccelli in mezzo agli alberi, e passo oltre. Poco dopo mi volto per vedere se è ancora lì ma è sparito. Anche oltre, quando il sentiero fa un tornante, non c'è più nessuno sulla strada, il tizio e il suo cane sono come scomparsi, avvolti dalle nebbie…



Cañas: abbazia di Santa Maria del Salvador

Foto 6 - Cañas: abbazia di Santa Maria del Salvador

Foto 7 - Cañas: lo stemma dell'abbazia con il Centro Sacro



La visita a San Millàn è terminata; il paese in basso sta appena prendendo vita: alcune signore intabarrate nelle loro vesti pensanti hanno appena cominciato a spazzar via le foglie davanti l'uscio di casa. Io riprendo l'auto e mi dirigo verso la meta successiva. Durante il tragitto faccio una sosta, capitando nei pressi dell'abbazia cistercense di Santa Maria del Salvador, a Cañas. Sarebbe un'ottima opportunità quella di visitarla, ma è lunedì anche per il personale addetto alle visite turistiche, e così l'abbazia resta chiusa celando, come uno scrigno, i suoi tesori. Tutti, forse, meno uno: lo stemma che appare sulla facciata, al di sopra del portale principale, la dice lunga: alle spalle del Cristo, infatti, appare un simbolo inconfondibile: quello del Centro Sacro, probabilmente qui in veste di emblema del Cammino Spagnolo. Riparto dopo la breve sosta per raggiungere, qualche chilometro dopo, il paese di Santo Domingo de la Calzada.



Santo Domingo de la Calzada: la Cattedrale

Foto 8 - Santo Domingo de la Calzada: la Cattedrale



La conchiglia gialla stilizzata riprodotta sulle vie del paese mi ricorda che sono tornato appieno sul Cammino. Seguendola, si arriva senza errore al monumento più importante della città, la Cattedrale dedicata al Santo eponimo. Tutta la città è condizionata da una figura in particolare, quella del gallo e della gallina, che già di per sé sono carichi di sensi simbolici non trascurabili (il GALLO, in special modo, per la sua abitudine ad annunciare l'alba con il suo canto, è considerato un portatore di Luce, ovvero un indicatore del "Risveglio Iniziatico").



Santo Domingo de la Calzada: la stia nella Cattedrale

Santo Domingo de la Calzada: la stia nella Cattedrale

Foto 9 - Santo Domingo de la Calzada: la stia con il gallo e la gallina all'interno della Cattedrale



In questa città, le figure sono accostate al ricordo di uno dei miracoli più famosi del Santo, avvenuto nel Medioevo. La leggenda, che magari racconterò meglio in seguito in differente sede, narra di un giovane ingiustamente condannato all'impiccagione, che dopo aver invocato l'aiuto del Santo resta miracolosamente illeso e sopravvive alla forca. Il padre, incredulo al miracolo e ritenendolo un impostore, disse che avrebbe creduto alla sua storia se il galletto e la gallina arrostiti che aveva ordinato per pranzo per sé e per sua moglie, avessero ripreso vita dal loro piatto, cosa che puntualmente avvenne… Da allora, a memoria di ciò, ancora oggi nella chiesa si ammira una stia contenente un gallo ed una gallina bianchi, dono degli abitanti del luogo e cambiati due volte al mese. Chissà che fine fanno i polli troppo "vecchi"! Di fronte, si staglia il sepolcro del Santo, che ovunque è rappresentato in compagnia dei due pennuti volatili.



Iconografia di Santo Domingo

Santo Domingo de la Calzada: la torre

Foto 10 - Iconografia di Santo Domingo

Foto 11 - La torre di Santo Domingo



Giunge l'ora di pranzo, ed è il momento di trovare un simpatico locale dove mangiare; resisto alla tentazione di mangiare pollo e trovo invece una caratteristica locanda turistica che offre il "menu del pellegrino", un pasto completo a prezzo contenuto: "patatas a la riojana" e "cordero a la plancha". Dopo il pranzo, riparto per l'ultima meta di questa giornata: Burgos. Dopo interminabili giri per trovare l'albergo, che sembra disperso nel nulla, giungo in città nel tardo pomeriggio. C'è giusto il tempo di visitare la Cattedrale, che è immensa e che richiede almeno due ore per una visita completa e non superficiale.



Burgos: la Cattedrale

Foto 12 - Burgos: la Cattedrale



È una chiesa gotica, dedicata a Nuestra Señora, parente dunque delle varie Nôtre-Dame francesi. Questa qui ha la particolarità di accogliere, al suo interno, la tomba del popolare eroe medievale spagnolo conosciuto come "El Cid Campeador", le cui spoglie riposano sotto una grande ma modesta lapide posta al centro del coro, insieme ai resti della sua sposa.



Burgos: il coro della Cattedrale

Burgos: la tomba del Cid Campeador

Foto 13 - Burgos: suggestiva immagine del coro della Cattedrale

Foto 14 - Burgos: la tomba del "Cid Campeador" all'interno della Cattedrale



Di tutto il completo merita degna attenzione soprattutto il chiostro, sviluppato su due livelli. Nel lato sud-ovest del chiostro alto, al di sopra di un sedile addossato alla parete, trovo un primo simbolo classico del mio percorso. Sembra sul momento una Triplice Cinta ma con il senno di poi, osservando a casa la foto ingrandita, si rivela essere un Centro Sacro multiplo, con fossette in ciascuno dei punti d'incrocio. Al di sopra dello stesso, graffito sul muro, spicca inconfondibile un Fiore della Vita a sei petali.



Burgos: il chiostro della Cattedrale

Burgos: Centro Sacro nel chiostro della Cattedrale

Foto 15 - Chiostro della Cattedrale di Burgos

Foto 16 - Centro Sacro nella Cattedrale di Burgos



Lascio soddisfatto la Cattedrale e mi metto alla ricerca di un locale per la cena. Deciso, per questa volta, ad evitare la carne, giro finché non trovo quello che sto cercando. Il locale scelto offre tra i suoi menu combinati una prima portata a base di "morcilla de Burgos", una specie di salsiccia scura a base di riso e sangue di maiale, la cui effigie compare dappertutto in città, e per secondo una "trucha a la plancha", con le immancabili patate fritte accanto, che si rivela niente male. Sono tornato in albergo e sono andato a dormire presto: il giorno seguente ho previsto un tragitto un po' più impegnativo e pertanto ho scelto di recuperare un po' le forze…





1° giorno (Saragozza - Logroño - Estella)

Introduzione

3° giorno (Villalcàzar de Sirga - León)


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