Istanbul: un centro iniziatico

 

 

 

Veduta panoramica di Istanbul

 

 

 

Situata tra le due rive del Corno d'Oro, tra il Bosforo ed il Mar di Marmara, Istanbul è il capoluogo dell'omonima regione della Turchia Europea e ricopre oggi un ruolo importante sia economico, sia politico, sia culturale. La sua posizione geografica, infatti, sullo stretto del Bosforo ed a cavallo tra il continente europeo e quello asiatico, lo rende un preminente centro commerciale e finanziario. Inoltre la città ha anche un notevole ruolo religioso (è la sede del Patriarca Greco-Ortodosso) e culturale (vi sono molte Università, istituti superiori di istruzione e ricerca, biblioteche e musei). La storia della città è ricca e varia: originariamente si chiamava Bisanzio, ed era la capitale del regno Bizantino. Conquistata dai Romani, dal 330 d.C. prese il nome di Costantinopoli dall'imperatore Costantino, e fu, a partire dal 395 d.C., la capitale dell'Impero Romano d'Oriente. Caduta in mano ai Turchi di Maometto II, divenne nel 1453 la sede della corte e del governo dei sultani turchi, e da quel momento la città segue le vicende storiche e politiche dell'Impero Ottomano. Nel 1923 la capitale della Turchia fu trasferita ad Ankara; Istanbul rimase sede del Califfato fino all'anno successivo, quando la carica venne soppressa.

 

Una città così importante, che è stata capitale di tanti imperi, presenta alcune caratteristiche che la rendono degna di essere considerata un centro energetico, nodo di smistamento delle energie telluriche del pianeta. Prima di tutto occorre osservarne la particolare posizione geografica. La città giace nell'esatto punto di intersezione tra la latitudine 41° N e la longitudine 29° E. Alcune teorie sostengono che le linee di latitudine sono state scelte in modo da rispettare i modi naturali di vibrazione della Terra. In particolare, alcune di queste linee sono predominanti rispetto alle altre: sono quelle posizionate a multipli di 30 e 36 gradi, che sono i nodi, rispettivamente, di un'onda sinusoidale a 6 o 5 oscillazioni, se la pensiamo disposta tra il Polo e l'Equatore. Le terre emerse sul pianeta sembrano essere state influenzate da questi modi vibrazionali.

 

Quasi a sottolineare la preminenza energetica della città, al centro di essa è stato posto un obelisco egizio (foto 1), nella piazza detta dei Cavalli. L'obelisco, dalle numerose valenze simboliche, svolge in particolare la funzione di "omphalos", punto di demarcazione dei nodi ove s'incrociano le linee energetiche terrestri (ley-lines). In tutto il mondo esistono ancora 17 obelischi originali egizi; di questi soltanto quattro giacciono ancora in Egitto, ben 9 si trovano a Roma mentre gli altri quattro si trovano in importanti centri energetici, come Londra, Parigi e New York. Quello di Istanbul fu fatto costruire da faraone Tuthmosis III (che regnò in Egitto dal 1504 al 1450 a.C.) e sembra che, dopo la traslazione in Turchia da parte dei Romani, non sia mai stato spostato dalla sua posizione originale, al centro del precedente ippodromo di Costantinopoli.

 

 

L'obelisco di Tuthmosis III
Foto 1 - L'obelisco di Tuthmosis III

 

 

Tra i numerosi edifici religiosi che sorgono in città ha particolare importanza la Cattedrale di Santa Sofia (foto 2), originaria del VI sec. e successivamente trasformata in moschea. "Sofia" non è un nome comune, ma assume determinate caratteristiche iniziatiche. "Sophia" è il nome greco della Sapienza, ed è ad esempio, anche il termine che si ottiene dal nome "Baphomet" (il presunto idolo adorato dai Templari) applicando il codice di traslitterazione Atbash, di origine ebraica, utilizzato già nella Bibbia. Quindi la cattedrale non è un semplice edificio religioso, ma un centro iniziatico. È quindi una semplice coincidenza che al suo interno, sul piano marmoreo del muretto di una delle balconate superiori, compare in bella vista l'universale simbolo della Triplice Cinta (foto 3)? Non va dimenticato, inoltre, che al tempo delle Crociate Istanbul fu importante centro di partenza ed arrivo dei soldati cristiani, e tra questi non mancarono certamente di arrivare in città i Cavalieri Templari, i quali potrebbero aver inciso questo simbolo così come hanno fatto in altri importanti centri.

 

 

La Cattedrale di Santa Sofia
   
Triplice Cinta nella Cattedrale di Santa Sofia
Foto 2 - La Cattedrale di Santa Sofia
 
Foto 3 - La Triplice Cinta graffita al suo interno

 

 

Oltre a Santa Sofia, la città comprende numerosi altri edifici religiosi, tra i quali spiccano per bellezza ed imponenza la Moschea Blu (foto 4) e la Moschea di Sulayman, o Solimano. Parallelamente all'edilizia religiosa, si sviluppa anche quella civile, che trova la sua massima espressione nella costruzione dei palazzi dei sultani. Il celebre museo Topkapi (foto 5) era originariamente il palazzo che il sultano Mehmed II Fatih, primo monarca ottomano, fece costruire in cima all'acropoli di Bisanzio nel 1465. All'interno di questo palazzo venne rinvenuta la famosa e contestata mappa di Piri Reis, che prende il nome dall'ammiraglio turco che l'ha disegnata. Questa mappa è divenuta celebre perché in essa sembrano apparire le coste del continente americano, che verrà scoperto soltanto diversi anni dopo la realizzazione della mappa. Ma la cosa ancora più incredibile è che in essa sembri sia rappresentata anche l'Antartide, scoperta 300 anni dopo, e per di più non coperta da ghiacci ma verdeggiante, cosa che alcuni hanno interpretato come una prova dell'esistenza del continente perduto di Atlantide.

 

 

La Moschea Blu
   
Ingresso del Palazzo Topkapi
Foto 4 - La Moschea Blu
 
Foto 5 - Ingresso del Palazzo Topkapi

 

 


 

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