Inghilterra misteriosa

 

 

 

La capitale occulta

 

 

Luci e colori al tramonto in Piccadilly Circus

Luci e colori al tramonto in Piccadilly Circus

 

 

Una nota leggenda tramanda che la città di Londra, insieme con quella di Torino, in Italia, e San Francisco, negli Stati Uniti, formi un triangolo "nero", occulto, opposto a quello "bianco" che ha per centro sempre il capoluogo piemontese e gli altri vertici su Lione e Praga. Come mai quest'infausta nomea? Londra oggi è una capitale moderna, multietnica, un autentico melting pot di razze e di culture. In essa passato e presente si mescolano audacemente nel tessuto urbanistico, sviluppatosi attorno al fiume Tamigi, che l'attraversa in pieno. Il turista che ne attraversi i suoi quartieri caratteristici, come Soho, Covent Garden, Chelsea o Westminster, per citarne solo alcuni dei più rinomati, viene costantemente attratto e distratto dalle luci, dai suoni e dai colori che creano un'atmosfera incantata e fiabesca. Ma smesso l'occhio del visitatore occasionale, al ricercatore ed all'amante del simbolismo viene offerta una ricca miniera di spunti da poterci scrivere un saggio, più che un articolo!


Diciamo, innanzi tutto, che la dimensione occulta di Londra si sviluppa su due piani principali, quasi due mondi paralleli che pullulano e vivono di vita propria: la dimensione terrena e quella sotterranea. Se sopra, infatti, è più facile e diventa quasi un gioco, per l'appassionato, "dare la caccia" al simbolo o al riferimento esoterico negli elementi architettonici, nei toponimi e nei monumenti, sotto tutto è più nascosto, velato, noto solo agli addetti, ma non per questo meno affascinante. Anzi, proprio per il fascino più sottile ed intrigante della dimensione sotterranea, cominceremo questo viaggio nei segreti della Londra occulta proprio dal sottosuolo, dal quale poi riemergeremo per "prendere fiato" e proseguire il cammino nella dimensione superiore.

 

London Underground: la metropolitana di Londra

 

Parlare del sottosuolo di Londra significa, naturalmente, parlare della fitta rete di metropolitana che attraversa in modo capillare tutto il territorio urbano, con le sue 11 linee che le conferiscono il primato della linea di trasporto sotterranea più antica, grande e ramificata del mondo. I lavori per la sua costruzione, infatti, iniziarono a metà Ottocento, quando sulle strade sovrastanti circolavano ancora le carrozze trainate dai cavalli. Uno dei personaggi secondari del "Pendolo di Foucault" di Umberto Eco, il tassidermista Salon, ad un certo punto insinua ad uno dei protagonisti il dubbio sullo scopo effettivo che incentivò la realizzazione della prima ferrovia sotterranea del mondo. La sua ipotesi è che i tunnel sotterranei servirono come efficiente veicolo di canalizzazione delle correnti telluriche sotterranee, per concentrarle o per dispensarle nei punti strategici della città. Stiamo parlando, ovviamente, di un'opera letteraria, di fantasia, ma ciò non toglie che negli intenti dei progettisti originari, almeno in via simbolica, se non pratica, si sia voluto seguire questa strada. Oltre che dalle gallerie, infatti, il sottosuolo londinese è percorso anche da corsi d'acqua, alcuni tratti del fiume Tamigi, che per esigenze urbanistiche furono canalizzati sotto terra. Così capita, in diversi punti della città, di vedere il fiume inabissarsi nelle viscere buie della terra per poi riemergere silenzioso ed impetuoso da qualche altra parte della città…

 

Secondo una leggenda urbana, la regina Boadicea, che guidò la più grande rivolta anti-romana delle tribù dell’isola, sarebbe oggi sepolta sotto il binario 10 della stazione di King’s Cross. Le origini di tale leggenda deriverebbero dal fatto che nel luogo ove oggi sorge la stazione, anticamente si trovava il villaggio di Battle Bridge, ritenuto il luogo della sua ultima battaglia. Oggi questo mito, che viene esposto nel libro di Lewis Spence, "Boadicea - Warrior Queen of the Britons" (1937), senza prove a supporto, è ritenuto sfatato, ed è opinione comune che il nome Battle Bridge sia in realtà una corruzione di "Broad Ford Bridge". Ma torniamo alla metropolitana. Nel 1854 la Metropolitan Railway Company venne autorizzata dal Parlamento a creare il primo collegamento sotterraneo tra Paddington e Farringdon Street, passando per la citata King's Cross. L'inaugurazione della tratta avvenne il 10 Gennaio 1863, che tuttavia presentava un aspetto assai differente rispetto a ciò che conosciamo oggi: si trattava, infatti, di un normale treno a vapore, trasferito nel sottosuolo, munito di uno speciale dispositivo per limitare l'emissione dei fumi e del vapore. Con l'introduzione di una rivoluzionaria tecnica di scavo, il metodo Barlow, che prevedeva l'inserimento di un telaio di protezione durante la perforazione delle gallerie, si poterono scavare tunnel in relativa sicurezza anche sotto il livello del fiume, moltiplicando le possibilità di collegamento. Il telaio, inizialmente di forma quadrata, venne perfezionato introducendo la sezione circolare: i tunnel divennero così a poco a poco dei lunghi tubi sotterranei che valsero alla metropolitana il soprannome di "The Tube", il Tubo.

 

Fermata della metropolitana presso i Magazzini Harrods

Fermata della metropolitana presso i Magazzini Harrods

 

 

La prima linea che venne realizzata aveva la forma di un anello, ed infatti era chiamata Circle. Nel 1890 James Henry Greathead perfezionò il metodo Barlow, ed il suo Greathead Shield può essere considerato il primo esemplare di metropolitana di concezione moderna. Da allora in poi lo sviluppo delle linee fu inarrestabile: al 1898 risale l'apertura della Waterloo & City Line, al 1900 la Central, al 1904 la Great Northern & City, al 1906 la Bakerloo e la Piccadilly, al 1907 l'Hampstead Tube. Fu nel 1903 che, sull'esempio di quanto era già stato applicato a Chicago, la locomozione venne piazzata in testa ed in coda ai convogli, permettendo così lo spostamento del solo conducente anziché di tutto il locomotore. Da quel momento in poi la London Underground (così chiamata a partire dal 1907) divenne il principale mezzo di trasporto urbano londinese. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i tunnel sotterranei fecero da rifugio antiaereo e da depositi sotterranei. Alcune di queste stazioni, oggi ancora visitabili, come ad esempio quella di King William Street, presentano affissi alle pareti manifesti originali dell’epoca.

 

Chiunque decida di visitare Londra spostandosi in metropolitana, anziché sui caratteristici autobus panoramici a doppio piano, sperimenta il fascino arcano degli ambienti ipogei, che specialmente nei tratti di raccordo tra una linea e l'altra possono diventare molto suggestivi: per esempio può capitare di scendere di svariati livelli nel sottosuolo percorrendo una torre circolare con scala a chiocciola, e ritrovarsi solitari in uno dei tratti più antichi, scarsamente illuminato, circondati da sinistri tubi sibilanti di vapore... Come ogni luogo ‘magico’ che si rispetti, anche la metropolitana di Londra ha le sue leggende di fantasmi, e vi sono molte stazioni nelle quali sono stati fatti strani avvistamenti o sono successi fenomeni inspiegabili (porte che si aprivano o chiudevano da sole, rumori di passi nei corridoi solitari, scale mobili che si mettevano in funzione da sole pur dopo che gli operai ne avevano staccato gli interruttori, ombre e figure riprese dalle telecamere di sorveglianza che non avrebbero dovuto esserci, e così via). Di tutte queste leggende, ne ricordiamo almeno qualcuna, come la storia della suora nera di Bank Station, che di notte si aggira spettrale nella stazione alla ricerca del fratello, un cassiere di banca che nel 1811 venne giustiziato per falso. Oppure lo "spettro urlante" di Farringdon, lo spettro di una giovane tredicenne apprendista di un cappellaio, Anne Naylor, che nel 1758 è stata assassinata dal suo maestro e dalla figlia. Ma lo spettro, forse, più famoso della metropolitana di Londra è quello che si aggirerebbe nella stazione abbandonata del British Museum, chiusa nel 1933, che si dice infestata dallo spirito di una mummia egizia collegata alla maledizione inscritta sulla tomba di Amen-Ra, esposta nel museo vicino. Si dice anche che vi sia un tunnel segreto che da questa stazione porti direttamente dentro al museo, ma ovviamente nessuno l’ha mai scoperto e le istituzioni ne negano convintamene l’esistenza!

 

 

Il Bar&Circle

Il Bar & Circle, logo della metropolitana

 

 

Il Bar&Circle, ovvero il cerchio rosso attraversato da una barra blu su cui campeggia, in caratteri di colore bianco, la scritta "UNDERGROUND", è oggi un simbolo ed un'icona stessa di Londra, al pari della cabina telefonica rossa (che sta comunque gradualmente scomparendo) e del Double Deck, l'autobus a due piani. La sua ideazione, ad opera del calligrafo Edward Johnstone, fu un altro elemento che decretò il successo della linea sotterranea, frutto di un'indovinata campagna di marketing lanciata dal manager Frank Pick nel 1916. Probabilmente la genesi creativa seguì un tutt'altro iter, ma ci piace pensare che la struttura portante del logo, oggi universalmente riconosciuta come simbolo generico di Spiritus"divieto", soprattutto nella cartellonistica, era anticamente l'emblema alchemico dello "spirito", o "essenza", della materia, cioè un elemento purificato che veniva estratto dopo un lungo processo ripetuto di distillazione. Come a dire: "Visita l'interno della terra e rettificando troverai la pietra occulta" [1], il che, posto all'ingresso di passaggi che portano proprio verso l'interno della terra, non può che farci sorridere...

 

 

La City

 

Le porte si aprono con un sibilo, una voce meccanica avverte di fare attenzione allo spazio tra il treno e la banchina («Mind the gap!»): una volta discesi dal treno, diverse rampe di scale fisse o mobili tappezzate di manifesti colorati ci riportano in superficie, dove emergiamo all'aperto. Se siamo fortunati e la nebbia o la pioggia non sono presenti, riusciamo a dimenticare l'atmosfera sinistra ma fascinosa del sottosuolo, e possiamo immergerci nell'esplorazione della Londra superiore, quella dei palazzi e dei monumenti. Usciamo quindi dalla stazione Temple, sulla Central Line, per trovarci nella City, il cuore finanziario e legale della capitale, una vera e propria città nella città, come il nome stesso suggerisce. Questa zona, che è dotata di un sindaco a parte, è ricca di banche e di studi legali. I monumenti principali si trovano tutti qui, ed il primo lo scorgiamo proprio emergendo dalla stazione della metropolitana: si tratta del Cleopatra's Needle, l'obelisco egizio, posto tra due Sfingi nere che lo sorvegliano, lungo il Victoria Embankment.

 

 

La Temple Church

La Temple Church

 

 

Quando ci s’immette nella City, s’incontra quasi subito il suo simbolo, sotto forma di scultura o bassorilievo: è il dragone alato, che sorregge uno scudo bianco, rosso-crociato. Per analogia ci vengono subito in mente le Crociate, e non siamo troppo lontani: anticamente, infatti, in questa zona sorgeva il Quartiere del Tempio, ossia il Quartier generale dell'Ordine dei Cavalieri Templari d'Inghilterra. La Temple Church testimonia ancora oggi quel passato glorioso; di forma rigorosamente circolare, almeno nella parte frontale, più antica, presenta nella piazzetta antistante una colonna sulla quale è posta la statua di due cavalieri su un unico cavallo: è la rappresentazione tridimensionale del sigillo dei Cavalieri. Intorno, si sviluppano le altre zone del quartiere: i cortili interni, nelle zone chiamate Inner Temple e Middle Temple, ospitano oggi alcuni degli edifici più affascinanti della città, ma appartengono tutti a privati o ad aziende. Stemmi e blasoni, carichi di simbologia, sono appesi ovunque.

 

 

Middle Temple Hall
     
Inner Temple
Middle Temple Hall
 
Inner Temple

 

 

Tornando sulla strada principale, Fleet Street, nel cuore della City, e superando l'elegante palazzo della Royal Court of Justice, fermiamoci ad osservare bene gli edifici ed i loro elementi decorativi. Qui tutto pullula di simbolismo, per lo più di stampo massonico, ispirato alla mitologia ed a temi pagani: ecco, allora, che sulla porta d'ingresso all'Outer Temple spiccano due pesci, che richiamano il dio babilonese Nimrod. Li troviamo in numerosi altri contesti, dalle fontane ai lampioni. È un simbolo ricorrente nella City, come il dragone e il cavallo alato, Pegaso.

 

 

Il Drago, simbolo della City
     
Il Drago, simbolo della City
 
Outer Temple

 

 

La Corporazione della City non ha mancato nemmeno di ricordare, con l'apposizione di targhe, i luoghi ove sorgevano la "Mitre Tavern", celebre luogo d’incontro della Massoneria inglese prima della realizzazione della Freemason’s Hall, e la "Devil’s Tavern", o Taverna del Diavolo, demolita nel 1787 e famosa per essere frequentata dai peggiori criminali ed assassini del tempo. Nella City troviamo altri singolari monumenti di chiaro stampo massonico: a parte la citata Freemason's Hall, che ospita il quartier generale della Grande Loggia Unita d'Inghilterra, la più antica loggia del mondo, si trovano la St. Paul's Cathedral, e The Monument, entrambi progettati dall'architetto massone Christopher Wren, di cui abbiamo parlato nel precedente diario di viaggio a Londra (Agosto 2007).

 

 

Targa che indica il sito della Mitre Tavern
     
Targa che indica il sito della Mitre Tavern
Targa che indica il sito della Devil Tavern

 

 

 

Il St. john's Gate

 

Seguendo le orme dei grandi ordini medievali, siamo giunti a rintracciare il sito del maggiore concorrente dei Templari: l'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, noti anche come Cavalieri di Malta. Essi, all'inizio del XVI secolo, stabilirono nel quartiere di Clerkenwell il loro priorato, su un territorio che si estendeva per circa quattro ettari. La monumentale porta che sovrasta St. John's Lane è tutto ciò che oggi rimane di quell'antico complesso: venne realizzata nel 1504 come ingresso alla St. John's Clerkenwell Church, in St. John's Square, da Thomas Docwra, Gran Priore dell’Ordine. L'edificio aveva la pianta rotonda come quella della Temple Church, ed il suo profilo originario è tutt'oggi visibile all'esterno dell'edificio, segnato da mattonelle grigie che ne evidenziano la forma circolare, disposte nella recente ristrutturazione della pianta. L'edificio venne parzialmente demolito tra il 1536 ed il 1540, in seguito alla dissoluzione dei monasteri ordinata da Enrico VIII. Solo il maestoso portale resistette alla rovina, e fu a lungo utilizzato come taverna. Fino a che, intorno al 1870, non venne riacquisito dai Cavalieri di Malta, e gradualmente riconvertito a quartier generale e sede del Museo dell’Ordine di San Giovanni, che ancora oggi è visitabile. In seguito alle diverse vicissitudini che dovette subire, i secoli d’abbandono ed i pesanti rimaneggiamenti a cui fu sottoposto durante l’epoca Vittoriana, poco dell’aspetto originale dell’arco è oggi rimasto, ma conserva pur sempre il suo fascino arcaico. È possibile raggiungerlo dopo una breve passeggiata a piedi, scendendo alla fermata Farringdon, ma, attenzione, non senza una cartina perché rimane un po' nascosto rispetto all'uscita della metropolitana.

 

 

Il St. John's Gate a Clerkenwell

Il St. John's Gate a Clerkenwell

 

 

La Londra criminale: Jack lo Squartatore ed altre storie a tinte fosche

 

Oggi è un moderno e ridente quartiere residenziale, ma anticamente la zona di Whitechapel era la più malfamata e pericolosa di Londra. Il suo nome rimarrà comunque sempre associato agli efferati delitti che alla fine del XIX sec. sconvolsero l'opinione pubblica. Stiamo parlando, ovviamente, di Jack The Ripper, il serial killer che nell’autunno del 1888 uccise cinque donne, tutte prostitute, lanciando il guanto di sfida a Scotland Yard, che si premurava di avvertire prima di colpire inviando loro dei messaggi, e che sparì misteriosamente come era apparso, senza lasciare traccia. Ancora oggi la sua identità rimane un mistero, anche se ormai molte teorie moderne lo hanno identificato con un nobile, che compì gli efferati delitti per coprire uno scandalo di corte, o con il pittore Walter Sickert, mentre recenti indagini compiute analizzando il DNA contenuto nella saliva che sigillò alcune delle lettere originali che giunsero alla polizia dimostrerebbero che questo non sia compatibile con quello di un uomo e che, quindi, Jack lo Squartatore potesse essere stato una donna. Oggi per certi versi il personaggio di Jack lo Squartatore è diventato una specie di icona, di attrazione folkloristica: sono almeno un paio i tour guidati che partendo da una certa zona di Londra, sul fare del tramonto, conducono il turista attraverso il lato oscuro di Londra, sul tipico calessino. Si vedranno la Old Bailey, antico sito per le impiccagioni pubbliche, ed il Royal London Hospital, dove viveva l'Uomo Elefante e dove ancora oggi si conserva il suo scheletro a fini didattici, ed altre zone legate a fatti foschi e sanguinosi, per concludere con una cena ristoratrice allo Sherlock Holmes Pub, dove ogni cosa è in tema con il celebre personaggio dell'investigatore creato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, persino il menu.

 


Note:

 

[1] Traduzione italiana dell'acronimo latino V.I.T.R.I.O.L., Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultam Lapidem, principio fondamentale di tutta l'Alchimia.

 


 

Inghilterra misteriosa