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Il Labirinto sulla collina



Il labirinto di Alkborough


Alkborough è un paesino inglese del North Lincolnshire che si trova in prossimità della confluenza dei fiumi Ouse e Trent, che si uniscono a formare l’estuario dell’Humber. In questo piccolo e ridente agglomerato urbano che conta poco più di 450 anime (al censimento del 2001), si trova una presenza simbolica molto caratteristica. È il "Julian’s Bower", uno dei pochi labirinti intagliati nel manto erboso (in lingua inglese, i labirinti di questo tipo vengono definiti "turf labyrinths ") di antica origine, sopraggiunti a noi.


Il nome "Julian’s Bower" (o "Julian Bower", letteralmente, il "Pergolato di Julo", in riferimento all’omonimo personaggio dell’Eneide, figlio di Enea) venne dato ad alcuni labirinti di questo tipo localizzati in differenti parti d’Inghilterra, anche se oggigiorno quello di Alkborough è l’unico rimasto. Secondo il mito, fu Ascanio, o Julo, figlio di Enea, che portò in Italia la tradizione di intagliare labirinti nell’erba dalla città di Troia, distrutta dai Greci. Sembra che le mura della città erano costruite in maniera così contorta e confusionaria, che un nemico che vi avesse provato a penetrarvi si sarebbe smarrito dopo poco, proprio come in un labirinto. È per questo che alcuni labirinti di questo tipo venivano anche appellati "Mura di Troia" o "Città di Troia" (Caerdroia nell’antica terminologia derivata dal gallese), nella fattispecie quei labirinti il cui tracciato ricalcava quello classico, a sette spire, che si dice ispirato al labirinto Cretese.



Lo schema del Julian Bower di Alkborough

Lo schema del Julian Bower di Alkborough



Il labirinto di Alkborough, che si estende per un diametro di circa 13 metri, è di origini incerte: la prima menzione certa è quella di Abraham de la Pryme, un antiquario dello Yorkshire, che notò la figura durante uno dei suoi viaggi e annotò la sua scoperta in un resoconto datato 1697. Per lungo tempo si è creduto che il labirinto fosse stato opera dei Romani, come parte di un grande gioco. Tuttavia, un’altra ipotesi molto diffusa è quella che esso fu realizzato nel XIII sec. da alcuni monaci, provenienti da Walcot, come segno o simbolo di evoluzione spirituale, stante la notevole somiglianza con quello presente sul pavimento della cattedrale di Chartres, in Francia, con il cui tracciato coincide in buona parte.


Ad ogni modo, il Julian Bower di Alkborough ha rivestito un ruolo importante nella vita locale: è noto, infatti, che presso di esso venivano celebrati giochi ed eventi durante la festa del Calendimaggio fino a buona parte del XIX sec. Il labirinto è catalogato come "Monumento Antico" ed è soggetto a tutela; oggi la proprietà e la custodia del labirinto è affidata ad un Comitato privato, che provvede al suo mantenimento su base volontaria.





La Chiesa di San Giovanni Battista



La Chiesa di San Giovanni Battista



Poco più avanti rispetto al labirinto, sorge la chiesa di San Giovanni Battista (St. John the Baptist Church), le cui origini risalgono all’XI secolo (la prima menzione è del 1052) ma oggi risulta in buona parte modificata e restaurata. La parti più antiche della chiesa sono la torre, di origine Sassone, e, all’interno, il fonte battesimale, che pur sorretto da una base moderna risale al periodo normanno.


Nella sua cronaca, Abraham de la Pryme racconta di aver visto all’interno del coro di questa chiesa una pietra con un’iscrizione in lingua latina:


Richardus Bruto necnon Menonius Hugo
Willelmus Trajo templum hoc lapidus altum
condebant patria gloria dignia Deo


che può essere tradotta così: "Richard Brito così come Hugh Morville e William Tracy costruirono nella pietra questo alto tempio, a degna gloria di Dio". Se questa sua affermazione fosse vera (oggi, purtroppo, di questa pietra non vi è più traccia), vi sarebbe un collegamento con la vicenda di Thomas Becket, l’arcivescovo di Canterbury che venne assassinato all’interno della Cattedrale nel 1170. Richard le Breton, Hugh de Moreville e William de Tracy erano, infatti, i nomi di tre dei quattro cavalieri che penetrarono armati nella cattedrale e uccisero l’arcivescovo davanti l’altare (il quarto si chiamava Reginald FitzUrse). La loro menzione suggerirebbe che essi, nella loro fuga verso il nord, trovarono rifugio ad Alkborough e, pentiti, potrebbero aver contribuito al restauro della chiesa.



Il labirinto all'ingresso della chiesa

Il labirinto riprodotto all'ingresso della chiesa



In più punti, all’interno ed all’esterno della chiesa, rivive il ricordo del labirinto e viene perpetuato anche se quello intagliato nelle zolle erbose della collina poco distante dovesse, un giorno, scomparire. Il tracciato del labirinto è stato riprodotto sul pavimento del portico d’ingresso, e compare ancora al suo interno su una vetrata colorata del XIX secolo. Fuori, nel cimitero accanto alla chiesa, lo stesso disegno si trova al centro della croce sulla pietra tombale di James Goulton-Constable.





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