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Simboli derivati dall'Ottonario



La Clavicola di Phu-Hi



La Clavicola di Phu-Hi



La Clavicola di Phu-Hi, o "Ruota dei Pa-Kwa", è un antichissimo simbolo della tradizione orientale, che concentra in un complesso simbolismo i principi fondamentali della dottrina del Taoismo. Questa dottrina è caratterizzata dal dogma fondamentale del dualismo, che, come sappiamo, è un principio universale, ma in nessun altro luogo come in Cina esso ottiene tanta considerazione. Dice Lao-Tse, fondatore di questa dottrina: «Il Tao ha prodotto l'Uno; l'Uno ha prodotto il Due; il Due ha prodotto il Tre, il Tre ha prodotto tutti gli esseri».


L'unità, ovvero la potenza creatrice emanata dal Tao, si compone di due principi, opposti ed inseparabili: lo Yin, o principio negativo, femminile e ricettivo, e lo Yang, o principio positivo, maschile, attivo e fecondante. L'unione e l'interazione dei due principi produce tutte le cose. Ogni rottura di questo equilibrio provoca una preponderanza dell'uno o dell'altro principio, con conseguenze spiacevoli. Nel corpo umano, ad esempio, questo significa l'avvento di una malattia. La pratica cinese dell'agopuntura è basata sui medesimi principi: stimolando attraverso degli aghi alcuni punti ben specifici del corpo, si riescono a regolarizzare i flussi di energia positivi e negativi, ed a ridare benessere alla persona.


I principi fondamentali di questa dottrina possono essere espressi attraverso le figure simboliche dei Pa-Kwa, ovvero degli Otto Trigrammi (in lingua cinese, Pa significa "otto" e Kwa "segno"). La Ruota dei Pa-Kwa, rivelata all'imperatore Phu-Hi per una grazia speciale del Cielo, è a tutti gli effetti una chiave magica, un potente talismano che prende il nome di "Clavicola".



Il simbolo del Thaï-Chuc

Il simbolo del Thaï-Chuc



La chiave è costituita da tre elementi fondamentali. Il primo è un motivo centrale, circolare, formato da due figure curvilinee uguali per forma e dimensione ma opposte, nell'orientamento e nel colore. Questa figura è di per sé un simbolo noto e universale, chiamato Thaï-Chuc (o, per semplificare, Simbolo del Tao). Questa figura riassume e concentra il principio fondamentale, dualistico, del Tao: l'unione e l'inseparabilità dei due principi. Lo Yin, principio passivo, è rappresentato dalla parte nera mentre lo Yang, principio attivo, dalla parte bianca. Si noterà, però, che nella metà bianca è presente un circoletto nero, mentre in quella nera c'è la sua controparte bianca. Questo sta ad indicare che nessun principio potrà mai esprimersi nella sua totale potenzialità, ma conterrà sempre una piccola rimanenza del principio opposto che non riuscirà ad eliminare del tutto. Sarà grazie a questa presenza residua che provocherà l'insorgere di nuove reazioni Yin-Yang, ed il proseguire ciclico del Mondo.


Il secondo elemento è costituito da un insieme di otto trigrammi, disposti in maniera simmetrica attorno al motivo centrale, per un totale di 24 linee, di cui 12 intere e 12 spezzate. La linea spezzata è detta "linea Yin", mentre quella intera sarà, ovviamente, la "linea Yang". Il modo alternativo in cui ognuno dei due principi predomina in ogni manifestazione della vita è simboleggiato dalla disposizione degli elementi attorno al centro; si noterà, comunque, che presa una qualunque coppia di trigrammi diametralmente opposti, il numero totale di segmenti Yin e Yang è sempre equilibrato: tre linee intere e tre spezzate. È il principio fondamentale di tutto l'Ermetismo, che ritroviamo parimenti espresso nella Quarta Legge dell'Alta Magia cinese: «Ciò che è in alto è come ciò che è in basso».


I nomi ed i significati attribuiti a ciascuno degli otto trigrammi, insieme alla loro interpretazione iniziatica, sono elencati nella tabella seguente:



Trigramma
Nome
Significato comune
Significato iniziatico
Thièn
Thièn
Cielo
Principio attivo
Thui
Thui
Acqua
Acque terrestri
Son
Son
Montagne
Montagne
Lòi
Lòi
Folgore
Fuoco celeste, sismi
Phong
Phong
Vento
Vento
Hòa
Hòa
Fuoco
Fuoco terrestre
Dia
Dia
Terra
Principio passivo
Van
Vân
Nuvole
Nuvole


I-ChingI trigrammi costituiscono i tasselli fondamentali per la costruzione e l'interpretazione dell'oracolo cinese noto come I-Ching (talvolta scritto nella grafia giapponese, "I-King", significa letteralmente "Libro Sacro dei Mutamenti"). Questo antichissimo testo filosofico venne scritto, ufficialmente, intorno al 1000 a.C., ma probabilmente è ancora più antico. La sua elaborazione è attribuita a quattro saggi: Phu-Hi, figura quasi leggendaria di iniziato, ne gettò le basi; il saggio re Wên, durante la prigionia causata dal tiranno Sinn, codificò i 64 esagrammi, ottenuti combinando a due a due gli otto trigrammi. Suo figlio, il duca di Chou, redasse il primo commento a ciascun esagramma, codificando i segni nel loro significato divinatorio: nacque così il "Chou-Yi", i "Mutamenti di Chou". Nel IV sec. a.C, infine, il filosofo K'ung Fu Tzu, meglio noto in Occidente come Confucio, ampliò il "Chou-Yi" inserendovi i principi della sua dottrina (che sfoceranno poi nel Confucianesimo): nacque così lo "Yi-Ching" nella sua versione definitiva. L'I-Ching fu l'unico libro che riuscì a salvarsi dalla distruzione operata sui testi fino ad allora conosciuti dall'imperatore Ch'in Shih Huang Di, lo stesso che realizzò la Grande Muraglia e che costruì l'esercito di Terracotta. La prima versione occidentale del libro venne realizzata dall'inglese James Legge, nel XIX sec., che lo tradusse dal cinese. Al 1927 risale la traduzione in tedesco, ad opera di Richard Wilhelm. Ciò che sorprende dell'oracolo, in chi lo consulta regolarmente e con cuore aperto, senza scetticismi, è la straordinaria corrispondenza tra il responso ottenuto e la realtà. Perché l'I-Ching non è un semplice metodo divinatorio, esso si fa carico della mutevolezza delle condizioni esistenziali, suggerendo al consultante indizi sulla situazione attuale, e i possibili sviluppi a cui andrà incontro. Se egli agirà saggiamente, il responso sarà verificato, altrimenti no: come afferma il libro stesso, infatti, «Se non sei l'uomo giusto, esso non ti parlerà». Il metodo tradizionale cinese per la consultazione richiede l'utilizzo di 50 steli di achillea, o di millefoglie, ed è molto complesso. Modernamente il consulto avviene in maniera più semplice attraverso l'uso di tre monete, che vengono lanciate in aria per sei volte consecutive. La combinazione di teste e croci forniscono il verdetto, ovvero l'esagramma: tre teste indicano una linea intera, tre croci una spezzata; le altre combinazioni indicano situazioni in mutamento: due teste ed una croce indicano una linea mobile, una linea intera che potrebbe diventare spezzata, mentre l'altro caso (una testa e due croci) indica la situazione opposta. Quando si ottengono delle linee mobili il responso può variare leggermente, assumendo diverse sfumature: questo perché l'individuo che consulta si trova al momento in una situazione instabile, che sta probabilmente cambiando già nel momento in cui consulta l'oracolo, e perciò l'indicazione non può essere semplice. Il responso funziona perché è il consultante stesso, che manipolando e lanciando le monete, imprime su queste la propria energia. I cinesi ritengono, inoltre, che la formazione dell'esagramma è determinata da entità spirituali invisibili dette "Shinn".


Tornando alla Clavicola di Phu-Hi, l'ultimo elemento costituente è l'ottagono regolare che circoscrive il tutto. È rappresentativo dell'Ottonario, il principio numerico su cui è basato tutto il sistema, dagli otto trigrammi fondamentali ai 64 (8 x 8) esagrammi dell'oracolo.




L'Ottagono