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Ley Lines ed energie della terra


Nel saggio "The Old Straight Track" (1925) l'archeologo ed antiquario inglese Alfred Watkins parlò per la prima volta di allineamenti tra caratteristiche geografiche dei luoghi e i monumenti che si sono succeduti nelle diverse epoche. A questi allineamenti egli diede il nome di "ley lines", un nome coniato appositamente in seguito alla costatazione che molti dei nomi dei luoghi coinvolti in questi allineamenti recavano il suffisso "-ley". In seguito, alla connotazione puramente geografica venne sovrapposta una nuova dimensione, stavolta 'geomantica'. Questi allineamenti, naturali e non, seguono il tracciato di linee di energia, percorsi invisibili lungo i quali scorrono e si concentrano le energie sottili.


Occorre una piccola digressione circa questo concetto di "energie sottili", o "energie della Terra". Non si tratta di energie nel senso scientifico e tradizionale del termine, in quanto non esiste nessuno strumento oggettivo in grado di misurarle. Non sono di origine elettromagnetica, in quanto non influiscono sulla direzione dell'ago di una bussola. Si tratta solamente di un uso improprio del termine "energia", derivato dalla mancanza nelle culture occidentali di concetti di questo tipo. Presso le filosofie orientali, invece, esistono termini appropriatamente coniati per descrivere questi fenomeni, alcuni dei quali stanno lentamente penetrando anche nella nostra cultura, anche se non sempre nell'accezione originaria: il cinese Qi, o C'hi, il giapponese Ki, il sanscrito prana, ecc. Concetti correlati sono quelli della Shakti, l'energia divina personificata, e la Kundalini, quella parte di Shakti che risiede all'interno del corpo umano.


Bacchette ad LQueste "energie", dunque, sono rilevabili soltanto in termini soggettivi, a livello di sensazioni di benessere o malessere provate in certi luoghi, agendo sull'inconscio e sull'organismo. Vi sono persone estremamente sensibili a queste forme di energie, che avvertono capogiri, formicolii o altre sensazioni particolari che spariscono non appena ci si allontana dal luogo che le ha provocate. I radiestesisti e i rabdomanti riescono ad avvertirle senza l'ausilio di alcun strumento, mentre per tutti gli altri è sempre possibile avvalersi di strumenti per la radiestesia, previa opportuno allenamento. I più comuni tra questi strumenti sono i pendolini, le "bacchette ad L" (o "dowsing rods") e i "biotensor", oppure possono impratichirsi mediante opportune tecniche di meditazione.


Uno dei più importanti simboli legati alle energie della Terra è quello del serpente: la forma flessuosa di questo rettile, infatti, unitamente al fatto che essi si muove con l'intero suo corpo sempre a contatto con la terra, ha fatto nascere l'associazione con le correnti di energia che percorrono il sottosuolo. La stessa Kundalini viene simbolicamente rappresentata da un serpente, che risalirebbe lungo la spina dorsale. Ritroviamo questo simbolismo sia nel bastone di Esculapio, un simbolo universale di guarigione, sia, in versione a doppia spira, nel caduceo di Mercurio. Nei paesi di lingua germanica l'energia sotterranea viene indicata con il termine "wouivre", che è il nome della vipera. In Estremo Oriente l'energia C'hi viene simboleggiata con la figura del drago, e "linee del drago" è il nome che in questi paesi assumono le "ley lines". Abbiamo già visto nell'articolo dedicato al culto di San Michele che quest'accostamento delle linee di energia con le figure del drago e del serpente ha favorito l'associazione simbolica tra il culto del Santo e la teoria delle energie sottili, tanto da poter affermare che l'uno è stato utilizzato per celare a livello esoterico l'altro. È così che i maggiori luoghi di culto dedicati all'Arcangelo guerriero sono stati costruiti in luoghi considerati punti nodali di energie telluriche, luoghi che risultano tra loro perfettamente allineati in quella che è una delle più potenti "ley lines" della Terra.



L'allineamento


John Michell, che riprese ed ampliò il lavoro di Watkins, descrisse per la prima volta l'allineamento di San Michele nella fondamentale opera "The View Over Atlantis" [1]. Generalmente, gli allineamenti descritti da Watkins coprono distanze non molto ampie, mentre la "Linea di San Michele" corre da Ovest ad Est attraversando l'intera penisola britannica secondo una linea retta inclinata di circa 27° NE. Lungo la sua direzione cadono luoghi di culto di ogni epoca, dai cerchi di pietre alle chiese medievali, oltre ad altre caratteristiche geografiche notevoli come le famose "collinette artificiali" (i cosiddetti "mounds", nella terminologia inglese) di Burrow Mump e Silbury Hill. Per i motivi che abbiamo già visto, molti di questi luoghi che cadono esattamente sull'allineamento sono stati dedicati, con l'avvento della religione cristiana, all'Arcangelo Michele, che ha valso alla "linea" il nome con cui popolarmente più conosciuta. Accanto a San Michele, troviamo talvolta la figura di San Giorgio, che tra l'altro è anche patrono dell'Inghilterra. Come l'Arcangelo guerriero, anche San Giorgio è noto per aver combattuto ed ucciso un feroce drago.


Uno dei punti critici di questa teoria è il fatto che mantenere allineamenti perfetti su distanze così lunghe non è facile senza un'adeguata strumentazione che gli antichi costruttori certamente non avevano. In realtà, inizialmente, il fatto che la linea di San Michele inglese giaccia, nel suo avanzare da est ad ovest, su un valore di azimut di circa 242°, ha suscitato l'ipotesi che essa fosse stata orientata osservando il sorgere del sole nel giorno del Primo Maggio ("Mayday Sunrise"), il che suggerirebbe anche un collegamento con i significati esoterici e pagani della festa del Calendimaggio (la celtica Beltane). Studiosi successivi hanno poi sottolineato il fatto che sarebbe stato molto più semplice osservare il sorgere ed il tramonto di una specifica stella. Nello specifico, la stella Mintaka, ad un'estremità della cintura di Orione, ha raggiunto il suo punto di estinzione ad un azimut di circa 242° nel 2800 a.C., e potrebbe essere stata utilizzata per stabilire l'allineamento iniziale.


L'immagine di apertura riporta i più importanti luoghi associati alla Linea di San Michele inglese [2]. Nei paragrafi che seguono, la seguiremo interamente in un percorso da ovest ad est, soffermandoci sui luoghi principali e descrivendone le caratteristiche essenziali. Laddove sia possibile, ci soffermeremo più dettagliatamente sui singoli monumenti, descrivendone più in profondità la simbologia.



Land's End


Land's End Nel mondo antico, prima della scoperta del continente americano, si riteneva che ad ovest delle terre emerse allora conosciute non vi fosse più nulla. Per tale motivo, in quei paesi dell'Europa Occidentale che si affacciano sull'Oceano Atlantico il punto geografico che occupa la longitudine più elevata (in valore assoluto) ha assunto storicamente il significato di "fine del mondo".


In Spagna, ad es., questa località si chiama Finisterre (o Fisterra, in galego, un toponimo nato dalla contrazione della locuzione latina 'Finis Terrae', cioè "confine del mondo"). La sua importanza è tale che essa costituisce la tappa conclusiva del Cammino di Santiago di Compostela, dove i pellegrini hanno un bagno purificatore nell'oceano e possono raccogliere la conchiglia, simbolo del cammino, che riporteranno a casa. Analogamente, in Francia, troviamo un dipartimento quasi omonimo: Finistère, nella regione di Bretagna.


In Inghilterra, l'estremità geograficamente più ad Ovest si trova su un promontorio della Cornovaglia e ad esso è stato il nome di Land's End, che ha esattamente lo stesso significato. È curioso osservare che il limite estremo conosciuto delle terre emerse veniva chiamato dagli antichi "Colonne d'Ercole" (corrispondente più o meno all'odierno stretto di Gibilterra), in associazione al mito che fu il semidio figlio di Zeus ad erigere queste due enormi colonne per segnalare un posto tanto importante. Come abbiamo già visto, il mito pagano di Ercole ha molti punti in comune con quello cristiano di San Michele Arcangelo. Prolungando, dunque, verso ovest la Linea di San Michele inglese, oltre quella che viene definita la prima tappa fondamentale, St. Michael's Mount, si va a toccare proprio questa sacra estremità, il limite raggiungibile del mondo conosciuto.



St. Michael's Mount


St. Michael MountNel corso dell'XI sec., durante una visita in Cornovaglia, il re d'Inghilterra Edoardo il Confessore notò che poco al largo del villaggio chiamato Marazion, si trovava una piccola isola di natura tidale, cioè tale che durante la bassa marea essa è raggiungibile dalla costa anche a piedi, percorrendo una sottile striscia di terra, mentre durante l'alta marea essa ridiventa un'isola vera e propria, raggiungibile solamente con l'uso di un'imbarcazione.


Notando l'analogia e la stretta somiglianza con la quasi gemella isola di Mont Saint-Michel, in Normandia (che a quel tempo faceva ancora parte del regno d'Inghilterra), egli affidò il sito ai monaci Benedettini che avevano costruito l'abbazia francese, invitandoli ad edificare sull'isola una cella figlia di quella francese. Fu così che anche l'isola inglese venne consacrata al culto di San Michele Arcangelo.


Con il senno di poi, si comprende che una così straordinaria analogia non può essere naturale: prolungando la linea che unisce entrambe le costruzioni, infatti, sia verso NO, sia verso SE, questa linea ideale passa esattamente attraverso i più importanti luoghi del culto micaelico dell'Europa Occidentale, dando luogo ad una seconda Linea di San Michele. A quest'altra linea, che spesso nella letteratura soprattutto anglosassone viene chiamata "Linea di San Michele-Apollo" (o semplicemente, linea di Apollo), per distinguerla da quella di cui si parla in questo articolo, è dedicata una sezione a parte. Come vedremo, oltre a queste due linee di energia prettamente "maschile", presso St. Michael's Mount s'incrociano altre due linee fondamentali, dalle caratteristiche prettamente "femminili", che sono note come "Linea di Santa Maria" e "Linea di Atena".



St. Bartholomew's Church, Lostwithiel


Il fonte battesimale di Lostwithiel Lo studioso Paul Broadhurst ha incluso nella Linea di San Michele la curiosa chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo, nel villaggio cornico di Lostwithiel. Secondo alcune ipotesi, la chiesa di San Bartolomeo venne costruita da o per i Cavalieri Templari, che avevano in Cornovaglia numerose precettorie. La piccola chiesa è originaria del XII sec., anche se la maggior parte dell'edificio attuale risale al XIV sec.


La caratteristica che rende interessante la chiesa è il fonte battesimale (inizio XIV sec., foto: © Douglas Steven), finemente scolpito con figure simboliche. Si distinguono, tra le altre, un cacciatore con un falco, una testa dalla cui bocca fuoriesce del fogliame (che ricorda la figura del Green Man), una faccia grottesca dall'espressione maligna, un lupo, alcuni cani ed infine dei leoni.


Il fonte ha suscitato un forte interesse da parte di molti autori, che hanno avanzato diverse ipotesi sul suo effettivo significato. Una di queste [3] riguarda la possibilità che le scene rappresentate possano essere collegate al ciclo dei romanzi su Re Artù e sui suoi Cavalieri della Tavola Rotonda. Artù, secondo la tradizione, fu re del Wiltshire, del Devon, del Dorset, di Cornovaglia e del Galles, e molti dei luoghi fantastici che vengono nominati nel ciclo arturiano fanno riferimento a luoghi reali esistenti in queste contee. Non lontano da Lostwithiel, sulla costa occidentale, troviamo ad esempio il castello di Tintagel, che la tradizione associa con il luogo di nascita del piccolo Artù. Il nome Artù, come abbiamo già avuto modo di dire, deriva da un termine celtico che significa "orso". Nei pressi del castello di Tintagel esiste un promontorio roccioso la cui forma ricorda quella di un orso. Questo, insieme ad altri monumenti megalitici e siti naturali formano una rete di siti posizionati secondo l'asse polare, cioè allineati verso nord con la Stella Polare. Com'è noto, questa stella è legata alle due costellazioni dell'Orsa: è la stella più luminosa della costellazione del Piccolo Carro e può essere individuata nel cielo stellato prolungando idealmente la direzione individuata dalle due stelle nella "parte anteriore" del Grande Carro (quella, per intenderci, opposta alla coda).



Hurlers Stone Circles, Minions, Cornovaglia


Hurlers Stone Circle

Dopo quelli di Stonehenge e di Avebury, maggiormente conosciuti anche all'estero, gli Hurlers sono tra i più grandi cerchi di pietre sparsi per le campagne inglesi, e si trovano nei pressi di Minions, un piccolo villaggio della Cornovaglia. Il sito si compone di tre cerchi di pietre di dimensioni diverse (con un diametro medio di 36 m) risalenti al periodo neolitico. A fianco ad essi, in direzione ovest, si trovano due pietre solitarie, erette come steli, che formano gli stipiti di un immaginario portale nella campagna. Vengono chiamate The Pipers, cioè i "suonatori di cornamuse". Più a nord, invece, il sito comprende una straordinaria formazione chiamata Cheesewring, una collina naturale (un tor) sulla quale sono collocate delle straordinarie pile di pietre levigate. Gli scettici sostengono che si tratta di formazioni assolutamente naturali e casuali; chiunque si rechi sul posto ed osservi il paesaggio circostante può notare che non c'è nulla nei dintorni che assomigli a quelle formazioni, e quindi se fosse veramente casuale e naturale, bisognerebbe capire perché solo lì e non altrove…



St. Michael de Rupe, Brentor, Devon


Chiesa di St. Michael De Rupe

Il villaggio rurale di Brentor, a ridosso della brughiera di Dartmoor, nel Devon, deve il suo nome al fatto che si adagia alle pendici di una piccola collina isolata, un tipico tor, chiamato, per l'appunto, Brent Tor. Durante il periodo medievale, sulla cima del colle venne edificata una chiesa, dedicata all'arcangelo Michele, chiamata St. Michael de Rupe. La torre campanaria, alta 12 m, alloggia cinque campane ed è stata utilizzata per qualche tempo come torretta di avvistamento per respingere gli invasori provenienti dal mare.



St. Michael's Church, Creech St. Michael, Somerset


St. Michael Church, Creech St. Michael

Creech St. Michael è un villaggio collinare che si trova nel Somerset. Il toponimo è composto dal termine "creech", derivato dall'antica parola celtica 'crug' che significa "collina", e dal nome di San Michele, al cui culto il pase è stato dedicato a partire del XIII sec. A quell'epoca, infatti, risale la costruzione della chiesa parrocchiale (St. Michael's Church). Dal 1362 la chiesa è passata sotto la dipendenza del monastero di Montacute, priorato cluniacense sorto attorno all'XI secolo.



Burrowmump, Burrowbridge, Somerset


St. Michael Church, Burrowmump

Come i casi già discussi, quello di Burrowmump è un altro famoso tor inglese che si trova nella contea del Somerset, in corrispondenza del villaggio di Burrowbridge. Sulla cima della collina, dopo una lieve arrampicata, si trovano le rovine di un'antica chiesa dedicata a San Michele, di cui oggi rimangono solamente la torre campanaria e le mura perimetrali. La chiesa venne edificata nel corso del XIII secolo ed era alle dipendenze della più antica Abbazia di Athelney, fondata dal re Alfredo nel'888 per i monaci Benedettini. Dalla cima del colle è possibile scorgere in lontananza l'altro e più famoso tor d'Inghilterra, quello di Glastonbury. Essendo anche questo collocato sulla ley line, l'allineamento segue perfettamente la direzione della Linea di San Michele (27° NE), e tra i due siti se ne trova perfettamente allineato un altro: Othery St. Michael.



St. Michael's Church, Othery, Somerset


St. Michael Church, Othery

St. Michael's Church ad Othery, nel Somerset, risale agli inizi del XII sec. È noto, infatti, il nome del primo priore, un certo William, che venne istituito nel 1203; la chiesa, pertanto, deve essere stata dedicata poco prima. Alcuni medaglioni di vetro dipinto sono esposti al suo interno: essi provengono dalla distrutta Abbazia di Glastonbury. Un importante reperto è stato ritrovato al di sotto del pulito medievale in occasione dei restauri intrapresi durante il periodo Vittoriano. Si tratta dell'Othery Cope, una veste ecclesiastica risalente al XVI secolo, molto rara, che attualmente è conservata presso il Glastonbury Abbey Museum.



Glastonbury Tor, Glastonbury, Somerset



Il Glastonbury TorIl Glastonbury Tor, nell'omonima cittadina del Somerset, è il più famoso tra i tor d'Inghilterra, e si trova in un'area che per molteplici motivi è da sempre al centro del mito e della leggenda. Anticamente ritenuto il luogo di dimora di Gwyn-ap-Nudd, il Signore del Mondo Sotterraneo e re del Piccolo Popolo, il luogo è da sempre stato circondato dal mistero. Una prima chiesa sassone in legname, dedicata a San Michele, venne edificata sulla sua sommità, ma fu completamente distrutta da un terremoto nel 1275. Una seconda chiesa, in pietra calcarea locale, venne edificata nel XIV sec., probabilmente come figlia dell'Abbazia di Glastonbury. La chiesa resistette fino alla Dissoluzione dei Monasteri, quando venne distrutta quasi completamente, lasciando in piedi soltanto la torre campanaria. Il Tor domina un'area che è interamente avvolta nella leggenda, e che è stata identificata con l'antica Avalon del ciclo arturiano. Tra le rovine dell'antica abbazia sono ancora oggi distinguibili le collocazioni delle presunte tombe di Re Artù e della regina Ginevra, anche se con tutta probabilità il loro ritrovamento "fortuito" fu un espediente inventato dai monaci per risollevare le sorti dell'abbazia con un incentivo ai pellegrinaggi. Nelle immediate vicinanze del Tor si trovano anche i Chalice Gardens, dove si trova il celebre pozzo in cui Giuseppe d'Arimatea avrebbe gettato il Santo Graal portato con sé da Gerusalemme, il Chalice Well.



St. Michael's Church, Stoke St. Michael, Somerset


St. Michael Church, Stoke St. Michael

St. Michael's Church ad Othery, nel Somerset, risale agli inizi del XII sec. È noto, infatti, il nome del primo priore, un certo William, che venne istituito nel 1203; la chiesa, pertanto, deve essere stata dedicata poco prima. Alcuni medaglioni di vetro dipinto sono esposti al suo interno: essi provengono dalla distrutta Abbazia di Glastonbury. Un importante reperto è stato ritrovato al di sotto del pulito medievale in occasione dei restauri intrapresi durante il periodo Vittoriano. Si tratta dell'Othery Cope, una veste ecclesiastica risalente al XVI secolo, molto rara, che attualmente è conservata presso il Glastonbury Abbey Museum.



Silbury Hill, Avebury, Wiltshire



La collinetta di Silbury Hill

Quella di Silbury Hill, nella contea di Wiltshire, è la più celebre delle collinette artificiali d'Inghilterra (ricordiamo una volta di più che nella lingua anglosassone si distingue tra tor, una collinetta di origine naturale e mound, che invece è di origine artificiale). La sua realizzazione risalirebbe addirittura al periodo Neolitico (cioè nel periodo compreso tra il 4000 ed il 2500 a.C.). Sulla sua reale funzione gli archeologi stanno ancora dibattendo, anche se sembrerebbe abbastanza chiaro che dovesse avere una connotazione religiosa. Ciò che è rilevante, dal nostro punto di vista, è che risulta perfettamente allineata sulla ley line di San Michele ed è anche curioso sottolineare che essa forma con il successivo sito, quello di Avebury, un triangolo rettangolo che ha il suo terzo vertice, quello corrispondente all'angolo retto, su un altro celebre sito megalitico inglese, il cerchio di pietre di Stonehenge.



Avebury Stone Circle, Avebury, Wiltshire


Il cerchio di pietre di Avebury Dopo Stonehenge, il l'Avebury Stone Circle è uno dei più importanti e conosciuti monumenti neolitici del Regno Unito, indicati con il termine henge. Genericamente un henge risulta costituito da un ampio anello circolare, oppure ovale, in rilievo, che circonda una depressione, una specie di fossato. Esso presenta alcune aperture che permettono l'accesso ad un ripiano rialzato ricavato al suo interno. A seconda dei casi, il pianoro interno può servire da base per uno o più cerchi di pietre, come in questo caso, oppure altre strutture come collinette artificiali (mounds), cerchi di pietre (stone circles), monoliti (standing stones), gruppi di pietre (coves), buche per pali (stekeholes) e fosse (pits). Avebury risulta essere l'henge più esteso dell'intera Europa, con il suo diametro medio (perché non è perfettamente circolare) di 420 metri. Al suo interno esso racchiude un cerchio di pietre più grande, chiamato Cerchio Esterno, che si sviluppa attorno alla circonferenze interna, avente un diametro di circa 335 metri. All'interno di quest'ultimo, a loro volta erano collocati altri due cerchi interni, più piccoli. Il Cerchio Interno Meridionale, di cui oggi rimangono solo labili tracce, misurava 108 metri di diametro, mentre il Cerchio Interno Settentrionale, di cui sono in posa ancora quattro pietre, misurava in origine circa 98 metri. Nel comprensorio del cerchio esiste tuttora una piccola chiesa di origine sassone (XI sec.). Nei documenti del XIII sec. essa risulta dedicata a tutti i Santi (All Saints Church) mentre oggi risulta intitolata a San Giacomo (St. James Church).



St. George's Church, Ogbourne St. George, Wiltshire



St. George Church, Ogbourne St. George

Anche se non risulta dedicata a San Michele Arcangelo, St. George's Church ad Ogbourne St. George, nel Wiltshire, ha tutte le carte in regola per essere considerata rappresentativa nel novero delle chiese più importanti allineate sulla Linea di San Michele inglese. D'altronde, come abbiamo già sottolineato, San Giorgio ha in comune con San Michele la leggenda dell'uccisione di un drago, che dal punto di vista simbolico rappresenta sempre un dominio sulle energie telluriche sacre. La chiesa è stata costruita durante il periodo della dominazione normanna (XI-XII sec.).



Sinodun Hills, Oxfordshire



St. George Church, Ogbourne St. George

Le Sinodun Hills, conosciute anche come Wittenham Clumps, sono due collinette artificiali di gesso, ricoperte di boschi, che sorgono fianco a fianco nei pressi del villaggio di Little Wittenham, in Oxfordshire. La più alta delle due, chiamata Round Hill (v. foto a fianco, © Jonathan Bowen), si eleva per un'altezza di circa 120 m s.l.m., l'altra, di circa dieci metri più bassa, è stata chiamata Castle Hill, per via di un'antica fortezza risalente all'Età del Ferro di cui ancora si possono vedere alcuni resti. Oggi il sito è uno dei più visitati della contea, ed è sotto la tutale dell'associazione no-profit Earth Trust.



Royston Cave, Royston, Hertfordshire


Graffito di San Michele, Royston Cave Il sito di Royston Cave, nello Hertfordshire, è uno dei più suggestivi della Gran Bretagna: si tratta di un'ampia caverna sotterranea, avente la forma pressappoco di una campana. Le sue pareti interne sono fittamente ricoperte di graffiti in rilievo, tra i quali si possono riconoscere molti temi di carattere cristiano: tra questi, una rappresentazione della Sacra Famiglia, una Crocifissione, le figure di San Giorgio (oppure, visto che il sito giace anch'esso sull'allineamento, San Michele – v. figura a lato), Santa Caterina, San Lorenzo e San Cristoforo. Insieme a queste, troviamo anche raffigurazioni di uomini in armatura, una lunga spada ed una figura di donna nuda dalla vagina pronunciata che è stata interpretata come una Sheela-na-gig. Curiosamente, il sito si trova ad una longitudine di circa 0°, quindi rappresenta l'ideale punto d'intersezione tra la Linea di San Michele e il Meridiano di Greenwich.


Sui suoi realizzatori e sull'uso a cui era destinata le opinioni degli studiosi sono ancora contrastanti. Secondo una buona parte di essi, la grotta serviva come dispensa o cantina per i monaci Agostiniani del vicino monastero (XII sec., di cui oggi rimane solo la chiesa, chiamata St. John the Baptist Church). La presenza di un graffito che sembra ricordare il noto sigillo templare con due cavalieri seduti in groppa sullo stesso cavallo ha indotto molti studiosi a pensare che i misteriosi utilizzatori della caverna fossero proprio loro, i mitici Cavalieri Templari, che secondo alcuni documenti avrebbero avuto un permesso speciale di tenere a cadenza settimanale un mercato nei pressi del monastero. Di fatto la questione è ancora aperta: da un lato, si ha che il mercato di Royston era gestito, praticamente, dagli stessi monaci agostiniani che occupavano il monastero. Dall'altro, la datazione dei graffiti sembra coprire, secondo alcune ipotesi, un vasto arco che va dal XIV al XVII secolo, il che ne escluderebbe l'utilizzo da parte dei Templari (a meno che, ovviamente, non si voglia ipotizzare la sopravvivenza di qualche gruppo di cavalieri che avrebbero cominciato ad operare in clandestinità, ma quanto avrebbe potuto durare?). L'insieme dei graffiti potrebbe, infine, essersi stratificato nei secoli. Un dato di fatto è che alcuni guerrieri che appaiono nei bassorilievi indossano un'armatura a piastra intera, un modello che cominciò ad essere usato circa un secolo dopo la soppressione dell'Ordine.



Bury St. Edmunds, Suffolk


St. Mary's Church, Bury St. EdmundsCome avviene per gran parte delle località collocate lungo la Linea, Bury St. Edmunds, nel Suffolk, rappresenta un importante nodo d'incrocio con l'altra linea, di caratteristiche femminili, denominata di St. Mary's. Due, infatti, sono gli edifici religiosi più importanti della città. L'antica abbazia (Bury St. Edmunds Abbey) è dedicata Sant'Edmondo martire, re dell'East Anglia, morto per decapitazione nell'anno 869 ed ivi sepolto per la venerazione. L'abbazia crebbe e prosperò per secoli fino a che, come tante altre chiese inglesi, subì il declino in seguito alla Dissoluzione dei Monasteri, emanata da Enrico VIII, nel 1539. Distrutta ed abbandonata a sé stessa, oggi rimane visibile nei suoi scarsi resti, all'interno degli Abbey Gardens, non troppo lontana dalla nuova cattedrale (St. Edmundsbury Cathedral), edificata nel 1914.


Il sito, però, ha origini molto più antiche. Si ha notizie dell'esistenza di una piccola chiesa, dedicata a San Dionigi (St. Denis Church) sin dal 1065, edificata nel circondario dell'antica abbazia. All'inizio del XII sec., l'abate Anselmo tentò, senza successo, di compiere un pellegrinaggio fino a Santiago di Compostela. Decise allora per devozione di ricostruire interamente la chiesa di St. Denis, e la dedicò a San Giacomo. La St. James Church di Bury St. Edmunds servì da chiesa parrocchiale per la parte settentrionale della città. La chiesa fu in gran parte ricostruita nel 1503, e rimaneggiata ancora nel XVIII e nel XIX sec. Quando, nel 1914, venne creata la diocesi di Bury St. Edmunds ed Ipswich, la chiesa lasciò il posto alla nuova cattedrale, che possiamo ammirare oggi.


Dell'antico complesso abbaziale faceva parte anche l'altra chiesa, St. Mary's Church, che sostituì ricostruendola la più antica costruzione normanna del XII sec. In città era presente un terzo importante edificio religioso, St. Margaret's Church, oggi non più esistente.





Note:


[1] John F. Michell, "The View Over Atlantis", HarperCollins, 1969.

[2] Paul Broadhurst, Hamish Miller, "The Sun and the Serpent", Mythos Press, 1990.

[3] Paul Broadhurst, Robin Heath, "The secret land: the origins of Arthurian legend and the Grail Quest", Mythos Press, 2009.




Il culto di San Michele Arcangelo


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